Le ultimissime del 14 maggio – Trump da Xi con i big tech

Trump Xi

Summit Trump-Xi: delegazione USA a Pechino con i big tech

Il vertice bilaterale Trump-Xi si apre oggi a Pechino dopo l'arrivo di Trump ieri sera su Air Force One con una delegazione che include Tim Cook (Apple), Elon Musk (Tesla) e Jensen Huang (Nvidia), invitato all'ultimo momento dal presidente USA. L'agenda tocca Iran, Taiwan e AI militare, mentre chip e controlli all'export restano temi complessi: Washington ha autorizzato l'export degli H200 verso la Cina con licenze condizionali da gennaio, ma Pechino ha finora approvato acquisti solo per clienti selezionati come ByteDance e Alibaba, senza uno sblocco generale.

Il negoziato sui semiconduttori ruota attorno allo stesso schema visto nei round precedenti: gli USA spingono per la ripresa delle forniture cinesi di terre rare — gallio, germanio, antimonio, grafite — sospese come misura di ritorsione, in cambio di un allentamento delle restrizioni su chip avanzati e attrezzature per la litografia. La tregua tariffaria siglata il 12 maggio — con dazi USA ridotti dal 145% al 30% e dazi cinesi dal 125% al 10% — fornisce la cornice commerciale, ma scade in autunno senza proroghe confermate. Il titolo Nvidia ha guadagnato circa il 2,4% in pre-market sull'annuncio dell'inclusione di Huang nella delegazione presidenziale.

Hormuz: Bloomberg aggiorna il rischio supply chain per i chip

Bloomberg riporta che TSMC e Samsung stanno preparando piani di contingenza per far fronte alla chiusura dello Stretto di Hormuz, che minaccia le forniture di petrolio, LNG ed elio essenziali per i fab di Hsinchu e Seoul. Secondo SEMI, anche in caso di riapertura immediata dello stretto sarebbero necessari tra i quattro e i sei mesi per normalizzare la supply chain dell'elio — un orizzonte che colloca il picco di stress proprio nel momento in cui i negoziati di Pechino tentano di affrontare, almeno in parte, la stabilizzazione energetica del Golfo.

AMIC: diciotto associazioni chiedono al Congresso di prorogare il credito d'imposta CHIPS

Il 12 maggio la Semiconductor Industry Association ha guidato una coalizione di diciotto organizzazioni industriali — che rappresentano AI, cloud, difesa, automotive connesso e medtech — in una lettera formale al Congresso USA per richiedere la proroga dell'Advanced Manufacturing Investment Credit (AMIC), il credito d'imposta del 25% sui nuovi fab introdotto dal CHIPS Act e in scadenza il 31 dicembre 2026. Le associazioni chiedono anche di estenderne l'ambito alla progettazione di chip e alle attività di R&D. Il timing non è casuale: con Trump a Pechino e l'attenzione politica rivolta all'Asia, il settore teme che il dossier legislativo interno scivoli in secondo piano proprio nell'anno in cui il credito cessa di essere applicabile ai nuovi avvii di costruzione.

Applied Materials: test Q2 FY2026 in serata

Applied Materials pubblica i risultati del secondo trimestre fiscale 2026 dopo la chiusura di Wall Street, alle 22:30 ora italiana. La guidance del management prevede ricavi a 7,65 miliardi di dollari e EPS adjusted a 2,64 dollari; il consensus si posiziona a 7,69 miliardi (+8,4% anno su anno) e 2,68 dollari di EPS (+12,1%). Il CFO Brice Hill ha indicato capex cloud provider oltre i 600 miliardi di dollari nel 2026, con proiezioni superiori ai 700 miliardi nel 2027, e stima che i data center assorbano già il 30% dei wafer a nodo avanzato. L'attenzione del mercato sarà concentrata sulla guidance per il terzo trimestre e sulla conferma dell'obiettivo di crescita del business semiconduttori superiore al 20% per il calendario 2026.

Agenda

Il 20 maggio Nvidia riporta i conti Q1 FY2027: il ciclo AI datacenter e lo stato delle vendite H200 in Cina saranno i due driver principali del sentiment di settore. La scadenza autunnale della tregua tariffaria USA-Cina resta l'orizzonte entro cui leggere qualsiasi intesa emerga questa settimana a Pechino.

(E.L.)

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