Stretto di Hormuz, il pedaggio lampo di Trump
Lunedì il presidente Donald Trump ha annunciato che gli Stati Uniti avrebbero imposto un pedaggio del 20% su tutto il carico in transito nello stretto di Hormuz, autoproclamandosi “guardiano” della rotta e ripristinando al contempo il blocco navale contro i porti iraniani. L'annuncio è arrivato dopo un nuovo scambio di attacchi tra Washington e Teheran e ha spinto il Brent sopra gli 83 dollari al barile, facendo crollare i titoli dei produttori di memoria, SK Hynix in testa. Meno di 24 ore dopo, però, Trump ha fatto marcia indietro: il pedaggio è stato sostituito da impegni di investimento “massicci” da parte degli Stati del Golfo, secondo quanto scritto su Truth Social. Il Segretario di Stato Marco Rubio e l'Organizzazione marittima internazionale avevano nel frattempo bollato l'idea come una violazione del diritto internazionale. Resta invece il blocco navale contro le navi dirette verso i porti iraniani, mentre il traffico commerciale nello stretto — da cui transita circa un quinto del petrolio mondiale — resta più che dimezzato rispetto alla settimana precedente secondo i dati di Kpler. Ma c'è un problema di fondo: la sequenza mostra quanto la sicurezza della rotta resti ostaggio degli umori della Casa Bianca, non di un quadro negoziale stabile. Ricostruzione completa su CNBC e sul dietrofront su PBS News.
TSMC, giugno vola a +68% in vista della trimestrale
TSMC ha chiuso giugno con ricavi per 442,68 miliardi di nuovi dollari taiwanesi, il 68% in più su base annua e il 6,2% sopra maggio. Il primo semestre 2026 si ferma a 2.404,48 miliardi di NT$, il 35,6% in più rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Il dato, diffuso alla vigilia della trimestrale in calendario per il 16 luglio, conferma che la domanda di capacità avanzata — trainata dai pacchetti CoWoS per gli acceleratori AI — non accenna a rallentare, nonostante la correzione di fine giugno che ha coinvolto l'intero comparto. Il titolo ha reagito con un rialzo dell'1%. Dettagli su CNBC.
Chip H200 a Pechino, per ora ne arrivano pochi
Il sottosegretario al Commercio americano Jeffrey Kessler ha detto martedì davanti a una commissione della Camera che le spedizioni di H200 di Nvidia verso Cina e Hong Kong restano, testualmente, “una quantità molto piccola”. Washington aveva autorizzato a maggio una decina di aziende cinesi ad acquistare il chip, ma le consegne effettive sono partite solo ora. La dichiarazione conferma comunque che il canale si è riaperto, dopo mesi in cui Nvidia aveva escluso qualsiasi ricavo cinese dalle proprie previsioni. Resta da capire se Pechino, che secondo indiscrezioni starebbe valutando un'apertura limitata per Alibaba, ByteDance e DeepSeek, allenterà davvero i vincoli quantitativi ipotizzati — meno di 200.000 unità — o se continuerà a spingere sui chip domestici di Huawei per l'inferenza. Il resoconto della testimonianza è su CNBC.



