Intel e SK Hynix trattano per la memoria in Ohio, Tan avverte: nessun sollievo prima del 2028
SK Hynix è in trattative preliminari con Intel per produrre chip di memoria negli Stati Uniti per la prima volta nella propria storia, secondo quanto riportato da Reuters il 16 settembre citando fonti vicine ai colloqui (CNBC). Sul tavolo ci sono due ipotesi: l'affitto di una porzione del campus Intel in Ohio, fermo da anni per assenza di clienti, oppure una joint venture che coinvolgerebbe anche grandi fornitori cloud interessati a garantirsi forniture stabili. SK Hynix ha confermato di valutare "varie opzioni" senza che alcun accordo sia stato finalizzato; Intel, dal canto suo, ha derubricato la notizia a speculazione, ribadendo l'impegno a preparare il sito. Il titolo Intel ha chiuso giovedì in rialzo del 7,67%, trascinando l'intero comparto dei semiconduttori.
La notizia arriva a ridosso delle dichiarazioni dello stesso CEO di Intel Lip Bu Tan, che il 15 settembre, parlando all'AI Infrastructure Forum di Santa Clara, ha avvertito che la carenza di memoria peggiorerà nel 2027 (Seoul Economic Daily). Secondo il CEO, i prezzi sono già saliti di cinque, sei o sette volte rispetto ai livelli precedenti, con la scarsità di capacità produttiva che si sta ormai ripercuotendo su smartphone e notebook di fascia media e bassa; Tan ha citato anche elettricità e raffreddamento tra i vincoli infrastrutturali emergenti per i data center AI.
Huang: "Venderemo il doppio dei chip il prossimo anno"
Il CEO di Nvidia Jensen Huang ha dichiarato giovedì, a margine di un summit convocato da Carlo III in Scozia, di aspettarsi di vendere un numero doppio di chip nel corso del prossimo anno rispetto al 2026, spinto dalla diffusione dell'intelligenza artificiale in settori sempre più eterogenei (Bloomberg). La previsione arriva a poche settimane da quella, già ambiziosa, di una crescita dei ricavi del 70% nell'anno fiscale che si chiude a gennaio 2028, pari a circa 673 miliardi di dollari, cifra che aveva già spinto al rialzo le stime degli analisti.
Nvidia resta il primo fornitore mondiale di acceleratori per l'intelligenza artificiale, i chip usati per addestrare ed eseguire i grandi modelli linguistici. Le dichiarazioni di Huang si inseriscono in una settimana di volatilità per il comparto, con i titoli dei semiconduttori tornati a correre giovedì dopo giorni di ribassi legati ai timori di rallentamento nello sviluppo dell'AI e ai rialzi dei tassi (CNBC).
Infineon cede a Winbond le attività NOR-Flash e F-RAM per circa un miliardo di euro
Il gruppo di Monaco ha annunciato mercoledì la cessione al concorrente taiwanese Winbond di una parte del proprio business nelle memorie, comprendente il portafoglio di prodotti NOR-Flash e F-RAM, per un controvalore di circa un miliardo di euro (Handelsblatt). Con la cessione, circa 350 dipendenti distribuiti in dieci paesi passeranno a Winbond.
La cessione si inserisce nella strategia di Infineon di concentrare le risorse sui segmenti a maggiore crescita, in particolare l'elettronica di potenza e i semiconduttori per i data center AI, un'area in cui il gruppo tedesco, insieme a NXP e STMicroelectronics, sta cercando di ritagliarsi un ruolo più rilevante a fianco dei colossi statunitensi.
Giappone e Stati Uniti trattano per un impianto GlobalFoundries fino a 19 miliardi di dollari
Giappone e Stati Uniti stanno negoziando la costruzione di un nuovo impianto di semiconduttori sul suolo statunitense, come parte dell'accordo di investimento da 550 miliardi di dollari legato all'intesa tariffaria tra i due paesi, secondo quanto riportato giovedì da Nikkei Asia (Nikkei Asia). Il progetto, del valore stimato tra 2.000 e 3.000 miliardi di yen, ovvero tra 12,9 e 19,3 miliardi di dollari, sarebbe gestito dalla statunitense GlobalFoundries e dedicato ai chip logici. Né Tokyo né Washington hanno confermato pubblicamente la trattativa.
Se confermato, questo sarebbe il primo progetto del pacchetto giapponese indirizzato alla manifattura di semiconduttori, dopo che le prime due tranche, per 109 miliardi di dollari complessivi, erano state destinate a petrolio, gas, minerali e centrali nucleari e a gas (Reuters). L'accordo, siglato per contenere al 15% i dazi statunitensi sulla gran parte dei prodotti giapponesi, lascia a Tokyo la scelta dei singoli progetti da finanziare.



