Ultimissime del 21 agosto – Semiconduttori, l’altalena del Kospi in due sedute

Kospi

Seul, Kospi due sedute e un ciclo intero

Chi voleva una dimostrazione di quanto le valutazioni dei produttori di memorie dipendano ormai dal mercato obbligazionario americano l'ha avuta questa settimana. Mercoledì 19 agosto il Kospi ha ceduto il 5,80% chiudendo a 6.471 punti, con Samsung Electronics a -7,54% e SK hynix a -9,93%: il rendimento del Treasury trentennale è salito al livello più alto dal 2007 e la vendita si è propagata da Wall Street a tutta l'Asia, con il Philadelphia Semiconductor Index già sceso del 5% nella seduta precedente, la peggiore da fine luglio (Bloomberg, Saxo). Ventiquattr'ore dopo, il movimento contrario: Kospi a +5,89% a quota 6.853, SK hynix in rialzo a doppia cifra dopo l'annuncio di un piano di riacquisto e cancellazione di azioni proprie da 40.000 miliardi di won, Samsung sopra l'8% (KED Global). L'innesco non è arrivato dal settore: il Tesoro americano ha raddoppiato il programma di riacquisto dei titoli a lunga scadenza e il trentennale ha ceduto una decina di punti base. Il motivo è semplice: Samsung e SK hynix trattano sulle attese di domanda AI pluriennale, non sui numeri del trimestre in corso, e il tasso di sconto applicato a quei flussi è diventato la variabile dominante.

I fondamentali, intanto, restano dove erano

Oggi il mercato coreano si è stabilizzato, con Samsung intorno all'1% e SK hynix al 4%, sostenuto da un dato che stona con la volatilità delle ultime sedute: nei primi venti giorni di agosto le spedizioni coreane di semiconduttori sono quasi triplicate su base annua, arrivando a circa 26 miliardi di dollari (Trading Economics). È il punto che gli analisti continuano a segnalare da settimane: la correzione riprezza le aspettative, non la domanda. Resta il contrappeso indicato da KB Securities, secondo cui un decennale americano stabilmente in area 5-5,3% comincerebbe a incidere sul finanziamento dei data center, e quindi sugli ordini a monte.

Taiwan, ordinativi ai massimi storici

Gli ordinativi all'esportazione di Taiwan hanno segnato a luglio un record mensile di 97,94 miliardi di dollari, in crescita del 61,9% su base annua e al diciottesimo mese consecutivo di aumento, secondo i dati diffusi giovedì dal Ministero degli Affari economici (Focus Taiwan). La composizione conferma la traiettoria: prodotti per l'informazione e la comunicazione a 33,27 miliardi (+89,5%), prodotti elettronici a 41,32 miliardi (+71,7%), mentre l'ottica arretra del 10,6% a 1,81 miliardi per la debolezza persistente dei pannelli. Nei primi sette mesi il totale raggiunge 602,03 miliardi, +52,5% (Digitimes). Gli Stati Uniti restano il primo acquirente. Il dato taiwanese e quello coreano raccontano la stessa cosa vista da due angolature diverse: il ciclo AI continua ad assorbire capacità, e la divaricazione fra ordinativi record e valutazioni azionarie in altalena è oggi la principale anomalia del settore.

Hormuz, sei transiti in ventiquattr'ore

Sul fronte che pesa di più sulla logistica dei materiali, la situazione è peggiorata. Mercoledì gli Emirati Arabi Uniti hanno sospeso ogni transazione commerciale e finanziaria con l'Iran, mentre Washington ha congelato i negoziati con Teheran. Secondo i dati MarineTraffic citati da CNN, nelle ultime ventiquattr'ore hanno attraversato lo stretto sei navi: prima del conflitto la media era di circa 110 al giorno. Il Brent ha guadagnato oltre il 2% nella seduta di giovedì. Per la filiera elettronica il canale di trasmissione non è il greggio in sé, ma il costo dell'energia per le fonderie europee e asiatiche e la disponibilità di gas industriali e derivati petrolchimici che transitano dallo stesso corridoio. Chi acquista elio, neon o resine epossidiche ha già visto i premi di rischio incorporati nei listini dei mesi scorsi; una chiusura prolungata li consolida.

Dazi ed export control: nessuna novità nelle ultime 48 ore

Sul dossier Section 232 e sulle restrizioni all'esportazione verso la Cina non emergono sviluppi con data recente. Il quadro resta quello del Proclama 11002 del 15 gennaio, con dazio del 25% su una fascia stretta di logica avanzata ed esenzioni per i data center sopra i 100 MW, e con la minaccia di aliquote fino al 100% usata come leva negoziale su Seoul e Taipei. Chi segue la materia farà bene a tenere d'occhio la finestra dei prossimi trenta giorni: è lì che l'amministrazione ha lasciato spazio a un'eventuale seconda fase.

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