Le trimestrali di fine ottobre ci consegnano un'industria dei semiconduttori che non ha mai guadagnato tanto. E che, per la prima volta in questo ciclo, comincia a chiedersi chi pagherà il conto.
Settimana di trimestrali, settimana di sbalzi d'umore. Lunedì 26 ottobre è bastato il prospetto di quotazione di Anthropic per far salire tutti e trenta i titoli del Philadelphia Semiconductor Index, che ha chiuso a 11.083 punti con un rialzo del 2,82%. Un rialzo che non cancellava però il 12,2% perso dall'inizio del mese, come annotavamo nell'edizione del 27 ottobre. Mercoledì 28 è toccato a SK hynix, con un margine operativo dell'80% – una cifra da monopolista più che da produttore di memorie – e al Kospi, tornato sopra quota 6.000 con un balzo del 6,63% (28 ottobre). Venerdì 30 il copione si è rovesciato. Lo stesso Kospi ha lasciato sul terreno il 3,48%, travolto dal crollo dei tecnologici americani dopo i conti delle big tech (30 ottobre).
Eppure, fra l'euforia di metà settimana e la doccia fredda del venerdì, il quadro è meno contraddittorio di quanto sembri. Da due anni, lo sappiamo, il collo di bottiglia dell'AI non è più il wafer di silicio, ma il packaging. Questa settimana gli si sono affiancati il denaro e lo spazio fisico. Sta di fatto che il potere di prezzo che ne deriva sta scivolando verso i nodi maturi – verso i componenti, cioè, che progettisti e buyer italiani comprano davvero.
Memorie HBM e DRAM: margini da monopolio, contratti da utility
Ottanta per cento. Non è il margine di un produttore di commodity. SK hynix lo ha registrato su ricavi trimestrali più che quadruplicati in un anno, a 104.615 miliardi di won (comunicato sui risultati). Il giorno dopo Samsung dichiarava 107.400 miliardi di won di utile operativo, quasi tutti arrivati dai chip.
Il dato più eloquente, però, sta nei contratti. SK hynix ha legato a sé 14 grandi clienti con accordi pluriennali che coprono oltre metà della capacità 2027–2028, a prezzi agganciati al mercato, ma chiusi dentro una banda. Uno schema da forniture energetiche, non da mercato ciclico. Uno schema in cui il produttore rinuncia a una fetta del rialzo in cambio di un prezzo minimo garantito e un prezzo minimo, di norma, lo chiede chi teme la discesa..
Le prime crepe, del resto, si vedono già: il prezzo spot del NAND ha perso il 9,19% in una settimana. La Banca di Corea ha messo un numero sul rischio: se gli hyperscaler tagliassero gli investimenti nel 2027, l'export coreano di chip resterebbe fino a 100 miliardi di dollari sotto le previsioni.
Finanziamento dell'AI: chi paga il conto
La notizia della settimana, a ben vedere, non riguardava un chip. Riguardava un prestito. Bank of America, Blackstone, Citi e Morgan Stanley metteranno 63 miliardi di dollari in un veicolo che comprerà acceleratori Broadcom da noleggiare ad Anthropic. Broadcom garantisce il valore residuo dell'hardware per circa 43,5 miliardi. Il rischio, insomma, torna a casa di chi vende.
Non è un caso isolato. Fra i sottoscrittori dell'aumento di capitale di Meta compaiono – guarda caso – i suoi fornitori, a cominciare da Nvidia con 3 miliardi. Chi ha memoria del 2000 riconosce il copione di Lucent e Nortel, che prestavano denaro agli operatori telefonici perché comprassero i loro apparati. I fornitori di oggi hanno bilanci ben più solidi, certo. Eppure Moody's avverte già che altre operazioni del genere farebbero salire il rischio per Broadcom.
Alphabet, intanto, brucia cassa per il secondo trimestre di fila dopo aver investito 51,4 miliardi (TrendForce). Il prospetto di Anthropic misura la sproporzione meglio di qualunque commento: 16,3 miliardi di ricavi nel semestre, impegni fino a 120,5 miliardi entro il 2029 per le GPU Nvidia.
Packaging avanzato e CoWoS: il collo di bottiglia si trasferisce a valle
«Il collo di bottiglia maggiore è ancora lo spazio». Parola di Joseph Tung, direttore finanziario di ASE, che per la terza volta in un anno ha alzato gli investimenti 2026, ora a 11,5 miliardi di dollari con 22 cantieri aperti a Taiwan. TSMC, stando al Commercial Times ripreso da TrendForce, valuta rincari CoWoS fino al 20%. Lo spazio, oggi, vale quanto il silicio.
Non a caso Applied Materials porterà la quota nell'olandese Besi, specialista dell'hybrid bonding, dal 9% a circa il 20%. Il valore della scarsità, però, resta a monte. Amkor, che dal calcolo ricava ormai il 26% del fatturato, lavora con un margine lordo del 18,3%. SK hynix, lo abbiamo visto, viaggia all'80% operativo. Guadagna chi controlla il componente, non chi lo assembla.
Nodi maturi: il rincaro arriva a MCU e PMIC
Per chi compra microcontrollori e PMIC in Italia, la notizia più concreta è arrivata da Taiwan. UMC negozia con i clienti aumenti di circa il 10% per il 2027, dopo i rincari del 30% annunciati da PSMC sui wafer maturi.
Conta soprattutto la durata. La nuova capacità di UMC arriverà fra la fine del 2028 e il 2029: fino ad allora l'offerta taiwanese non potrà reagire al prezzo. Per l'industria italiana il messaggio è chiaro. I contratti 2027 su MCU, PMIC e memorie non HBM si apriranno al rialzo, con fornitori a capacità piena. E con una domanda industriale che, a giudicare dal +39% dei ricavi industriali e IoT di NXP, si è rimessa in moto. Prezzi in salita, domanda in ripresa: è la combinazione da cui nascono le allocazioni.
Semiconduttori in Europa: Infineon e STMicroelectronics
Infineon investirà circa 1,1 miliardi di euro per avviare entro la fine del 2027 la prima produzione in volume al mondo di semiconduttori di potenza in nitruro di gallio su wafer da 300 mm. Bruxelles ha già approvato aiuti di Stato per un massimo di 319 milioni. Una scommessa di quelle che il Chips Act dovrebbe produrre più spesso. Una scommessa, però, che poggia su un paradosso: il gallio è raffinato in larghissima parte in Cina, dove la sua esportazione è soggetta a licenza dal 2023 (ne abbiamo scritto a proposito di gallio, germanio e moratoria cinese).
STMicroelectronics, dal canto suo, annuncia una riorganizzazione dal 1° gennaio 2027, con Remi El-Ouazzane Chief Technology Officer e Marco Cassis Chief Strategic Officer. Chi legge gli organigrammi come un tempo i cremlinologi leggevano la disposizione dei gerarchi sul Mausoleo di Lenin nella Piazza Rossa noterà due presidenti promossi a ruoli trasversali. È presto per parlare di successione, non per porsi la domanda.
Elio, energia e geopolitica dei semiconduttori
Il 23 ottobre Washington ha designato l'elio materiale critico. Un riconoscimento tardivo, verrebbe da dire, a sette mesi dagli attacchi iraniani contro Ras Laffan, polo legato a circa un terzo dell'offerta mondiale. Da allora QatarEnergy ha ridotto del 14% le esportazioni di elio (qui il nostro approfondimento). A Taipei il nodo è l'elettricità: l'associazione dei produttori di chip appoggia la valutazione del governo sulla riapertura delle centrali nucleari.
Semiconduttori a novembre: che cosa guardare
Il calendario, questa volta, lo detta Pechino. Il 10 novembre scade la sospensione delle misure dell'ottobre 2025 su terre rare e tecnologie correlate, il 27 quella del divieto di esportare negli Stati Uniti gallio, germanio e antimonio. Una decisione formale sulla proroga, per ora, non si è vista. Il mercato guarderà alla trimestrale di Nvidia del 17 novembre. Noi guarderemo soprattutto a Monaco, dove electronica dirà se i rincari dei nodi maturi sono già entrati nei listini dei distributori. È lì che la tesi di questa settimana passerà dalla Borsa ai preventivi.




