Geopolitica: elio, il conto inizia ad arrivare in fabbrica
Lo abbiamo già detto più volte: il nodo strutturale del blocco di Hormuz non è il petrolio, è l'elio. Gli attacchi iraniani su Ras Laffan del 2 marzo hanno rimosso dal mercato tra il 30 e il 33% della produzione mondiale di elio — circa 5,2 milioni di metri cubi al mese. I prezzi spot, che prima delle ostilità si attestavano attorno a 300 dollari per mille piedi cubi, sono saliti di una forchetta compresa tra i 600 e i 900 dollari, con proiezioni fino a 2.000 dollari in caso di prolungamento del blocco.
Il problema non è solo di volumi, ma di logistica criogenica. Circa 200 container criogenici specializzati — gli unici in grado di trasportare elio liquido, al costo di circa un milione di dollari l'uno — sono rimasti bloccati in Qatar o in transito alla chiusura dello stretto. Anche in caso di riapertura immediata, il riposizionamento richiederebbe settimane.
Le fab di Taiwan e Corea del Sud stanno monitorando con attenzione e gestendo l’approvvigionamento di elio. Il bromo, rilevante per alcuni processi chimici dei semiconduttori, è salito a 12.000 dollari per tonnellata metrica, con ICL Group israeliana che controlla quasi il 40% dell'offerta mondiale e il 97% delle importazioni della Corea del Sud. TSMC e SK Hynix dichiarano di non aver ancora subito impatti operativi grazie a scorte e catene diversificate, ma la normalizzazione dell’offerta qatariota resta un fattore da monitorare.
NXP e ST trainano il rimbalzo europeo
NXP Semiconductors ha riportato ricavi Q1 a 3,18 miliardi di dollari (+12% anno su anno), battendo le stime LSEG di 3,16 miliardi. Il titolo è salito del 26% mercoledì, la migliore seduta dalla quotazione del 2010. La vera notizia è sulla guidance: il CEO Rafael Sotomayor ha indicato oltre 500 milioni di ricavi da data center nel 2026, contro i circa 200 milioni del 2025, con una guidance Q2 che implica crescita sequenziale dell’8,5% al midpoint, sopra le attese del consensus. La crescita riflette la domanda per processori automotive nei veicoli software-defined, oltre che per networking e data center.
I conti di NXP hanno trascinato al rialzo l'intero comparto europeo: STMicroelectronics guida il rimbalzo a Piazza Affari e a Parigi, con Infineon in rialzo a Francoforte e ASML e Be Semiconductor ben impostate ad Amsterdam. ST ha chiuso il Q1 con ricavi a 3,1 miliardi, superiori alle attese di 3,04 miliardi, ma con EPS non-GAAP a 0,13 dollari contro il consensus di 0,17, penalizzato da costi di ristrutturazione e dall’esborso legato all’acquisizione del business MEMS di NXP. Il comunicato ufficiale riporta free cash flow negativo per 723 milioni, riflettendo l’esborso da 895 milioni per la chiusura dell’acquisizione MEMS. La guidance Q2 punta a 3,45 miliardi (+24,9% anno su anno), con attese di ricavi da datacenter “nicely above” 500 milioni nel 2026 e “well above” un miliardo nel 2027.
Nordeuropa: ASML alza la guidance, la Cina si restringe
ASML ha riportato nel Q1 un fatturato netto a 8,8 miliardi di euro e un utile netto a 2,8 miliardi, alzando le previsioni 2026 di un intervallo tra i 36 e i 40 miliardi di euro. Le vendite verso la Cina sono scese al 19% del totale nel Q1, dal 36% del trimestre precedente, riflettendo l’impatto crescente delle restrizioni export. Si segnala che un gruppo bipartisan di legislatori statunitensi ha proposto un disegno di legge che bloccherebbe anche le vendite delle macchine DUV al mercato cinese. Il titolo aveva ceduto il 6% il giorno dei risultati, ma gli analisti mantengono rating positivi con target medi intorno a 1.600 euro. ASM International ha segnato circa +9% alla borsa di Amsterdam dopo risultati Q1 positivi e previsioni di ulteriore crescita nella seconda metà del 2026. Restano sotto osservazione l'Infineon Capital Markets Day del 13 maggio e la ST LEO Investor Call del 4 maggio.
Taiwan: DRAM, il superciclo lo scrivono i prezzi
Nanya Technology ha riportato ricavi Q1 a 49,09 miliardi di dollari taiwanesi, +582,91% anno su anno — il record storico assoluto — con la stretta di offerta che ha spinto i prezzi in modo strutturale. Il management descrive la domanda DRAM come solida e sostenibile, guidata dalla spesa cloud legata all'AI. La capacità nuova nel 2026 rimane concentrata su prodotti high-end e value-added.
La stretta è strutturale: Nanya stima che la scarsità DRAM si prolungherà fino alla prima metà del 2028, con nuova capacità globale insufficiente a colmare il divario domanda-offerta. Il pattern — crescita trainata da prezzi, non da volumi — è lo stesso osservato da Omdia per l'intero mercato semiconduttori e solleva interrogativi sulla solidità del ciclo in caso di normalizzazione delle scorte AI.
Sul fronte TSMC, il governo taiwanese ha approvato il dispiegamento del processo a 3 nm nella seconda fab in costruzione in Giappone, a Kumamoto, con avvio produttivo previsto nel 2028 a una capacità mensile di 15.000 wafer da 12 pollici. La prima fab JASM a Kumamoto è già in produzione di massa su nodi 12-28 nm per automotive e industriale.
Attrezzature: la spesa asiatica domina, l'Europa arretra
Secondo i dati SEMI, le vendite mondiali di attrezzature per semiconduttori hanno raggiunto 135,1 miliardi di dollari nel 2025, +15% anno su anno. Taiwan, Corea e Cina insieme rappresentano il 79% del mercato globale, con Taiwan a +90% a/a a 31,5 miliardi per la sola espansione AI/HPC. L'Europa ha invece registrato un calo del 41% a 2,9 miliardi — secondo anno consecutivo di contrazione — riflettendo la debolezza del segmento automotive e industriale. Un dato che pesa sulla prospettiva di ESMC a Dresda e sull'intera infrastruttura produttiva continentale, tema al centro del Capital Markets Day di Infineon del 13 maggio.
(E.L.)



