Manovra 2027, ANIE: bene energia e infrastrutture, mancano gli investimenti industriali

Vincenzo de Martino, Presidente di ANIE Confindustria
Vincenzo de Martino, Presidente di ANIE Confindustria

Il fatturato cresce, la produzione molto meno. Nel primo semestre 2026 l’industria elettrotecnica ed elettronica italiana ha aumentato il giro d’affari del 9% a valori correnti, mentre la produzione è salita dell’1,7% in volume. Nel secondo trimestre il dato produttivo è diventato negativo, con un calo dello 0,5%. Con questi numeri ANIE Confindustria accompagna la sua valutazione della Legge di Bilancio 2027. Il giudizio è positivo sulle misure per la transizione energetica e le infrastrutture. È critico, invece, sull’assenza di un intervento organico a sostegno degli investimenti industriali.

L’elettronica arretra

Dentro i settori la differenza è ancora più netta. Il fatturato è cresciuto del 7,9% sul mercato interno e del 10,8% all’estero. Sul piano produttivo, però, i due comparti divergono: l’elettrotecnica segna +2,5%, l’elettronica scende dello 0,9%. La distanza tra ricavi nominali e volumi fa pensare che una parte della crescita dipenda dai prezzi più che dalle quantità prodotte.

Per l’intero 2026 la Federazione stima un aumento del fatturato del 9,3%, trainato soprattutto dalle vendite all’estero (+14,2%). Nel 2027 la crescita dovrebbe scendere al 6,3%. Pesano il rallentamento del commercio internazionale, i costi dell’energia e la chiusura del PNRR.

Il peso del PNRR

L’ultimo fattore conta più di quanto sembri. Secondo un’indagine di ANIE e TEHA Group, otto imprese associate su dieci hanno partecipato a progetti o gare collegati al Piano. Oltre la metà di queste ne ha ricavato più del 10% del fatturato nel biennio 2024-2025. Con la fine del programma una quota rilevante della domanda è destinata a scomparire. Senza strumenti che la sostituiscano, il rallentamento previsto per il 2027 potrebbe accentuarsi.

Le misure della manovra

Tra gli interventi accolti con favore ci sono 1,2 miliardi di euro per il fotovoltaico e 1,6 miliardi per l’efficienza energetica degli edifici pubblici, entrambi distribuiti sul triennio 2028-2030. ANIE apprezza anche la conferma dei bonus edilizi e dei fondi per l’ammodernamento della rete ferroviaria.

Le riserve riguardano anzitutto il costo dell’energia elettrica, anche perché una parte degli interventi partirà solo dal 2028. La Federazione riconosce i vincoli di finanza pubblica ma critica l’aumento dell’IRAP per le imprese del comparto energetico. A suo giudizio rischia di frenare gli investimenti, con ricadute sull’intera filiera elettrica. ANIE chiede poi più certezza sulla disponibilità degli incentivi e tempi di attuazione più rapidi.

Strumenti stabili e pluriennali

Il nodo resta la mancanza di un piano per gli investimenti produttivi. ANIE chiede strumenti stabili e pluriennali per automazione, digitalizzazione ed efficienza energetica dei processi industriali. A questi dovrebbero affiancarsi politiche strutturali di formazione sulle competenze tecniche e digitali. La Federazione auspica che il passaggio parlamentare rafforzi la manovra in questa direzione.

«La nostra industria continua a crescere, ma i dati sulla produzione e le previsioni per il prossimo anno ci ricordano che non possiamo dare per scontati questi risultati», ha dichiarato il presidente di ANIE Confindustria, Vincenzo de Martino. Per de Martino servono incentivi stabili, tempi certi e misure efficaci sul costo dell’energia. «Non basta favorire la domanda di nuove tecnologie: dobbiamo mettere l’industria italiana nelle condizioni di svilupparle e produrle».

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento
Inserisci il tuo nome