
Una fabbrica statale di Shanghai avvia la produzione in serie della prima litografia DUV cinese, mentre i mercati asiatici bruciano oltre mille miliardi di dollari in due sedute.
Mille miliardi di dollari di capitalizzazione bruciati in due sedute, il 28 e il 29 luglio. SK Hynix ha perso il 14,7%, lo stesso giorno in cui comunicava ricavi trimestrali cresciuti del 257% e un utile operativo balzato del 557% su base annua. Samsung Electronics ha chiuso a -13,4%, la seduta peggiore in quasi vent'anni. Kioxia ha lasciato sul terreno il 18,3%. Il Kospi non registrava un calo così ampio dallo scoppio del conflitto USA-Iran, a marzo. Il mercato, insomma, non stava scontando un problema di domanda: stava reagendo a una notizia arrivata poche ore prima, che tocca la scommessa su cui i produttori asiatici costruiscono i loro margini.
Macchine litografiche: Shanghai avvia la produzione in serie
Lunedì 28 luglio, citando una fonte diretta, Reuters lo ha riportato che una società statale di Shanghai ha avviato la produzione in serie di macchine litografiche DUV a immersione progettate internamente. È la tecnologia più avanzata a cui la Cina può accedere, dopo che le restrizioni all'export hanno chiuso la porta ai sistemi EUV. The Information, ripreso da Tom's Hardware, aggiunge un dettaglio utile: dietro l'operazione ci sono team confluiti da diverse startup cinesi di litografia, con un ruolo di primo piano per Shanghai Yuliangsheng Technology, realtà legata a Huawei e al gruppo SiCarrier. I numeri, per ora, restano piccoli. Cinque macchine nel 2026, altre venti nel 2027, basate su componenti critici che continuano ad arrivare dal Giappone. SMIC starebbe testando un sistema Yuliangsheng dal settembre scorso, e le prime consegne dovrebbero raggiungere entro l'anno anche Hua Hong Semiconductor e il produttore di memoria ChangXin Memory Technologies (CXMT). ASML, per confronto, conta di consegnare circa 130 sistemi a immersione nel solo 2026, con capacità in aumento del 30% l'anno successivo. Il divario tecnologico resta ampio, certo, ma le azioni del gruppo olandese lunedì hanno comunque perso fino all'8%, in un mercato cinese che pesa ormai il 14% dei ricavi da sistemi ASML, contro il 33% di appena un anno fa.
Una correzione più di prezzo che di domanda
Qui non si tratta di domanda AI in calo, come fanno a notare CNBC e Bloomberg, ma di aspettative riportate a terra. I conti di SK Hynix lo confermano meglio di qualsiasi analisi: risultati da record e azioni in caduta libera. È il segnale più chiaro che il mercato sta ridiscutendo quanto è disposto a pagare per l'esposizione all'intelligenza artificiale, non tanto se la domanda regga o meno. Charlie Dai, vicepresidente e analista principale di Forrester, parla di un timore che la spesa infrastrutturale per l'AI stia "raggiungendo il picco più rapidamente del previsto", pur trattandosi a suo avviso "più di un riprezzamento delle attese dopo un rally eccezionalmente forte che di un reale indebolimento della domanda". Il tempismo, va detto, gioca contro questa lettura più che a favore: la correzione arriva nella stessa settimana in cui Alphabet ha alzato le stime di capex 2026 per accelerare la costruzione di nuova infrastruttura AI. Tra i grandi committenti, insomma, la traiettoria degli investimenti non sembra vacillare.
Sul fronte litografia, SemiAnalysis riporta l'attenzione su un punto tecnico spesso trascurato: il vero freno alle attività cinesi non è la macchina in sé, ma la sua scalabilità industriale. Prestazioni, affidabilità di flotta, ecosistema di fornitura, economia dei costi rispetto a impianti ASML già ammortizzati: fattori questi che restano tutti sfavorevoli a Pechino e che, secondo gli analisti, pesano più del semplice traguardo tecnologico raggiunto in laboratorio. Sul fronte della memoria, Cameron Systermans, responsabile multi-asset per l'Asia di Mercer Investments a Tokyo, ridimensiona la portata immediata della minaccia CXMT: una storia di lungo periodo, dice, concentrata sulla DRAM di base. Nell'HBM, il segmento ad alto margine su cui si regge oggi la redditività record di Samsung e SK Hynix, il produttore cinese resterebbe indietro di anni.
Il contagio si è esteso dall'Asia verso i mercati globali. Martedì Micron ha ceduto oltre il 4% in premercato negli Stati Uniti, Nvidia circa l'1,2%, Intel e AMD più del 3%. In Europa la reazione è stata più mite e meno compatta: ASML -1,77%, ASM International -3,28%, mentre BESI ha chiuso addirittura con un rialzo dell'1,67%. Gli investitori europei, evidentemente, distinguono tra chi ha esposizione diretta alla Cina e chi lavora soprattutto sul packaging avanzato per l'AI. Il giorno dopo, il 29 luglio, i mercati asiatici hanno recuperato buona parte del terreno perso: SK Hynix, Samsung e Kioxia sono tornati positivi, quest'ultima con un rimbalzo di oltre il 7%. Per ora prevale la lettura del riprezzamento tattico. È una lettura che si può ribaltare in fretta.
Cosa cambia per chi acquista
Per chi dipende dalla memoria coreana e dalla capacità di fonderia taiwanese non cambia nulla nell'immediato: ASML e i produttori coreani non hanno un sostituto pronto, con macchine cinesi ancora limitate a processi a 28 nanometri e componenti giapponesi indispensabili per la loro costruzione. Cambia però qualcosa di più sottile, la finestra temporale su cui poggia il premio geopolitico pagato oggi ai fornitori coreani e taiwanesi. Fino a questo momento il mercato la considerava pressoché infinita, con la certezza che i concorrenti cinesi restassero tecnologicamente distanti per un periodo prevedibile. Quella certezza si è accorciata di una tacca, visibile. Per chi pianifica approvvigionamenti pluriennali su memoria e capacità di fonderia, è questo un elemento da inserire immediatamente nell'analisi del rischio, non da archiviare in attesa di conferme sulla produzione cinese del 2027. A quel punto sarebbe troppo tardi.


