Sensori di imaging: trasformare la luce in dati affidabili

Sensori di imaging ST

I sensori di imaging non servono più soltanto a catturare immagini. Secondo Alexandre Balmefrezol, Vicepresidente esecutivo del sottogruppo Imaging di STMicroelectronics, stanno diventando il punto di partenza di una nuova generazione di sistemi capaci di percepire l'ambiente, interpretarlo e fornire dati direttamente utilizzabili dagli algoritmi di intelligenza artificiale. Il passaggio dell'AI dal cloud all'edge computing sta infatti cambiando il ruolo dell'imaging, che si trasforma in una tecnologia di percezione destinata ad applicazioni industriali, robotiche ed embedded.

Per Balmefrezol, il settore sta passando dall'imaging progettato per l'interpretazione umana a sensori sviluppati per consentire alle macchine di comprendere il contesto circostante. Ciò significa acquisire non solo immagini, ma anche informazioni sulla profondità e dati infrarossi, riducendo allo stesso tempo consumi energetici, latenza e complessità di integrazione. L'obiettivo dichiarato è trasformare la luce in dati affidabili, pronti per essere elaborati localmente e utilizzati nei processi decisionali.

Sensori di imaging per la percezione intelligente

Balmefrezol spiega che questo cambiamento modifica anche le priorità progettuali. Se in passato l'attenzione era rivolta soprattutto alla qualità dell'immagine e alla risoluzione, oggi diventano centrali l'efficienza energetica, la rapidità di elaborazione e la capacità di fornire informazioni immediatamente utilizzabili dall'intelligenza artificiale. Per questo STMicroelectronics punta su piattaforme integrate che combinano sensori, elaborazione e software.

La strategia dell'azienda si basa su due famiglie tecnologiche complementari. FlightSense è dedicata al rilevamento tridimensionale tramite tecnologia Time of Flight, della quale ST dichiara di avere già distribuito oltre tre miliardi di sensori. L'ultima evoluzione è rappresentata dal modulo Lidar 3D VL53L9, che integra emettitore, ricevitore, processore e gestione dell'alimentazione in un unico dispositivo capace di rilevare oltre 2.000 zone fino a una distanza di nove metri.

BrightSense, invece, raccoglie i sensori di visione progettati per applicazioni di AI. Grazie all'integrazione di immagini RGB e vicino infrarosso, questi dispositivi consentono ai sistemi di operare in qualsiasi condizione di illuminazione senza ricorrere a filtri meccanici, semplificando la progettazione e migliorando robustezza e affidabilità.

Robotica e automazione tra le applicazioni chiave

Secondo Balmefrezol, la combinazione tra rilevamento della profondità e visione artificiale permette alle macchine non solo di osservare, ma anche di comprendere ciò che accade nell'ambiente circostante. Le applicazioni spaziano dalla robotica all'automazione industriale, fino agli smart building, alla sanità e alle smart city, dove la possibilità di eseguire analisi direttamente su microcontrollori riduce i requisiti di memoria, i consumi e i tempi di risposta.

Per il responsabile del sottogruppo Imaging di STMicroelectronics, il futuro non appartiene ai singoli sensori, ma a piattaforme di percezione complete nelle quali rilevamento, elaborazione e software operano come un sistema unico. Un'evoluzione destinata a rendere più semplice lo sviluppo di dispositivi intelligenti e ad accelerare la diffusione dell'intelligenza artificiale nelle applicazioni industriali e nell'elettronica embedded.

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento
Inserisci il tuo nome