Intel torna a correre: trimestrale e guidance sopra le attese
Intel ha chiuso il secondo trimestre 2026 con ricavi per 16,1 miliardi di dollari, ben oltre i 14,42 miliardi attesi dal consenso raccolto da LSEG, e un utile per azione rettificato di 42 centesimi contro i 21 previsti dagli analisti, come riportato da CNBC. Il balzo premia soprattutto la tenuta della domanda server e i primi segnali di trazione della fonderia sul nodo 18A, dopo mesi in cui il titolo aveva ceduto oltre il 30% dai massimi in scia al riposizionamento dell'intero comparto tecnologico.
Per il terzo trimestre la società guida su ricavi tra 15,8 e 16,8 miliardi di dollari, un intervallo che supera ampiamente la stima media degli analisti, ferma a 15,1 miliardi, secondo Bloomberg. L'amministratore delegato Lip-Bu Tan ha inoltre indicato che Intel sta impostando accordi pluriennali con i clienti per i processori server, alcuni a prezzo bloccato e altri legati ai volumi: una prassi già diffusa nel comparto memorie, dove i fornitori cercano di blindare il potere di prezzo attuale in vista di un'eventuale correzione della domanda legata all'intelligenza artificiale.
STMicroelectronics alza il target sui data center, ma il titolo cala
STMicroelectronics ha chiuso il secondo trimestre con ricavi netti per 3,49 miliardi di dollari, sopra il punto medio della guidance, e un margine lordo non-GAAP del 35,2%, in crescita di 130 punti base su base annua, secondo il comunicato pubblicato su ST Newsroom. Il gruppo franco-italiano ha alzato per la seconda volta l'obiettivo sui data center, ora indicato sopra 1 miliardo di dollari nel 2026 e ben oltre i 2 miliardi nel 2027, sostenuto dall'adozione dei moduli ottici pluggable a 800G e 1,6T e dalla fotonica al silicio per le infrastrutture cloud dedicate all'intelligenza artificiale, come emerso dalla call con gli analisti ripresa da Benzinga.
Nonostante il superamento delle attese, il titolo ha ceduto oltre il 13% in premercato, come rilevato da Zacks/Yahoo Finance: il mercato legge con cautela un rapporto book-to-bill complessivo vicino a 2, temendo un anticipo di ordini più che un salto strutturale della domanda, mentre il margine lordo resta comunque sotto i livelli storici del gruppo. Per il terzo trimestre STM indica ricavi a 3,7 miliardi di dollari e margine lordo attorno al 37%, con il quarto trimestre atteso sopra i 4 miliardi.
Texas Instruments in crescita su industriale e data center
Texas Instruments ha riportato ricavi per 5,46 miliardi di dollari nel secondo trimestre, in crescita del 13% sequenziale e del 23% su base annua, con un utile per azione di 2,14 dollari, oltre le attese di circa 17 centesimi, secondo il comunicato depositato presso la SEC. Il presidente e amministratore delegato Haviv Ilan ha attribuito la crescita alla domanda diffusa sui settori industriale, data center e automotive, tre segmenti che nei trimestri precedenti avevano invece pesato sui risultati del gruppo di Dallas.
Anche in questo caso il mercato ha reagito con cautela: il titolo ha ceduto terreno nella seduta successiva, penalizzato più dalle valutazioni elevate dell'intero comparto analogico che dai numeri in sé, così ncome nota Investing.com. Per il terzo trimestre TI indica ricavi tra 5,65 e 6,15 miliardi di dollari, sopra il consenso di 5,62 miliardi, confermando un percorso di ripresa che si affianca a quello già mostrato da Intel.
In breve
Mar Rosso, gli Houthi colpiscono due petroliere: greggio sopra i 100 dollari
Il fronte Hormuz-Mar Rosso, già al centro della rassegna di ieri, si è ulteriormente inasprito: gli Houthi hanno colpito due petroliere al largo della costa saudita occidentale, spingendo il greggio sopra i 100 dollari al barile, secondo la newsletter di Bloomberg. Per la filiera dei semiconduttori il rischio resta quello già segnalato nei giorni scorsi, cioè il rincaro della logistica marittima e la pressione sui costi energetici degli impianti asiatici, ma al momento non risultano nuove interruzioni dirette alla produzione di chip.
Memoria: SK Hynix, la carenza di DRAM e NAND può durare oltre il 2030
L'amministratore delegato di SK Hynix avrebbe indicato che la carenza di DRAM e NAND innescata dalla domanda di memoria ad alta banda per l'intelligenza artificiale potrebbe protrarsi oltre il 2030, con i prezzi spot della DRAM saliti di circa il 700% nell'ultimo anno secondo dati Bloomberg ripresi da Tech Insider. Samsung, SK Hynix e Micron continuano a spostare capacità produttiva verso l'HBM a scapito della memoria di fascia consumer, con riflessi già visibili sui prezzi di notebook e smartphone.



