Le rinnovabili italiane rallentano, ma il margine accumulato fino alla fine del 2025 potrebbe consentire al Paese di raggiungere comunque l'obiettivo fissato per il 2026. Il vantaggio, tuttavia, rischia di esaurirsi proprio quest'anno. E dal 2027 la sfida diventerà ancora più impegnativa.
Secondo i dati dell'Osservatorio FER di ANIE, elaborati sulla base delle informazioni disponibili di Terna, nel primo semestre del 2026 sono entrati in esercizio 83.791 nuovi impianti, per una potenza complessiva di 2.918 MW. A questi si aggiungono circa 550 MW derivanti da interventi di repowering.
Rinnovabili, il fotovoltaico sostiene il recupero
Il fotovoltaico continua a rappresentare il principale motore dello sviluppo. Nei primi sei mesi del 2026 ha infatti aggiunto 2.610,9 MW attraverso 83.732 nuovi impianti. Da solo, rappresenta circa il 90% della nuova potenza installata.
Seguono l'eolico, con 295,2 MW, le bioenergie con 7,4 MW e l'idroelettrico con 5,4 MW.
Nel secondo trimestre del 2026 il mercato delle fonti rinnovabili ha registrato un incremento del 14% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. Il fotovoltaico è cresciuto del 18%. Tuttavia, il recupero non è sufficiente a modificare il quadro generale. Negli ultimi dodici mesi la crescita complessiva si è fermata all'1%, dopo la flessione registrata nel 2025.
Anche all'interno del fotovoltaico emergono dinamiche differenti. Il segmento Residential continua a rallentare. Il Commercial & Industrial resta invece sostanzialmente stabile. Più variabile l'andamento degli impianti di grande taglia, che contribuiscono in modo crescente alla concentrazione geografica della nuova capacità installata.
Il “tesoretto” salva il target 2026
Alla fine del 2025 l'Italia disponeva di un margine positivo di circa 1,6 GW rispetto alla traiettoria prevista dal burden sharing. Sommando questo vantaggio ai circa 3,4 GW di nuova potenza e repowering realizzati nel primo semestre 2026, il progresso complessivo raggiunge circa 5 GW.
Il target annuale per il 2026 è però pari a 8,3 GW. Per raggiungerlo sarà quindi necessario installare altri 3,3 GW nella seconda metà dell'anno.
L'obiettivo resta dunque raggiungibile. Tuttavia, il suo conseguimento utilizzerebbe interamente il margine accumulato negli anni precedenti. Il Paese arriverebbe così al 2027 senza alcun cuscinetto per compensare eventuali nuovi rallentamenti.
Ed è proprio qui che emerge la principale criticità. I target annuali aumenteranno progressivamente: 10 GW nel 2027, 11 GW nel 2028, 13 GW nel 2029 e 15 GW nel 2030.
Autorizzazioni e filiera: la sfida dei prossimi anni
Attualmente in Italia sono installati circa 86 GW di potenza da fonti rinnovabili. Il solare rappresenta il 39% del totale, seguito da idroelettrico al 27%, eolico al 19% e bioenergie all'11%.
Per raggiungere il target di 131 GW al 2030 sarà necessario installare circa 44 GW in poco più di quattro anni. Un obiettivo che richiede un cambio di passo.
Secondo Andrea Cristini, presidente di Anie Rinnovabili, l'incertezza normativa e regolatoria ha frenato il potenziale di una filiera strategica per la competitività e la sicurezza energetica del Paese. Tra le priorità indicate figurano il superamento dei ritardi autorizzativi, lo sblocco dei procedimenti di valutazione ambientale e un quadro normativo più stabile e prevedibile.
Per la filiera elettronica e industriale, l'accelerazione delle rinnovabili rappresenta inoltre una leva importante. La crescita di fotovoltaico ed eolico richiede infatti tecnologie per la conversione, il controllo e la gestione dell'energia, oltre a sistemi sempre più evoluti per l'integrazione della generazione distribuita.
La sfida, quindi, non riguarda soltanto la quantità di nuova potenza installata. Riguarda anche la capacità del sistema industriale di accompagnare la transizione con tecnologie, competenze e infrastrutture adeguate.




