Samsung Electronics: profitto record, HBM4 al 60% dei ricavi memoria nel secondo semestre
Samsung Electronics ha pubblicato oggi i risultati del secondo trimestre 2026 con un utile operativo di 89.500 miliardi di won, circa 62 miliardi di dollari, in crescita di oltre 1.800 volte su base annua e sopra la stima LSEG SmartEstimate di 89.300 miliardi. I ricavi si sono attestati a 171.500 miliardi di won, in aumento del 130 per cento anno su anno. Il salto è trainato dalla divisione Device Solutions, dove la domanda di memoria per l'intelligenza artificiale continua a spingere sia i volumi sia i prezzi medi di DRAM e NAND; il management prevede che i ricavi HBM4 triplichino nel terzo trimestre, arrivando a coprire il 60 per cento del totale della memoria ad alta banda nella seconda metà dell'anno. La divisione mobile e reti ha invece registrato una perdita di circa 700 miliardi di won, penalizzata dagli stessi rincari dei componenti che sostengono la crescita della memoria.
Il titolo ha guadagnato oltre il 3 per cento a Seul, contribuendo a stabilizzare un Kospi reduce da due sedute di ribassi storici, l'11 per cento martedì e il 6 per cento mercoledì, innescati dalle indiscrezioni su un salto tecnologico cinese nella produzione di chip avanzati. Sul fronte foundry, Samsung ha confermato l'acquisizione di un contratto significativo sul nodo a 2 nanometri e ha reso nota lo stesso giorno un'intesa quadro con Broadcom per ampliare la collaborazione su memoria e produzione foundry di nuova generazione. Il gruppo ha inoltre annunciato una revisione anticipata della politica di remunerazione degli azionisti, con un dividendo trimestrale di 374 won per azione, segnalando fiducia sulla generazione di cassa nei prossimi trimestri nonostante l'aumento della spesa in conto capitale in vista di una carenza di memoria che il management vede persistere fino al 2027.
(Fonti: CNBC · Bloomberg · TradingKey)
Arm chiude un primo trimestre record, ma la domanda di memoria pesa sull'anno fiscale
Arm Holdings ha comunicato mercoledì sera i risultati del primo trimestre dell'anno fiscale 2027, con ricavi per 1,29 miliardi di dollari, in crescita del 22 per cento anno su anno e sopra il consenso di circa 20 milioni di dollari. I ricavi da royalty sono saliti del 22 per cento a 715 milioni, quelli da licenze del 23 per cento a 574 milioni, con un utile per azione non-GAAP di 0,45 dollari, oltre il tetto della guidance. Le royalty da data center sono più che raddoppiate su base annua, sostenute dall'adozione dell'architettura Neoverse da parte dei principali hyperscaler: le spedizioni cumulate hanno superato 1,5 miliardi di core, con l'ultimo mezzo miliardo consegnato in appena nove mesi contro i sei anni impiegati per il primo miliardo.
La domanda per il nuovo processore AGI CPU, il primo prodotto silicio proprietario nella storia dell'azienda, ha superato i 2 miliardi di dollari di impegni, più del doppio della stima iniziale di un miliardo per il biennio 2027-2028; Arm ha già garantito capacità produttiva sufficiente per la prima quota, pur segnalando vincoli di fornitura su wafer, substrati, test e memoria. Il CFO Jason Child ha rivisto al ribasso, dal 20 per cento a un valore atteso in alta doppia cifra, la crescita annua delle royalty complessive, per la debolezza della domanda smartphone legata proprio ai rincari della memoria. Il risultato arriva mentre pende un'indagine antitrust della Federal Trade Commission statunitense, aperta a maggio, sul rischio che Arm utilizzi il controllo delle licenze di architettura per svantaggiare i clienti che competono con il suo nuovo business di chip proprietari.
(Fonti: Investing.com · TechTimes · Benzinga)
Qualcomm avverte sui costi di memoria: rincari sui chip dal 1° settembre
Qualcomm ha chiuso il terzo trimestre fiscale 2026 in linea con le attese, con ricavi per 9,95 miliardi di dollari e un utile per azione di 2,21 dollari, ma ha indicato per il trimestre in corso una forchetta di utile compresa tra 2,05 e 2,25 dollari, sotto la stima media degli analisti anche nella parte alta del range. Il titolo ha ceduto terreno negli scambi after-hours di mercoledì. Nella nota ai risultati l'azienda ha attribuito la pressione a un rincaro diffuso dei costi di produzione lungo tutta la filiera, dalla fabbricazione dei wafer all'assemblaggio, dal collaudo al packaging avanzato, con la memoria indicata come la voce più critica.
Il CEO Cristiano Amon ha annunciato che Qualcomm alzerà i listini dei propri chip, destinati soprattutto ai produttori di smartphone, a partire dal 1° settembre, insieme ad altre misure di efficientamento della supply chain per difendere i margini. Il segmento handset resta la voce principale dei ricavi, ma Amon punta a portare entro fine decennio il 60 per cento delle vendite fuori dal perimetro smartphone, puntando su automotive, dispositivi indossabili e robotica; il risultato trimestrale arriva peraltro dopo un calo di circa il 35 per cento del titolo dai massimi, e si inserisce nello stesso quadro di rincaro dei componenti di memoria già segnalato da Samsung e Arm nelle rispettive trimestrali di questa settimana.
In breve
Il comparto della memoria resta sotto pressione a Wall Street: Micron, SanDisk, Seagate e Western Digital hanno proseguito il ribasso avviato la scorsa settimana, con il Philadelphia Semiconductor Index entrato in territorio di bear market dopo aver perso oltre il 20 per cento dai massimi di giugno. Gli analisti descrivono la fase come una presa di profitto dopo un rally straordinario — SanDisk resta comunque in guadagno di oltre il 360 per cento da inizio anno — più che un cambio di scenario sui fondamentali, in un contesto reso ancora più nervoso dalla decisione della Federal Reserve di mantenere invariati i tassi (Yahoo Finance · 24/7 Wall St.).
(E.L.)



