Mercato dei PCB: tre prospettive d’analisi

PCB

Chi segue il mercato dei circuiti stampati da qualche mese ormai si trova di fronte sempre alle stesse problematiche: laminati che scarseggiano, prezzi che salgono, tempi di consegna che si allungano.

Meno spesso, però, ci si ferma su un aspetto altrettanto interessante. Quella stessa scarsità di materiali alimentata dalla domanda legata all'AI produce reazioni molto diverse a seconda del punto della filiera da cui la si osserva. Vale la pena ripercorrerle una per una: la prima è l'Asia, dove i materiali vengono prodotti; poi il Nord America, dove la scarsità viene letta e gestita per conto degli OEM; infine, un'analisi della situazione italiana e, più generalmente, europea, là dove quella stessa scarsità si traduce soprattutto in un problema da subire. Ed è proprio questo scarto a dire qualcosa di importante: non solo che cosa stia succedendo, ma anche chi stia riuscendo a trasformare la stretta in un vantaggio e chi, invece, la stia semplicemente subendo.

Asia: la scarsità che diventa una leva formidabile

Se ci si sposta là dove i materiali vengono davvero prodotti, il quadro è netto: in questo caso la scarsità non è un problema da arginare, ma un'occasione da sfruttare. Le trimestrali di metà anno dei principali produttori cinesi di laminati rivestiti di rame e PCB, diffuse la sera del 13 luglio e commentate da BigGo Finance il giorno seguente, non raccontano una crisi da gestire. Raccontano, piuttosto, un ciclo da sfruttare.

Mentre gran parte del comparto tecnologico correggeva in Borsa, i titoli legati a CCL e PCB ad alta velocità hanno guadagnato terreno fin dall'apertura del 14 luglio. Nanya New Material e Shengyi Electronics sono salite di oltre il 10%, mentre Wus Printed Circuit, Shengyi Technology e Dongshan Precision hanno toccato il limite massimo giornaliero.

Alla base del rimbalzo ci sono le guidance di primo semestre diffuse da un gruppo di fornitori chiave — Goldenmax International, Nanya New Material, Shengyi Technology, Wus Printed Circuit, Shengyi Electronics, Shennan Circuits e Wazam New Materials — che, nella media delle undici società in utile, indicano una crescita dell'utile netto compresa fra il 269% e il 342% su base annua. Percentuali da capogiro, non c’è nulla da dire.

Goldenmax International da sola prevede un utile fra 730 e 820 milioni di yuan: nella fascia alta significa più di dieci volte l'anno precedente. La causa indicata è esplicita: la persistente scarsità di CCL e di prepreg. Shengyi Technology, che per capitalizzazione è la realtà più grande del settore, segnala a sua volta un utile trimestrale record, in crescita di circa il 76% rispetto al trimestre precedente. Citibank ha inoltre osservato che le stime di Wus hanno superato le attese del mercato, anche grazie all'avvio a profitto dello stabilimento thailandese nel secondo trimestre.

La stessa scarsità di CCL, in Corea del Sud, si è tradotta in una forte impennata dei prezzi all'importazione. A marzo il valore ha raggiunto i 20.728 dollari per tonnellata, in aumento del 74,5% su base annua e, per la prima volta dall'inizio delle rilevazioni nel 2000, oltre la soglia dei 20.000 dollari secondo i dati doganali coreani citati da TrendForce.

Anche i produttori di materiali si stanno muovendo per assecondare questa domanda, non per contenerla. Il gruppo sudcoreano Doosan ha annunciato la costruzione di un nuovo impianto di CCL in Thailandia, mentre Lotte Energy Materials ha presentato un piano per quadruplicare la propria capacità di foglio di rame, da 3.700 a 16.000 tonnellate annue entro il 2027, con l'obiettivo di rifornire i produttori di PCB destinati a data center e infrastrutture AI.

Vista da qui, l'allocazione selettiva dei materiali — che per chi acquista PCB fuori dall'Asia si traduce soprattutto in incertezza — è, dall'altra parte del tavolo, esattamente la leva che sostiene margini, capitalizzazioni di Borsa e nuovi investimenti in capacità. E quella capacità, una volta a regime, rischia di rendere ancora più strutturale la dipendenza dei clienti finali.

Nord America: la scarsità come servizio

Una seconda prospettiva arriva dal mondo della consulenza di supply chain e dagli analisti che seguono la filiera per conto degli OEM occidentali, soprattutto statunitensi. Qui il registro non è trionfante come quello appena visto in Asia, ma nemmeno propriamente allarmante: si tratta del classico tono tecnico-consulenziale di chi tratta la scarsità come un dato di contesto ormai stabile, al quale adattare processi, tempi e decisioni d'acquisto.

MaRCTech2, che si presenta come rappresentante di produttori PCB nell’area occidentale americana, descrive il 2026 come un anno in cui il mercato dei materiali si è fatto strutturalmente più stretto, con la domanda di infrastrutture AI capace di assorbire una quota rilevante della capacità disponibile di laminato. Da qui la proposta ai clienti: una pianificazione anticipata, delle previsioni di domanda condivise e un trattamento dei materiali PCB visto come questione strategica, non come una normale voce di acquisto.

Vexos, un altro operatore di supply chain, quantifica il fenomeno con dati puntuali. Un server AI basato su architettura NVIDIA Blackwell GB300 richiede fra 28 e 34 strati con dielettrici a bassissima perdita di grado M7, mentre la futura piattaforma Vera Rubin, attesa nella seconda metà del 2026, supererà i 40 strati richiedendo materiali di grado M10.

Il salto è notevole. Il numero medio di strati di un PCB per server AI è salito dai 18 nel 2023 ai 32 nel 2025, cioè un aumento del 78% in due anni. In pratica, nel giro di poco tempo il PCB per server AI è passato da una struttura complessa a un oggetto molto più denso, delicato da produrre e difficile da approvvigionare. E non è un dettaglio secondario: un server AI richiede fra 5 e 7 volte più CCL di un server convenzionale.

Secondo TrendForce, citata da Vexos, le spedizioni globali di server AI stanno crescendo a un ritmo superiore al 28% annuo nel 2026. Questo dato, da solo, aiuta a capire la scala dello shock di domanda che oggi si riversa sui produttori di CCL.

Gli analisti finanziari confermano la stessa lettura con toni altrettanto asciutti. Secondo quanto riportato da Reuters e ripreso da Evertiq il 3 giugno, gli analisti di Goldman Sachs hanno registrato aumenti dei prezzi dei PCB fino al 40% in un solo mese, mentre un dirigente di Daeduck Electronics — fornitore coreano di Samsung, SK Hynix e AMD — ha spiegato che i tempi di attesa per la resina epossidica si erano allungati da tre a quindici settimane e che la priorità aziendale era passata dal soddisfare i clienti al garantirsi i fornitori.

Lo stesso articolo ricorda che il rame pesa per circa il 60% dei costi delle materie prime nella produzione di PCB secondo Victory Giant Technology, fornitore cinese di Nvidia, e che i prezzi del foglio di rame sono saliti fino al 30% da inizio anno. Una sintesi pubblicata da Gatema attribuisce la pressione a una combinazione di domanda AI e interruzioni nelle catene di approvvigionamento dei materiali, con carenze particolarmente severe su resine epossidiche, fibre di vetro e fogli di rame.

Raymond Goh, Chief Operating Officer di Confidee, osserva che il problema si è progressivamente esteso da una gamma ristretta di materiali ad alta frequenza a praticamente l'intero segmento dei materiali PCB, incluso l'FR4 standard, con tempi di consegna passati da pochi giorni a circa quattro settimane. Persino Christophe Fouquet, CEO di ASML, ha dichiarato secondo Reuters che la domanda di tecnologie legate all'AI cresce più rapidamente di quanto l'infrastruttura manifatturiera riesca a seguirla.

Su questa base, operatori come Vexos, MaRCTech2 e PCBCool costruiscono un'offerta di servizio coerente: bloccare stack-up e materiali prima della fase di procurement, allungare l'orizzonte di pianificazione da poche settimane a diversi mesi, qualificare in anticipo laminati alternativi e trattare ogni riga di distinta base priva di alternative come un possibile punto di rottura. È questa una lettura pragmatica, quasi manualistica. Non discute se la scarsità sia giusta o sostenibile: la assume come condizione di mercato e la trasforma in una serie di raccomandazioni fatturabili.

L'Italia e l'Europa: la filiera che subisce

L'informativa diffusa a luglio dal Gruppo PCB Assodel è il punto di osservazione più diretto sul mercato italiano, e il tono è inequivocabile rispetto a quanto visto finora. Per l'associazione, che rappresenta produttori di materiali, costruttori di PCB, distributori e utilizzatori finali, non si è più davanti a una fase transitoria. Si è davanti a un cambiamento strutturale del mercato, con effetti destinati a protrarsi per tutto il 2026 e con ogni probabilità anche per una parte significativa del 2027.

I dati riportati sono netti. Sui laminati base e sui prepreg gli aumenti sono proseguiti anche a giugno e luglio, portando in alcuni casi il prezzo dei circuiti stampati a raddoppiare rispetto a inizio anno. Il foglio di rame resta sotto forte pressione dall'inizio dell'anno, mentre tensioni analoghe si estendono a solder mask, utensili per foratura e fresatura e prodotti chimici di processo.

La criticità più acuta riguarda i laminati oltre 0,9 mm di spessore, ampiamente utilizzati nei PCB multilayer per applicazioni industriali e automotive. È qui che la disponibilità appare oggi molto più limitata rispetto agli spessori standard.

Il punto forse più importante dell'informativa, però, non riguarda il prezzo in sé, ma il metodo con cui il mercato sta funzionando. Assodel segnala che il tema centrale non è più il costo del materiale, bensì la sua reale disponibilità, la capacità produttiva allocabile e l'affidabilità dei tempi di consegna.

I produttori mostrano una cautela crescente — in alcuni casi una vera impossibilità — nel confermare quotazioni e lead time per ordini a medio-lungo termine e per il quarto trimestre. Le sole previsioni di domanda non bastano più a garantire priorità produttiva. Oggi solo gli ordini confermati e rilasciati in produzione riescono davvero a riservare capacità e materiali critici, e perfino il prezzo concordato in fase d'ordine può essere rivisto quando il materiale arriva in stabilimento.

Questa lettura difensiva ha anche una spiegazione strutturale. In un'analisi pubblicata il 13 luglio, Evertiq ricostruisce quanto la capacità produttiva europea si sia ridotta negli ultimi vent'anni: da oltre 600 stabilimenti di PCB e circa venti produttori di laminati a meno di 150 produttori attivi, con appena una trentina di impianti che coprono oltre il 70% del mercato continentale e un solo produttore di laminati rimasto operativo in Europa.

Qui non siamo davanti a un calo della domanda. Questo è il punto. Siamo davanti a una capacità produttiva che si è contratta nel tempo e che non è mai stata davvero ricostruita. Il problema attuale — il tessuto di vetro che costituisce la base dielettrica dei laminati — si è così propagato dai materiali avanzati fino all'FR4 standard, portando i tempi di approvvigionamento di un fornitore cinese da tre giorni a tre mesi.

Un'analisi precedente, sempre di Evertiq, pubblicata il 12 marzo, aveva già segnalato che i tempi di consegna per i materiali ad alto Tg e basso dielettrico avevano raggiunto i 140 giorni secondo ILFA, mentre anche il laminato FR-4 standard dei principali fornitori era passato da pochi giorni a circa quattro settimane di attesa.

Per l'Europa, e per l'Italia che ne fa parte, il problema non è dunque solo subire un ciclo di prezzi sfavorevole. Il problema è farlo senza disporre praticamente di alcuna leva industriale a monte per attenuarlo nel breve periodo. In una trattativa del genere, le carte forti sono in mano ad altri. Evertiq lo nota con chiarezza: aprire un nuovo impianto di laminati richiede anni, non mesi, e le decisioni di investimento andavano prese prima che la scarsità diventasse evidente.

Una crisi, tre riversi rapporti di forza

Messe una accanto all'altra, queste tre prospettive raccontano più della semplice cronaca dei prezzi. In Asia, dove i materiali vengono prodotti, la stretta si traduce in potere di determinazione dei prezzi, margini record e capitale da reinvestire in nuova capacità. Nel mondo della consulenza di supply chain nordamericana, la stessa scarsità diventa invece un servizio da vendere: gestione del rischio, revisione dello stack-up, forecasting condiviso, pianificazione avanzata.

In Italia, e più in generale in Europa, resta soprattutto un problema da gestire in difesa, in un contesto in cui — come mostrano Assodel ed Evertiq — mancano le leve industriali per cambiare posizione nella catena del valore nel breve periodo.

Per chi acquista PCB in Italia, la lettura pratica che unisce le tre prospettive è abbastanza chiara. La pianificazione anticipata non è più una raccomandazione fra le tante: è l'unico margine di manovra realmente disponibile. Significa bloccare per tempo le specifiche di laminato, soprattutto oltre 0,9 mm, accettare clausole di revisione prezzo alla consegna e trattare la disponibilità del materiale come un vincolo di progetto al pari delle specifiche elettriche.

La posizione dell'Italia nella filiera, da sola, non cambia. Quello che può cambiare è il grado di esposizione al margine che oggi altri, a monte e a valle, stanno trasformando rispettivamente in utile e in servizio. La differenza, ormai, la fa soprattutto quanto presto si decide cosa ordinare e con quali compromessi.


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