Le ultimissime del 3 luglio – Corea, Kospi in altalena tra chip e AI

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Kospi coreano in altalena tra chip AI e trattative Anthropic

Il mercato coreano dei semiconduttori ha vissuto in quarantotto ore un'oscillazione difficile da ricondurre alla sola dinamica di Borsa. Giovedì l'indice Kospi è crollato del 7,89 per cento, la seduta peggiore degli ultimi anni, trascinato dal deprezzamento di Samsung Electronics (-7,47 per cento) e SK hynix (-7,73 per cento), dopo indiscrezioni secondo cui Meta starebbe valutando di rivendere capacità di calcolo AI in eccesso e Apple starebbe esplorando forniture di chip da produttori cinesi. Venerdì il listino ha recuperato parte del terreno perso, con Samsung Electronics in rialzo del 3,67 per cento e SK hynix dell'1,37 per cento, sostenuto da acquisti mirati sui titoli a sconto e dalla notizia di trattative tra Anthropic e Samsung per un chip AI proprietario. Il sell-off si è propagato lo stesso giovedì ai listini europei, con il comparto dei semiconduttori tra i più colpiti a Francoforte, Amsterdam e Piazza Affari - hanno pesato in particolare i produttori di equipment come ASML, ASM International e Be Semiconductor, oltre a STMicroelectronics e Infineon

Anthropic bussa a Samsung Foundry

Secondo quanto riportato da The Information e ripreso da Digitimes, Anthropic ha avviato colloqui preliminari con Samsung Electronics per la produzione di un chip AI proprietario basato sul nodo a 2 nanometri della fonderia coreana. Il progetto è ancora in fase embrionale, senza specifiche definitive su potenza o architettura, e arriva dopo che le trattative parallele tra Samsung e OpenAI per un SoC di inferenza si sono arenate a inizio giugno per divergenze strategiche, spingendo Sam Altman a cancellare una visita a Seoul. Per Samsung, un cliente del calibro di Anthropic rappresenterebbe la referenza necessaria per insidiare la leadership di TSMC sui nodi più avanzati; Google, dal canto suo, starebbe valutando la stessa fonderia per una quota della produzione dei propri TPU.

Taiwan risponde con l'Arizona

Parallelamente, il ministero degli Affari economici di Taipei ha approvato giovedì un'iniezione di capitale da 20 miliardi di dollari di TSMC nella controllata TSMC Arizona, destinata alla costruzione di un fab a 12 pollici e di un impianto di packaging avanzato. È la sesta autorizzazione concessa a TSMC per gli investimenti statunitensi, che salgono complessivamente a 44 miliardi di dollari; nella stessa seduta il dipartimento ha dato il via libera ad altri sette progetti in uscita per 23 miliardi di dollari, tra cui Quanta Computer, Lite-On Technology e Nanya Technology.

Pressione sui prezzi anche a monte della filiera

Sul lato dei componenti, i produttori cinesi di semiconduttori di potenza hanno avviato un nuovo ciclo di rialzi dei prezzi, spinti dalla domanda dei server AI, dall'inflazione delle materie prime e dalla capacità limitata sui nodi maturi. Secondo Digitimes, i fornitori taiwanesi stanno guadagnando terreno grazie a flessibilità, qualità e servizio, in un contesto di ricerca crescente di alternative alla filiera cinese. Il quadro conferma la tendenza già segnalata da TrendForce per l'intero comparto memorie, con la capacità produttiva sempre più orientata verso applicazioni server e AI a scapito dei prodotti consumer.

L'insieme dei segnali - volatilità di Borsa, corsa dei grandi laboratori AI verso il silicio proprietario e pressione sui prezzi dei chip di potenza - conferma che la Corea del Sud resta l'epicentro degli assestamenti nella filiera globale dei semiconduttori, con Taiwan a fare da contrappeso attraverso l'espansione produttiva negli Stati Uniti.

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