Iran-USA, quarto round di Mascate: «difficile ma costruttivo»
Le delegazioni di Stati Uniti e Iran si sono incontrate il 6 maggio a Mascate per il quarto round dei colloqui sul programma nucleare iraniano, in un formato di solo alto livello senza i negoziatori tecnici. Secondo la ricostruzione di PBS News, la sessione è durata oltre tre ore: entrambe le parti l’hanno definita «difficile, ma costruttiva» e hanno concordato di proseguire. Resta sul tavolo l’ipotesi, anticipata da fonti iraniane e smentita dall’inviato statunitense Steve Witkoff, di un progetto regionale di arricchimento condiviso con stati arabi e capitale americano. Per la filiera elettronica europea la rilevanza dell’incontro è di tipo prospettico: un eventuale compromesso che attenui il rischio Hormuz e la pressione sull’export di elio e alluminio del Golfo cambierebbe il quadro di pianificazione per logistica, materie prime e costi di trasporto nei prossimi trimestri.
Samsung accelera P5, SK Hynix risponde sul nodo 1c
Samsung Electronics ha confermato un’accelerazione di almeno sei mesi sulla costruzione di P5, la mega-fab del complesso di Pyeongtaek destinata a HBM, DRAM, NAND e potenzialmente capacità foundry. KED Global segnala un calendario rivisto con completamento della fab nella prima metà del 2027, installazione delle apparecchiature a seguire e avvio della produzione di massa nella seconda metà del 2028. Sul fronte opposto del duopolio sudcoreano, SK Hynix ha risposto sul fronte della conversione tecnologica con un’accelerazione del nodo 1c sulle fab M14 e M16 di Icheon, destinata in particolare alla produzione HBM4 e DRAM server. La lettura industriale è chiara: la domanda legata all’AI sta accelerando gli investimenti e la conversione tecnologica nelle memory coreane, con effetti destinati a riflettersi su prezzi, disponibilità e tempi di approvvigionamento lungo tutta la supply chain elettronica.
Export Cina, il dato GACC dei primi quattro mesi: il 63,5% è meccanico-elettrico
La General Administration of Customs ha pubblicato il 9 maggio i dati doganali del periodo gennaio-aprile 2026. Il commercio estero complessivo è cresciuto del 14,9% anno su anno raggiungendo 16,23 trilioni di yuan; le esportazioni di prodotti meccanici ed elettrici hanno toccato 5,92 trilioni di yuan con un +17,6% sull’anno precedente, arrivando a rappresentare il 63,5% dell’export totale, 3,4 punti percentuali in più rispetto al 2025.
Il dato è importante perché indica una rotazione ormai strutturale verso l’export tecnologico e industriale. Nei flussi in uscita continuano a pesare in modo crescente i settori legati alla transizione energetica e alla digitalizzazione industriale, tra cui veicoli elettrici, batterie e robotica, mentre la crescita delle esportazioni cinesi resta sostenuta anche nel confronto mensile più recente.
Per l’Europa, e in particolare per l’industria elettronica, il punto non è solo il volume, ma la qualità del mix. Se la Cina continua a rafforzare la propria presenza nei segmenti meccanico-elettrici, la competizione non si limiterà ai beni finiti: interesserà anche componenti, sottosistemi, moduli di potenza, sistemi di automazione e parte della filiera embedded, con effetti su prezzi e margini in Europa.
Seul rilancia la strategia chip in chiave AI
Sul fronte di politica industriale, CGTN ha riportato il 9 maggio che la Corea del Sud sta rafforzando il proprio impegno sui semiconduttori in risposta alla domanda globale di chip avanzati. La mossa si inquadra nella corsa asiatica alla capacità AI e si lega alla traiettoria di espansione di Samsung e SK Hynix; secondo la Semiconductor Industry Association, il mercato globale dei chip nel primo trimestre 2026 ha già toccato 298,5 miliardi di dollari, +25% sul quarto trimestre 2025, e la traiettoria resta in linea con il traguardo di mille miliardi di dollari per l’anno in corso. Per la filiera europea il punto è la persistente asimmetria fra il volume degli investimenti pubblici asiatici e statunitensi, e la cadenza ancora frammentata dei dossier del Chips Act in fase di attuazione.
Materie prime: gallio cinese in lieve flessione, divergenza con il listino occidentale
Il benchmark SMM del gallio 4N in Cina si è attestato il 1° maggio a 267,56 dollari/kg, all’interno di una forchetta giornaliera 264,34-270,79 e in flessione dell’1,7% rispetto ai 272,16 di aprile. La divergenza con il prezzo retail occidentale, che a fine aprile è salito a 2.269,40 dollari/kg secondo Fastmarkets, conferma la struttura a doppio prezzo che caratterizza il mercato del gallio dall’introduzione del regime di licenze cinese. Per i progettisti italiani attivi sui composti GaN e GaAs di potenza la lettura operativa è che la stabilità del listino domestico cinese non si sta traducendo in un alleggerimento del prezzo all’importazione in Europa, e che la tendenza appare consolidata anche in chiave di medio periodo. Va ricordato che la Cina concentra oltre il 95% della produzione mondiale di gallio primario.
(E.L.)



