La Transizione 5.0 è uno dei pilastri su cui costruire competitività industriale e autonomia tecnologica europea. È quanto emerso durante l’incontro tra Anie Confindustria e il Mimit, svoltosi l’11 maggio al Ministero delle Imprese e del Made in Italy alla presenza del ministro Adolfo Urso, del presidente di Anie Vincenzo de Martino e del vice direttore generale Marco Vecchio.
Al centro del confronto, il rafforzamento delle filiere strategiche, gli investimenti in energia e infrastrutture e la necessità di una politica industriale stabile e di lungo periodo per sostenere la manifattura europea. Le imprese rappresentate da Anie generano infatti un impatto economico complessivo stimato in circa 1.000 miliardi di euro lungo le filiere produttive nazionali.
Durante l’incontro, la Federazione ha ribadito il ruolo strategico delle tecnologie elettrotecniche ed elettroniche per sostenere produttività, sostenibilità e innovazione industriale. Secondo Vincenzo de Martino, per favorire gli investimenti servono regole certe e un quadro normativo capace di valorizzare le filiere industriali considerate strategiche per il Paese.
Transizione 5.0 e Made in Europe al centro del confronto
Uno dei temi principali affrontati da Anie e Mimit riguarda il Piano Transizione 5.0. La Federazione ha proposto di rafforzare il principio del “Made in Europe”, estendendolo non solo ai moduli fotovoltaici già previsti dalla normativa, ma anche a sistemi di accumulo e inverter.
Anie ha inoltre suggerito la creazione di una sezione dedicata ai produttori europei all’interno del registro ENEA, con l’obiettivo di valorizzare le tecnologie sviluppate e prodotte in Europa.
Nel corso del confronto è stato affrontato anche il tema della transizione energetica. Secondo la Federazione, il percorso verso un sistema industriale più sostenibile richiede investimenti nelle infrastrutture di rete, nei sistemi di accumulo e nelle tecnologie per l’efficienza energetica. Per accelerare questi processi, Anie ha chiesto una semplificazione normativa e procedure autorizzative più rapide.
Digitalizzazione e autonomia industriale europea
Particolare attenzione è stata dedicata anche alla produttività del sistema manifatturiero italiano. Per Anie, digitalizzazione e automazione rappresentano strumenti decisivi per ridurre il gap competitivo e rafforzare la presenza delle imprese italiane sui mercati internazionali.
Nel dialogo con il Mimit si è discusso inoltre dell’Industrial Accelerator Act europeo, del futuro Chips Act 2.0 e degli IPCEI, considerati leve strategiche per sostenere innovazione, investimenti e autonomia tecnologica nelle filiere ad alto valore aggiunto.
Anie ha infine sottolineato l’importanza di investire nelle competenze tecniche e digitali, rafforzando la collaborazione tra imprese e sistema educativo per rispondere ai nuovi fabbisogni professionali richiesti dall’industria avanzata.



