Il mercato aveva letto la vittoria democratica come una buona notizia, poi ha capito di aver sbagliato settore. Mercoledì, il giorno dopo il voto, l’indice S&P 500 è salito dell’1,6% e il Dow ha guadagnato quasi 1.600 punti, mentre gli ETF SOXX e SMH perdevano circa il 3% ciascuno. Giovedì la divergenza si è trasformata in fuga: il Philadelphia Semiconductor Index ha ceduto il 9,2%, la peggior seduta da giugno, avviandosi verso un calo settimanale del 12% e la quinta settimana negativa consecutiva. Il Nasdaq ha chiuso a -5,5%, con circa 2.500 miliardi di dollari di capitalizzazione bruciati, Nvidia ha perso intorno al 9% e AMD oltre il 17%.
Il dato politico non è soltanto il passaggio di Camera e Senato ai democratici. È ciò che è emerso dai seggi locali. In dieci Stati gli elettori hanno approvato a larga maggioranza divieti, moratorie e nuove restrizioni sui data center. Il caso che pesa di più è il Texas, dove la democratica Gina Hinojosa ha vinto il governatorato promettendo una moratoria sulle nuove costruzioni finché lo Stato non darà più voce alle comunità; secondo SemiAnalysis il Texas vale quasi il 30% della capacità di calcolo statunitense prevista in esercizio nel 2028.
Cosa significa questo concretamente? Per due anni il rischio politico sui semiconduttori si è declinato in controlli all’export, dazi e licenze verso la Cina. Questa settimana il rischio ha cambiato natura e si è spostato a valle, sul consenso territoriale a costruire l’infrastruttura che assorbe i chip. Un acceleratore che non trova un rack dove essere installato non genera ricavi e la catena del valore che va dalle memorie HBM alle apparecchiature di deposizione si regge su quella domanda. Non a caso la vendita ha colpito per prima la memoria: mercoledì a Seul SK Hynix ha perso il 5,08% e Samsung il 3,87%.
Ma c’è un problema di lettura. Il voto ha accelerato una correzione che era già in corso. I titoli legati all’AI scendevano da settimane sui timori di un rallentamento degli investimenti e lo stesso giovedì Qualcomm ha perso oltre l’8% dopo vendite di chip per smartphone sotto le attese. Le elezioni hanno dato agli investitori un motivo politico per prendere profitti su valutazioni già tese. Ipek Ozkardeskaya, senior analyst di Swissquote Bank, ha descritto il movimento come una rotazione dalla tecnologia verso il resto del listino e dagli Stati Uniti verso i mercati esteri.
Per chi progetta e acquista in Europa la domanda utile non riguarda le quotazioni di Nvidia. Riguarda la tenuta dei piani di capex degli hyperscaler se permessi, energia e acqua diventano materia di referendum locale. Una frenata dei cantieri americani allenterebbe la pressione su memorie e packaging avanzato, con effetti sui tempi di consegna anche a valle. Il nuovo Congresso si insedia a gennaio: fino ad allora il mercato prezzerà intenzioni, non leggi. (R.B.)
Micron, cantiere di Taoyuan fermo dopo lo scontro sindacale (indiscrezione)
Micron ha sospeso i piani per un nuovo stabilimento di memorie a Taiwan a causa di una vertenza sindacale che dura da mesi, secondo persone vicine al dossier citate da Bloomberg e riprese dal Taipei Times del 6 novembre. Il complesso di Taoyuan, chiamato Fab 11E e previsto in funzione nel 2028, avrebbe richiesto da 3 a 4,5 miliardi di dollari, compresi gli strumenti ASML, per HBM e DRAM. I lavori sarebbero fermi, salvo interventi minori di sicurezza. Micron non conferma: dichiara che le attività a Taiwan proseguono normalmente e che spera di raggiungere un accordo.
Il nodo è l'intesa di ottobre con il sindacato più grande, quello di Taichung, che secondo il ministero dell'Economia porta il pacchetto medio dei giovani ingegneri a 4 milioni di NT$ l'anno. Il sindacato di Taoyuan, meno di 3.000 iscritti su circa 15.000 dipendenti taiwanesi, chiede il 15% dell'utile operativo e vuole far annullare l'accordo. Taiwan vale il 60% della produzione DRAM di Micron: se la sospensione fosse confermata, la capacità aggiuntiva di HBM e DRAM potrebbe slittare oltre il 2028.
Taiwan, il TAIEX perde il 3,2% alla sesta seduta negativa
Il TAIEX ha chiuso giovedì 5 novembre a 41.574,72 punti, in calo di 1.374,19 punti (-3,2%), la sesta seduta consecutiva al ribasso, con vendite nette degli investitori esteri per 102,46 miliardi di NT$, riferisce il Taipei Times del 6 novembre su dati della Borsa di Taiwan. Nella notte precedente il Philadelphia Semiconductor Index aveva perso il 3,13%. Dai massimi recenti, secondo la stessa Borsa, il TAIEX segna -13,8%, il SOX -29,83% e il Kospi -37,64%.
I gestori citati dal giornale collegano le vendite ai dubbi sugli investimenti americani in AI dopo il voto del 3 novembre, nel timore che i nuovi governi statali rallentino i data centre con revisioni ambientali più severe: è una lettura degli operatori, non un fatto accertato. Per la filiera il punto riguarda i budget dei clienti, perché un ripiegamento dei capex dei gestori cloud peserebbe prima su packaging, substrati e memorie.
Panasonic, incendio a Hukou: a rischio il 4% dei laminati per server AI (indiscrezione)
Il 4 novembre un'esplosione seguita da un incendio ha colpito a Hukou, nella contea di Hsinchu, lo stabilimento taiwanese di Panasonic Industrial Devices Materials, dove si producono i laminati ultra-low-loss della serie MEGTRON per i server AI, riferisce TrendForce il 5 novembre citando l'Economic Daily News e il Commercial Times. Secondo fonti di filiera del Commercial Times, MEGTRON vale circa il 20% del mercato dei laminati di fascia alta e Hukou circa il 20% della capacità della serie: da qui il 4% dell'offerta globale, un dato derivato e non pubblicato da Panasonic. Il sito produrrebbe soprattutto M6, mentre l'M8 sarebbe ancora in produzione di prova.
TrendForce non riporta dichiarazioni di Panasonic su danni o tempi di ripristino; gli analisti citati parlano di diversi mesi. Se confermato, il danno cadrebbe su lead time già tesi e potrebbe spostare ordini su Elite Material, Taiwan Union Technology, ITEQ e Ventec. Per chi progetta schede ad alta velocità, la prima verifica riguarda le alternative già qualificate per M6 e M7.
YMTC rinvia l'IPO da 4,9 miliardi; CXMT raddoppia il riacquisto di azioni
YMTC avrebbe messo in pausa la quotazione sullo STAR Market di Shanghai, con cui la capogruppo voleva raccogliere 33 miliardi di yuan (4,9 miliardi di dollari), e potrebbe tornare sul mercato nel primo semestre 2027, secondo la ricostruzione di TrendForce del 5 novembre su un articolo Reuters del 4 novembre che non è stato letto. Una nota interna citata da Reuters parla di «vari fattori»; una fonte di settore sostiene però che l'iter sia ancora in corso. Il 4 novembre CXMT ha annunciato, riferisce la Hong Kong China News Agency, la proposta del presidente Zhu Yiming di portare il tetto del riacquisto da 1-2 a 2,5-5 miliardi di yuan.
Sullo sfondo, sempre secondo Reuters, il CSI 300 ha perso l'8,5% in ottobre, il peggior mese in oltre un decennio, e lo STAR 50 è sceso del 40% dal picco di luglio. Maeil Business, che cita il Financial Times, scrive che le autorità cinesi avrebbero chiesto alle banche di fermare temporaneamente IPO e grandi collocamenti. Meno capitale fresco potrebbe rallentare i piani di capacità delle memorie cinesi.
Intel, EMIB oltre il 90% di utilizzo del wafer e fino a 70 bridge per chip AI
Kyu-oh Lee, direttore del packaging di Intel Foundry, ha dichiarato a ZDNet Korea che EMIB, che sostituisce l'interposer con piccoli ponti di silicio, sfrutta oltre il 90% del wafer contro circa il 60% delle soluzioni a interposer, riferisce TrendForce il 5 novembre. I chip AI commercializzati nel 2026 arrivano a 120 × 120 mm con 12 stack HBM e oltre 20 bridge; quelli in sviluppo a 120 × 180 mm con almeno 16 stack e 38 bridge; l'obiettivo è 240 × 240 mm con oltre 32 stack e più di 70 bridge.
Sono cifre dichiarate da Intel e non verificate in modo indipendente. Indiscrezioni di settore, non confermate, vedono EMIB-T nei TPU di Google e nei chip custom di Amazon. Con CoWoS saturo l'alternativa diventa credibile solo se i substrati reggono i volumi, un punto su cui l'articolo non offre dati nuovi.




