Robotica autonoma: lo sviluppo diventa più rapido

Robotica autonoma Amd e Adi
Engineer fixing robotic arm with screwdriver at workshop

La robotica autonoma sta entrando in una nuova fase. Non basta più aumentare la potenza di calcolo. Serve infatti una piattaforma completa, capace di integrare hardware, software e intelligenza artificiale in un ambiente già pronto all'uso. È questo l'obiettivo della Amd Kria AI Robotics Developer Platform, sviluppata da Amd in collaborazione con Analog Devices (Adi).

Pensata per robot industriali, AMR, manipolatori mobili e robot umanoidi, la piattaforma punta a ridurre la complessità progettuale e ad accelerare il percorso che porta dall'idea iniziale al prototipo.

Robotica autonoma: un ecosistema già integrato

Per i progettisti elettronici una delle principali criticità è l'integrazione delle diverse tecnologie. La nuova piattaforma affronta il problema offrendo una base hardware e software già validata.

La capacità di elaborazione è affidata al Kria AI System-on-Module (SOM), che integra CPU, GPU, NPU e memoria unificata in un unico dispositivo. A questo si affiancano un FPGA e l'intero stack di sensing e connettività sviluppato da ADI.

Sul fronte software, la piattaforma è supportata dalla AMD Robotics Software Suite, basata su AMD ROCm. Lo stack runtime open source comprende Linux, ROS 2, PyTorch, TensorFlow, Docker e librerie di percezione accelerate via hardware. Gli sviluppatori possono quindi lavorare con strumenti già consolidati, riducendo tempi di configurazione e integrazione.

L'elettronica diventa il sistema nervoso del robot

Il contributo di Analog Devices riguarda gli elementi che consentono al robot di percepire l'ambiente e interagire con esso. La piattaforma integra infatti sensori inerziali ad alta stabilità, sistemi di elaborazione della profondità, collegamenti camera a lungo raggio, comunicazioni industriali isolate per il controllo motore e progetti di riferimento per la gestione di batterie a 48 V.

Queste tecnologie costituiscono il "sistema nervoso" del robot. Raccolgono dati, li trasferiscono ai motori di elaborazione AI e permettono decisioni rapide anche nelle applicazioni industriali più complesse.

Meno integrazione, più progettazione

Uno degli aspetti più interessanti della piattaforma è la disponibilità di un ambiente pre-validato. Driver, middleware e componenti software sono infatti già integrati. Di conseguenza, i progettisti possono dedicare meno tempo alla configurazione dell'infrastruttura e concentrarsi sullo sviluppo delle applicazioni.

Per il settore dell'elettronica questo approccio rappresenta un'evoluzione significativa. Il valore non risiede più soltanto nei singoli componenti, ma nella capacità di mettere a disposizione un ecosistema completo e aperto, pronto a supportare lo sviluppo di nuove applicazioni di robotica autonoma. In questo scenario, l'integrazione tra semiconduttori, software AI, sensing e connettività diventa un fattore competitivo sempre più determinante per accelerare l'innovazione.

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