Quando le Flash parlano italiano

LA PAROLA A... MARCO ROVEDA –

Spansion ha scelto l’Italia come sede della nuova divisione Security and Advanced Technology che avrà il compito di sviluppare nuove soluzioni di memorie flash e di aumentare la penetrazione della tecnologia MirrorBit in nuove aree applicative.

Nata nel 2003 come joint venture tra Fujitsu e Amd per riunire le attività delle due aziende nel settore delle memorie flash, quotata in borsa nel dicembre 2005 (una delle Ipo più ricche nella storia dei titoli del settore tecnologia) e immediatamente balzata in testa alla classifica dei produttori di memorie Nor (primato che ha mantenuto anche dopo la recente creazione di la società in cui sono confluiti i business memorie di Intel e Stm), Spansion continua a crescere, come testimonia la recente acquisizione dell’israeliana Saifun, e dedica particolare attenzione anche all’Italia, prescelta per essere sede del quartier generale della divisione Security and Advanced Technology. La struttura italiana, guidata da Carla Golla come Executive Vice President (con riporto diretto al chairman Bertrand Cambou), e da Marco Roveda, Vice President Marketing & Operations, (entrambi ex STMicroelectronics), comprende varie decine di persone che, nei nuovi uffici di Agrate Brianza, dovranno affrontare la sfida di progettare e ingegnerizzare le nuove applicazioni delle memorie Flash.

Come mai Spansion ha scelto proprio l’Italia come centro di eccellenza per questo tipo di applicazioni?

In realtà Spansion è presente in Italia da tempo con i propri uffici commerciali, ma il recente ampliamento delle attività e’ collegato al fatto che nella nostra area geografica sono facilmente reperibili risorse umane con elevate competenze e conoscenze tecniche adeguate all'attivita' in questo settore. In effetti, il nostro gruppo, oltre ad impiegare le risorse già presenti, sta crescendo: a regime avremo una struttura con oltre cinquanta persone dedite principalmente al design e al product engineering hardware e software. L’attivita’ della Divisione si avvale anche di un competence center di Parigi e di altre risorse localizzate negli Stati Uniti, a Sunnyvale, e in Giappone Naturalmente conta anche il fatto che molte delle applicazioni in cui è possibile sfruttare la nostra tecnologia sono sviluppate in Europa e anche in Italia; si pensi ad esempio ai sistemi multimediali per gli autoveicoli o all’elettronica di consumo, ai telefoni cellulari, alle Sim cards e a tutte le applicazioni embedded. I nostri prodotti sono comunque destinati ad essere commercializzati in tutto il mondo.

La vostra arma vincente è stata la tecnologia MirrorBit, che vi ha permesso di conquistare la leadership nelle flash Nor; è realistico pensare di entrare anche nel mercato delle Nand o delle Dram?

La tecnologia MirrorBit si è dimostrata vincente rispetto alle tradizionali strutture floating gate sia single level che multi level perché offre evidenti vantaggi in termini di maggiore semplicità di produzione, maggiore integrazione, scalabilità verso processi a geometrie sempre più ridotte. Con la tecnologia MirrorBit si raddoppia la densita’ di un array di memoria, immagazzinando due quantita’ fisicamente separate di cariche sui due lati opposti di una cella di memoria. La lettura o la scrittura di un bit in un lato della cella di memoria puo’ essere fatto in modo indipendente dai dati memorizzati nel lato opposto della cella. Il fatto di sfruttare una struttura simmetrica in uno strato non conduttivo permette di creare array di memoria più efficienti in minor spazio e con meno fasi di lavorazione. La capacità di competere con le applicazioni delle Dram, in particolare sui data centers , è invece legata principalmente alla possibilità di garantire l’alta velocità di lettura insieme alla disponibilità di memorie con grande capacità; in questo senso è fondamentale l’apporto del software sviluppato da Virident, azienda con cui di recente abbiamo concluso un accordo di collaborazione. Il nuovo sviluppo, cioè la tecnologia Ornand2, prevede di utilizzare l’architettura MirrorBit, basata su una cella Sonos-like collegata in un array di tipo Nand.

Spansion punta quindi ad ampliare le proprie quote su più fronti: ma come evolverà globalmente il mercato?

Secondo gli analisti il mercato complessivo delle memorie a stato solido dovrebbe continuare a crescere moderatamente per i prossimi anni passando dagli attuali 51 a 58 miliardi di dollari nel 2012, in questo scenario il mercato Nor si prevede in diminuzione; anche per questo puntiamo ad ampliare il nostro focus sulle Nand e sulle flash come possibili alternative alle Dram. La costante erosione dei prezzi impone, di adottare strategie molto aggressive, per introdurre rapidamente i nuovi steps tecnologici, e per ridurre i costi relativi all’industrializzazione dei prodotti. A questo riguardo Spansion ha notevoli vantaggi perche’ ha a disposizione sia la Ricerca e Sviluppo che la fabbrica di produzione (SP1) a 300mm, ed inoltre tramite innovative soluzioni di design ha ridotto i tempi di testing dei prodotti, con un miglioramento globale dei costi produttivi. La redditività è uno dei problemi maggiori per la nostra industria, tipicamente capital intensive. Spansion è tra le poche aziende del settore che ha chiuso il primo trimestre 2008 con un margine lordo positivo, in uno scenario industriale che ha visto una notevole razionalizzazione e riduzione dei produttori.

La nascita di Numonyx e soprattutto l’annuncio che la nuova società, che raccoglie l’eredità di Intel e ST si concentrerà sull’innovativa tecnologia Pcm, influirà in qualche modo sulla vostra strategia?

La tecnologia Pcm (ovvero memorie a cambiamento di fase) è solo relativamente nuova; l’annuncio di Numonyx in realtà è importante perché sembra testimoniare la producibilità industriale di questo tipo di dispositivi. Tuttavia è difficile pensare che possa, in tempi brevi, passare a volumi significativi. D’altra parte le opzioni tecnologiche su cui si sta lavorando sono molto numerose (Fram, Mram, Pfram, Nram, Rcm) ma trovare il giusto equilibrio tra dimensioni ottimali della singola cella, costi e tempi di produzione (meno fasi di processo), e rese non è così facile. Noi siamo convinti che la soluzione MirrorBit sia quella che ha segnato un vero salto di qualità e che potrà continuare a guadagnare consensi.

Tornando all’Italia, quali sono i prodotti su cui si concentrerà maggiormente il vostro team?

Se si parla di applicazioni che riguardano la sicurezza, occorre tener presente che la maggior parte delle applicazioni sono soluzioni sviluppate direttamente con i nostri interlocutori, tenendo conto delle loro esigenze, sia in termini di capacità di memoria del chip che per quanto riguarda altre caratteristiche (facilità di programmazione, tempi di risposta, robustezza, e naturalmente prezzo). Non si tratta quindi di vendere una commodity, ma di progettare il silicio e magari anche il relativo software per aggiungere valore ai prodotti dei nostri clienti. Abbiamo la tecnologia e le competenze giuste per farlo.

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