Crescere con l’integrazione analogica

STRATEGIE –

Maxim Integrated punta a un’ulteriore crescita facendo leva sul proprio principale punto di forza: l’esperienza nel campo dei dispositivi analogici ad alto livello di integrazione. La società si presenta oggi con un’immagine rinnovata e con una nuova organizzazione focalizzata sui mercati finali.

Facendo leva sui propri tradizionali punti di forza, Maxim Integrated Circuits ha intrapreso un’operazione di rilancio che comprende l’adozione di una nuova struttura organizzativa e il rinnovamento dell’immagine aziendale: il nome della società è stato abbreviato in “Maxim Integrated”, il vecchio marchio grafico è stato sostituito da un logo più moderno. La nuova Maxim intende crescere ulteriormente mettendo a frutto le proprie competenze nel campo dei dispositivi analogici ad alto livello di integrazione, oggi sempre più importanti in tutti i settori applicativi dell’elettronica. Di questi temi ha parlato il management della società nel corso di un recente incontro con la stampa tenutosi nella nuova sede di Maxim a San Jose, in California.

La spinta verso livelli di integrazione più alti
Il Ceo della società, Tunç Doluca, in carica dal 2007, ha sottolineato la crescita ottenuta da Maxim nel settore analogico: nel 2001 la società occupava il sesto posto nella graduatoria dei produttori con una quota di mercato pari al 4,1%, nel 2011 è salita in terza posizione con una quota del 9% (fonte: Gartner). Doluca ha inoltre affermato che il settore analogico si trova oggi a un punto di svolta per effetto di vari fattori che richiedono un maggiore livello di integrazione. Tra essi sono compresi la proliferazione dei dispositivi analogici - quelli trattati dalla distribuzione erano 20.000 nel 2001, 40.000 nel 2011 e saranno probabilmente 80.000 nel 2021 – e le esigenze dell’importante mercato degli smartphone. A questo proposito il Ceo di Maxim ha mostrato un confronto tra tre generazioni di smartphone: il numero delle funzioni analogiche incorporate in questi sistemi è salito da 42 a 55 e poi a 82, mentre l’area si silicio ad esse riservata è aumentata molto meno (dai 145 millimetri quadrati della prima generazione si è passati ai 192 della terza), imponendo un aumento della densità. Doluca ha quindi ricordato i punti di forza della società nel settore analogico, tra cui la nuova organizzazione strutturata sui mercati finali (non sulle singole categorie di prodotti), un vasto repertorio di IP (che vale oltre un miliardo di dollari) e un processo di fabbricazione ottimizzato. Grazie a questi vantaggi, ha proseguito Doluca, Maxim ha registrato una crescita del 21% da settembre 2008 a giugno 2012, mentre nello stesso periodo il fatturato cumulativo dei concorrenti si è ridotto del 3%. La crescita è stata trainata dai prodotti ad alto livello di integrazione, richiesti da tutti i mercati finali.

Soluzioni competitive per il settore industriale
Le strategie di Maxim nel settore industriale in senso lato (comprendente anche la distribuzione dell’energia e il medicale ecc.) sono state illustrate da Chris Neil, vicepresidente senior del relativo gruppo. Neil ha sottolineato che oggi la sicurezza (security) è un’esigenza che riguarda tutti i settori applicativi dell’elettronica: gli attacchi informatici possono colpire infatti anche le reti di distribuzione dell’energia, le fabbriche e perfino i dispositivi medicali. Maxim, benché specializzata nell’analogico, occupa una posizione di rilievo anche tra i fornitori di soluzioni per la sicurezza: detiene infatti una quota del 30% nel mercato dei “microcontrollori sicuri” ed è in grado di offrire, ad esempio, tutto il necessario per garantire la sicurezza della “smart grid” a tutti i livelli. Oltre alla sicurezza, gli altri punti di forza di Maxim in campo industriale riguardano le funzioni di misura e di comunicazione. Anche nel settore industriale, Maxim può far valere la propria capacità di sviluppare dispositivi analogici ad alto livello di integrazione: nel caso dei contatori intelligenti, ad esempio, la società ha recentemente messo a punto il System-on-Chip “Zeus” che comprende tutte le funzioni necessarie per realizzare uno smart meter, ad esclusione del front end di comunicazione. Neil ha poi illustrato altri esempi applicativi di dispositivi Maxim nel campo della manutenzione predittiva dei motori elettrici e dell’automazione di fabbrica. Da segnalare, in ambito medicale - altro settore in cui Maxim sta concentrando le propria attenzione - la presentazione di una maglietta per il monitoraggio dei parametri vitali che consente al personale medico di effettuare in maniera economica frequenti controlli della forma fisica di una persona per garantire cure mediche preventive più efficaci. La “Fit“ shirt, alla cui progettazione Maxim ha ampiamente contribuito, include componenti elettronici quali sensori Ecg da utilizzare a secco, dispositivi per l’elaborazione di segnali complessi, un sensore di temperatura, un sensore di movimento,  un microcontrollore a bassissimi consumi e dispositivi che consentono  di operare in modalità wireless.

Comunicazioni, automotive e mobile
Matt Murphy, vicepresidente senior del gruppo che si occupa delle soluzioni Communications and Automotive, ha parlato delle strategie di Maxim in questi due settori. Nel campo delle comunicazioni, la società offre dispositivi ad alto livello di integrazione - ad esempio transceiver - per le microcelle e femtocelle delle reti 3G e 4G, oltre a componenti per moduli Fiber-to-the-Home (FTTH) e per moduli di comunicazione ottica a 40 Gbps. Nel settore automobilistico, invece, le soluzioni ad alta integrazione di Maxim riguardano principalmente i Serdes per il collegamento delle telecamere di bordo e i dispositivi per la gestione delle batterie nei veicoli elettrici e ibridi. L’offerta di Maxim nel settore dei dispositivi mobili è stata illustrata da Chae Lee, vicepresidente senior del gruppo Mobility. Anche Lee ha posto a confronto tre generazioni di smartphone, in particolare i modelli Galaxy S I, Galaxy S II e Galaxy S III, rilevando come l’area di circuito stampato disponibile in media per ogni singola funzione analogica sia scesa da 61 a 44 millimetri quadrati. Evidente, dunque, l’importanza di un maggiore livello di integrazione. A questo proposito Lee ha citato l’esempio dei circuiti integrati per la gestione dell’alimentazione: rispetto a un dispositivo concorrente, il SoC realizzato da Maxim consente di realizzare una soluzione completa riducendo del 48% lo spazio impegnato sulla scheda e del 40% il numero dei componenti, offrendo al tempo stesso un aumento dell’efficienza energetica. Tra i punti di forza della società in questo campo, Lee ha citato il vasto repertorio di IP analogica, il processo di fabbricazione ottimizzato (che consente di integrare anche circuiti ad alta tensione in un chip a segnali misti), l’impiego del Wafer Level Packaging e la lunga esperienza nei componenti ad alta integrazione, che ha portato la società a produrre dispositivi analogici da 300 piedini. Maxim, inoltre, ha rapporti consolidati con molti importanti produttori di apparati mobili.

Pubblica i tuoi commenti