I semiconduttori per veicoli elettrici stanno diventando un elemento sempre più strategico per l’evoluzione dell’automotive. La transizione verso la mobilità elettrica, infatti, aumenta il contenuto elettronico dei veicoli e spinge i costruttori a ripensare powertrain e architetture elettriche ed elettroniche. Secondo una ricerca di Dimension Market Research, il mercato globale passerà dai 27,7 miliardi di dollari previsti nel 2026 a 67,3 miliardi nel 2035. La crescita attesa è del 10,4% annuo.
Il cambiamento riguarda soprattutto l’elettronica di potenza. Ma non solo. Nei veicoli elettrici aumentano anche la capacità di elaborazione, la sensoristica e la memoria. Di conseguenza, i semiconduttori diventano fondamentali per gestire energia, ricarica, sicurezza e funzioni di assistenza alla guida.
Europa, tra SiC e architetture a 800 V
L’Europa rappresenta uno dei mercati più importanti. Nel 2026 raggiungerà un valore stimato di 8,5 miliardi di dollari. Entro il 2035 dovrebbe arrivare a 20,3 miliardi, con un cagr del 10,1%.
A sostenere la crescita sono anche le normative sulle emissioni di CO2 previste dal pacchetto Fit for 55. In questo scenario, le case automobilistiche stanno accelerando l’adozione di architetture elettriche a 800 V. Di conseguenza, cresce la domanda di semiconduttori in carburo di silicio (SiC) per inverter di trazione e caricabatterie di bordo.
Il SiC è infatti destinato a giocare un ruolo centrale. Secondo la ricerca, può consentire un miglioramento dell’efficienza del powertrain del 5-10%. Inoltre, permette di operare ad alta tensione e temperatura. Il nitruro di gallio (GaN) trova invece spazio soprattutto nei convertitori ausiliari a bassa potenza e nei sistemi LiDAR.
L’Europa punta anche sulla sicurezza funzionale. I costruttori stanno integrando processori e sensori capaci di soddisfare i requisiti più elevati, fino al livello ASIL-D, per le applicazioni dedicate alla guida autonoma.
Dai power semiconductor all’intelligenza a bordo
I semiconduttori per veicoli elettrici non riguardano però soltanto la gestione della potenza. I dispositivi di elaborazione e controllo stanno assumendo un ruolo crescente. L’evoluzione verso veicoli software-defined porta infatti a concentrare le funzioni di numerose centraline elettroniche in piattaforme di calcolo centralizzate.
L’intelligenza artificiale rafforza ulteriormente questa tendenza. I nuovi AI e Domain Controller devono elaborare in tempo reale i dati provenienti da telecamere, radar e LiDAR. Servono quindi processori più potenti e memorie ad alta banda, ma anche semiconduttori automotive capaci di garantire affidabilità e sicurezza.
Un altro fronte è quello della batteria. I sistemi BMS utilizzano microcontrollori e sensori di corrente per monitorare tensione e temperatura delle celle. Algoritmi avanzati possono inoltre prevedere il degrado delle batterie e ottimizzare i cicli di ricarica.
Semiconduttori per veicoli elettrici, una filiera ancora sotto pressione
La crescita del mercato porta tuttavia anche nuove criticità. La catena di fornitura resta esposta a possibili carenze di wafer, gas speciali e materie prime. Per il SiC, inoltre, la disponibilità dei substrati avanzati rappresenta un elemento particolarmente delicato.
A questo si aggiungono gli elevati costi di sviluppo e qualificazione. I semiconduttori automotive devono operare in condizioni severe e rispettare stringenti requisiti di sicurezza e affidabilità. Le tecnologie wide-bandgap richiedono inoltre nuovi processi produttivi e soluzioni di packaging.
Proprio qui emerge una delle principali opportunità. L’espansione di SiC e GaN può sostenere la diffusione di veicoli più efficienti, con ricarica più rapida e maggiore autonomia. Allo stesso tempo, la crescente integrazione tra elettronica di potenza, elaborazione, sensoristica e software sta trasformando il veicolo in una piattaforma elettronica sempre più complessa. E, per l’industria dei semiconduttori, questo significa nuovi spazi di innovazione lungo tutta la catena del valore.




