L’eye tracking sta trasformando il modo in cui dispositivi e sistemi elettronici interpretano l’interazione dell’utente. La tecnologia rileva infatti la direzione dello sguardo attraverso telecamere, illuminatori e algoritmi di elaborazione. Di conseguenza, apre nuove possibilità per interfacce, sistemi di assistenza e applicazioni medicali.
Secondo la ricerca di Market.us, il mercato globale valeva 1,24 miliardi di dollari nel 2024. Tuttavia, la crescita prevista è molto più rapida. Il valore potrebbe raggiungere 14,97 miliardi di dollari nel 2034. La previsione implica un cagr del 28,3% tra il 2025 e il 2034.
Più sensori dentro i dispositivi
La crescita dell’eye tracking è legata innanzitutto all’evoluzione dell’elettronica consumer. Nel 2024 sono stati venduti 1,24 miliardi di smartphone, con un incremento del 6,4%. Nello stesso periodo, le spedizioni globali di visori AR-VR sono aumentate del 10%.
Il principio è semplice. Più telecamere e sensori entrano nei dispositivi, più diventa interessante utilizzarli anche per interpretare lo sguardo. L’eye tracking può così contribuire al controllo dello schermo, alla gestione dei consumi e alla realizzazione di interazioni più naturali.
Per i progettisti, però, non si tratta soltanto di aggiungere un sensore. Servono acquisizione delle immagini, illuminazione, elaborazione a bassa latenza e algoritmi capaci di funzionare in condizioni diverse. Inoltre, l’intelligenza artificiale generativa può migliorare la precisione dei modelli che prevedono i movimenti oculari e rendere più efficiente l’elaborazione dei dati.
Dal punto di vista dei componenti, l’hardware rappresenta oggi il 57% del mercato. La domanda riguarda soprattutto telecamere, illuminatori, display e processori. Il software, invece, è destinato a crescere rapidamente, anche grazie a soluzioni capaci di sfruttare telecamere già presenti nei dispositivi.
Eye tracking e automotive
È però l’automotive uno degli ambiti con le prospettive più interessanti. In questo caso lo sguardo diventa un parametro per valutare l’attenzione del conducente. La tecnologia può quindi entrare nei sistemi di monitoraggio dell’abitacolo e nelle funzioni di assistenza alla guida.
L’Europa rappresenta un terreno particolarmente favorevole. Dal 7 luglio 2024 i nuovi requisiti del General Safety Regulation dell’Unione europea si applicano a tutti i nuovi veicoli. Questo quadro normativo favorisce l’introduzione di sistemi capaci di monitorare attenzione e comportamento del conducente.
La spinta normativa si combina con quella tecnologica. Le soluzioni di in-cabin sensing richiedono infatti sistemi di acquisizione sempre più compatti e affidabili. Inoltre, devono operare in condizioni variabili di illuminazione, movimento e posizione dell’utente.
Precisione, dati e accessibilità
Restano tuttavia alcune sfide. La calibrazione deve mantenere l’accuratezza anche in presenza di occhiali, variazioni di luce, movimento della testa e differenti caratteristiche dell’utente. Per applicazioni automotive e medicali, il problema è particolarmente importante.
C'è poi la questione dei dati biometrici. In Europa, il GDPR impone vincoli stringenti sulla raccolta e sulla gestione di informazioni che possono rivelare comportamenti, condizioni di salute o altre caratteristiche dell'utente.
Infine, l’eye tracking può favorire una maggiore accessibilità. Secondo l’OMS, 1,3 miliardi di persone nel mondo vivono con una disabilità significativa. Interfacce controllabili attraverso lo sguardo possono quindi offrire nuove modalità di comunicazione e interazione. Anche in questo caso, la progettazione elettronica sarà decisiva: rendere queste tecnologie più compatte, economiche e affidabili significa trasformare una tecnologia specialistica in una funzione sempre più integrabile nei dispositivi di uso quotidiano.




