Ultimissime del 17 luglio – Hormuz, Samsung e ASML: il de-risking dei chip

Samsung

Hormuz, l'escalation notturna non si ferma

Gli Stati Uniti hanno colpito nella notte tra il 15 e il 16 luglio una petroliera nei pressi del principale terminal di esportazione iraniano, mentre il traffico mercantile nello Strait of Hormuz è sceso ai minimi dall'inizio della crisi, secondo Bloomberg. Trump ha promesso di proseguire la campagna militare finché Teheran non cesserà gli attacchi alle navi. Per la filiera dei semiconduttori resta il nodo di sempre: buona parte della logistica marittima che alimenta i data center asiatici passa da quella strettoia geografica, e ogni giorno di rallentamento si somma alla pressione già esercitata dalla carenza di memoria.

Samsung e SK Hynix riducono l'esposizione agli equipaggiamenti cinesi

Secondo quanto riportato da ETNews e ripreso da TrendForce, Samsung Electronics e SK Hynix stanno valutando alternative a Mattson Technology, fornitore di sistemi di rimozione del photoresist e di trattamento termico rapido (RTP) controllato dal 2016 da un fondo d'investimento statale di Pechino. Le due aziende hanno avviato colloqui con fornitori alternativi, coreani e internazionali, mentre la quota di Mattson negli impianti di nuova installazione è già in calo. Il movimento si inserisce in una revisione più ampia della supply chain di materiali, componenti ed equipaggiamenti (MCE): i produttori coreani stanno progressivamente sostituendo i fornitori a controllo cinese anche nei componenti, non solo negli strumenti di processo, in previsione di un possibile inasprimento dell'Entity List statunitense.

ASML, utile record ma la Cina scende al 20% dei ricavi

ASML ha chiuso il secondo trimestre con 9,3 miliardi di euro di ricavi e 2,9 miliardi di utile netto, alzando la guidance 2026 a un intervallo tra 43 e 45 miliardi con un margine lordo del 54-56%, secondo i dati diffusi dall'azienda il 15 luglio. La domanda AI resta il motore principale, ma il dato politicamente più rilevante è un altro: la quota cinese sui ricavi trimestrali si è stabilizzata intorno al 20%, contro il 33% dell'intero 2025, per effetto dei controlli all'export statunitensi e della pressione del MATCH Act, che punta a restringere ulteriormente le vendite di sistemi DUV a Pechino. Il CEO Christophe Fouquet ha confermato che la domanda eccede tuttora la capacità disponibile, in particolare sui sistemi high-NA EUV.

(E.L.)

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