Musca (ANIE): l’elettronica europea come infrastruttura strategica

Musca Arrow

Dal palco di Arrow Electronics World 2026, Cosimo Musca, presidente di ANIE Componenti Elettronici, traccia la rotta del settore: filiere europee integrate, investimenti in competenze e una domanda interna più forte per sostenere la crescita di semiconduttori e componentistica.

L'elettronica non è più soltanto un settore industriale. È diventata un'infrastruttura strategica, indispensabile per la competitività economica, la sicurezza delle catene di approvvigionamento e la sovranità tecnologica dell'Europa. È questo il messaggio che Cosimo Musca, presidente di ANIE Componenti Elettronici, ha portato sul palco di Arrow Electronics World 2026, il 18 giugno a Parma, in un intervento che ha intrecciato geopolitica, politica industriale e dati di mercato.

«Parliamo molto di tecnologia, di costruzione di catene del valore e di ecosistemi», ha esordito Musca. «Ma al centro di tutto ci sono le persone: le competenze, il capitale umano, la capacità delle imprese di innovare. La tecnologia è certamente fondamentale, ma è sempre al servizio di una dimensione umana e industriale».

Una premessa che introduce una visione più ampia: quella di un'Europa chiamata a ripensare il proprio ruolo nelle tecnologie chiave e a rafforzare la propria autonomia produttiva.

Una filiera strategica per l'Europa

ANIE Federazione rappresenta oggi uno dei principali pilastri del sistema industriale italiano: oltre 1.100 aziende, 112 miliardi di euro di fatturato aggregato, circa 480 mila addetti e investimenti in ricerca e sviluppo mediamente pari al 4% del fatturato.

All'interno di questo perimetro si colloca ANIE Componenti Elettronici, che negli ultimi due anni ha intrapreso un percorso di crescita e consolidamento significativo. «Quando sono arrivato alla presidenza, nel maggio 2024, le aziende associate erano trenta. Oggi sono circa cinquanta e rappresentano in maniera sempre più completa la catena del valore del settore», ha spiegato Musca. Il comparto esprime oltre 5 miliardi di euro di fatturato aggregato, circa 23 mila addetti e una propensione all'innovazione molto elevata: gli investimenti in ricerca e sviluppo toccano mediamente il 14% del fatturato. La composizione della base associativa è equilibrata tra piccole e medie imprese e grandi aziende, con una forte presenza manifatturiera sul territorio nazionale.

Dai semiconduttori ai sistemi: costruire una catena del valore completa

L'obiettivo dell'associazione è ampliare ulteriormente la rappresentanza della filiera, includendo tutte le tecnologie che concorrono allo sviluppo dell'elettronica avanzata. Semiconduttori, connettori, distributori, integrazione di sistema, apparecchiature per il test e il collaudo, tecnologie di misura e, progressivamente, anche il comparto dei componenti passivi: per Musca soltanto una filiera completa può garantire all'Europa una reale autonomia tecnologica.

La tecnologia, ha sottolineato il presidente, non è soltanto uno strumento per fare business. È un elemento di sovranità. E la sovranità tecnologica si costruisce mettendo in relazione le competenze delle imprese, creando ecosistemi e portando contenuti sui tavoli dove si definiscono le politiche industriali. È proprio questo uno dei ruoli che ANIE rivendica: non limitarsi alla rappresentanza degli interessi, ma partecipare attivamente alla definizione delle strategie nazionali ed europee.

Il mondo cambia: dal globale al "local for local"

Secondo Musca, il cambiamento più profondo degli ultimi anni riguarda l'organizzazione delle supply chain. Le lunghe catene di fornitura globali, che avevano caratterizzato la globalizzazione industriale, stanno lasciando spazio a una nuova geografia produttiva. «Stiamo passando da un modello nel quale la produzione era localizzata dove il costo era più basso, a un sistema "local for local"», ha spiegato. «Molti clienti oggi chiedono tecnologia sviluppata e prodotta in Europa. In alcuni casi, direttamente in Italia».

È una trasformazione che impone un ripensamento delle strategie industriali. Non basta più progettare o assemblare: occorre presidiare tutte le fasi della filiera, dalla progettazione alla manifattura, fino al packaging e al testing. Per questo motivo ANIE sta lavorando alla costruzione di relazioni bilaterali con Paesi considerati partner affidabili: Canada, Singapore, Taiwan, Corea del Sud e Giappone. Con quest'ultima, l'associazione ha già sottoscritto a gennaio 2026 un memorandum of understanding con KSIA — la Korea Semiconductor Industry Association — focalizzato sull'attrazione dei talenti e sul riconoscimento del valore professionale dell'industria elettronica. «Le relazioni industriali e la fiducia tra Paesi diventano un fattore competitivo», ha osservato Musca.

Musca Chips Act 2.0

Chips Act 2.0: la sfida è creare domanda in Europa

Tra i dossier più importanti seguiti da ANIE c'è il nuovo Chips Act 2.0, presentato dalla Commissione europea il 3 giugno 2026 nell'ambito del più ampio European Technological Sovereignty Package e ora all'avvio dell'iter legislativo tra Parlamento e Consiglio. Se la prima fase del programma era stata dedicata soprattutto all'aumento della capacità manifatturiera, la nuova iniziativa punta a sostenere la domanda di tecnologie sviluppate e prodotte in Europa.

«Questo è il punto fondamentale», ha sottolineato Musca. «Occorre creare domanda europea di tecnologia europea, ma senza penalizzare chi oggi investe realmente in innovazione, progettazione e produzione nel continente». Il tema riguarda l'intera filiera: semiconduttori, packaging avanzato, testing, circuiti stampati e tutte le tecnologie necessarie per realizzare prodotti competitivi. L'obiettivo è evitare che l'Europa si limiti a essere un mercato di sbocco per tecnologie sviluppate altrove.

Mercato: l'elettronica tiene meglio degli altri settori

Sul fronte economico, il presidente di ANIE ha presentato un quadro che invita alla cautela più che all'ottimismo. I dati del Centro Studi Confindustria (Rapporto di previsione, Primavera 2026) indicano per l'Italia un PIL in crescita dello 0,5% sia nel 2025 sia nel 2026, con un marginale miglioramento allo 0,6% nel 2027. Sullo sfondo, l'economia mondiale cresce a un ritmo ben diverso: 3,4% nel 2025, trainata soprattutto dalle economie emergenti al 4,4%, mentre le economie avanzate si fermano all'1,9%. Il divario è strutturale, e Musca non lo ha edulcorato: il mercato interno continua a mostrare una fase di debolezza, con persistente cautela da parte delle imprese clienti e dei settori utilizzatori.

Ma è nel confronto con il resto del manifatturiero italiano che l'elettronica mostra la sua resilienza. Nel 2025, a fronte di una produzione industriale complessiva in calo dello 0,5%, il comparto Elettrotecnica ed Elettronica ha registrato una variazione positiva dell'1,8% in volume, seconda soltanto alla farmaceutica, che segna +3,8%. Dentro questo aggregato, la performance specifica della fabbricazione di componenti elettronici e schede è ancora più netta: +2,7% in media annua nel 2025, con un picco di +10,9% nel terzo trimestre, seguito da una flessione nel quarto (-2,8%) e da un nuovo rafforzamento nel primo trimestre 2026 (+5,9%).

Il fatturato racconta però una storia diversa. I ricavi totali del comparto componenti elettronici hanno chiuso il 2025 ancora in calo del 5,2%, un anno complessivamente negativo, anche se il quarto trimestre ha già segnato un'inversione con un rimbalzo del 4,1%. La ripresa del fatturato, confermata anche nei primi mesi del 2026 (+0,9% nel primo trimestre), resta più lenta rispetto alla produzione per effetto della domanda ancora contenuta.

A trainare la ripresa sono soprattutto i mercati esteri. Le vendite internazionali hanno evidenziato un progressivo miglioramento nella parte finale del 2025, con dinamica positiva confermata nei primi mesi del 2026. I dati ISTAT elaborati da ANIE indicano che l'Asia Orientale assorbe il 55,6% delle esportazioni del settore. Tra i singoli paesi di destinazione, Singapore (8,2%) e Malesia (7,1%) si confermano i principali mercati asiatici, pur in calo rispetto al 2024. La Francia emerge invece come l'unica tra le prime cinque destinazioni a registrare una crescita, con una quota del 6,5% che contribuisce a portare il peso complessivo dell'Europa al 31,2% del totale esportato. Le flessioni verso Singapore, Malesia, Stati Uniti e Hong Kong sono attribuite nelle slide ANIE a «un quadro geopolitico ed economico particolarmente incerto».

Scenari 2027-2030: elettronica seconda soltanto alla farmaceutica

Lo sguardo si sposta infine sul quadriennio 2027-2030. Per il manifatturiero italiano nel suo complesso, le previsioni indicano un incremento medio annuo del fatturato a prezzi costanti prossimo all'1%. L'elettronica si colloca al secondo posto del ranking settoriale con una crescita media attesa del +1,9%, dopo la farmaceutica (+2,5%) e davanti ad autoveicoli e moto (+1,5%), meccanica (+1,5%), largo consumo (+1,4%) ed elettrotecnica (+1,3%). I driver strutturali identificati da ANIE sono quattro: digitalizzazione e intelligenza artificiale, sviluppo dei data center, automazione industriale e IoT, reti di nuova generazione (5G/6G) e transizione energetica.

I grandi investimenti europei nei data center, nelle infrastrutture digitali e nei sistemi AI avranno bisogno di semiconduttori avanzati, elettronica di potenza, silicon photonics e tecnologie per la gestione efficiente dell'energia. «Dietro l'intelligenza artificiale ci sono componenti elettronici, semiconduttori e tecnologie abilitanti», ha ricordato Musca. «Se questi investimenti saranno realizzati in Europa, il nostro settore avrà un ruolo decisivo».

La sfida, però, sarà trasformare gli annunci in progetti concreti e fare in modo che competenze, produzione e proprietà intellettuale rimangano sul territorio europeo. Perché, come ha concluso il presidente di ANIE Componenti Elettronici, la tecnologia non è soltanto innovazione: è una scelta strategica che riguarda il futuro industriale dell'Europa.

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento
Inserisci il tuo nome