Tendenze domotiche

DOMOTICA –

L’automazione domestica attira l’attenzione delle grandi società legate a Internet e degli operatori telecom, mentre nelle soluzioni per edifici commerciali e industriali si diffonde l’impiego del protocollo IP. Il caso della videosorveglianza.

Il settore della domotica sembra essere avviato a una fase di trasformazione che potrà forse portare anche a un ampliamento del mercato. In sintesi, le soluzioni domotiche residenziali appaiono destinate ad entrare nell'orbita dell'elettronica di consumo (la “nuova” elettronica di consumo digitale, quella degli smartphone, per intenderci), mentre le applicazioni di building automation per edifici commerciali e industriali si avvicinano sempre più al mondo delle “normali” infrastrutture informatiche aziendali. In questo scenario ipotetico, il ruolo delle soluzioni domotiche tradizionali - di estrazione elettrotecnica e impiantistica - appare ridimensionato.

I colossi entrano in campo
Uno degli elementi di novità è rappresentato dal crescente interesse che le grandi società legate a Internet e alla telefonia stanno manifestando nei confronti dell'automazione domestica. È noto, ad esempio, che Google ha recentemente presentato Android@home Framework, una sorta di middleware che si sovrappone al sistema operativo Android e fornisce le Application Programming Interface per gestire tutta la casa (luci, elettrodomestici, antintrusione ecc.) da un normale smartphone. Inoltre - come rileva la società di ricerche di mercato ABI Research - in tutto il mondo vari operatori telecom hanno iniziato a offrire prodotti e servizi per l'automazione domestica: è il caso della statunitense Verizon, della canadese Roger Wireless, di Orange (France Telecom) e dell'australiana Telestra. Parallelamente, alcune delle piccole aziende specializzate nella realizzazione di software per il monitoraggio domestico sono state acquisite da grandi società: Motorola ha comprato 4Home, AT&T si è accaparrata Xanboo, mentre Cisco ha fatto il proprio ingresso in questo campo tramite un accordo con Control4. L'interesse manifestato dalle grandi società del settore Internet/telefonia aggancia di fatto la domotica a un mercato estremamente dinamico, caratterizzato da innovazioni continue, grandi economie di scala e forti investimenti pubblicitari.

Soluzioni senza nuovi cablaggi
Un altro elemento da considerare è il crescente successo dei sistemi domotici che possono essere realizzati senza posare nuovi cavi. Questo tipo di soluzioni è ovviamente preferito dagli utilizzatori finali residenziali (cioè da chi vuole realizzare un impianto domotico per la casa in cui vive), ma offre vantaggi anche ai costruttori edili, che possono limitarsi ad offrire abitazioni dotate di un impianto elettrico di base. Grazie ai progressi delle tecnologie elettroniche, oggi esistono molte soluzioni affidabili che consentono di realizzare reti domotiche senza posare nuovi cavi: le più diffuse sono quelle basate sulla Plc (PowerLine Communication, trasmissione di onde convogliate sui normali fili di rame dell'impianto elettrico) e su tecnologie wireless come ZigBee. Nel campo delle soluzioni Plc, in particolare, sta riscuotendo un notevole successo lo standard HomePlug della HomePlug Poweline Alliance; secondo la società di ricerche di mercato In-Stat, entro il 2014 saranno oltre 30 milioni i nodi HomePlug installati a livello mondiale. Sempre secondo In-Stat, i principali fornitori di soluzioni HomePlug sono Atheros, Entropic, Sigma Designs e Broadcom. Eliminando la posa di nuovi cavi si elimina anche un intermediario - l'elettricista - e quindi i nuovi player (cioè gli operatori telecom e le grandi società dell'elettronica di consumo) sono liberi di rivolgersi direttamente al consumatore finale.

Il protocollo IP nella building automation
Per quanto riguarda invece le applicazioni di building automation rivolte agli edifici commerciali e industriali, uno degli elementi da considerare è la crescente diffusione del protocollo IP in tutti i tipi di comunicazione. Questa tendenza non riguarda solo la trasmissione della voce, con la tecnologia VoIP, ma anche il video. Le moderne soluzioni di videosorveglianza, infatti, sono interamente basate sul protocollo IP; in altri termini, le singole telecamere si connettono direttamente alla rete Ethernet. La videosorveglianza IP merita un approfondimento, sebbene possa essere considerata come un settore diverso dalla building automation in senso stretto, per due motivi:
1) rappresenta un esempio dell'impatto rivoluzionario che la information technoloogy potrebbe avere su altre applicazioni affini;
2) in virtù delle proprie caratteristiche, potrebbe assumere un ruolo prioritario nell'ambito dei servizi dell'edificio e attrarre sé anche altre funzioni.

La videosorveglianza IP
In sintesi, i moderni sistemi di videosorveglianza sono basati sulle telecamere IP, dispositivi che comprendono una telecamera e un web server dotato di un proprio indirizzo IP. Questa innovazione ha aperto la strada a un cambiamento epocale in quella che un tempo era la tradizionale Cctv (Tv a circuito chiuso): in breve, al posto delle reti di cavi coassiali appositamente realizzate, si utilizza oggi la normale rete Ethernet; l'aggiunta di nuove telecamere è facilitata, così come il comando a distanza dei movimenti di pan, tilt e zoom; il video viene compresso con algoritmi molto efficaci (oggi si sta imponendo l'H.264) che consentono di ridurre lo spazio su disco necessario per l'archiviazione o, se la compressione viene effettuata dalla telecamera, di ridurre la banda di trasmissione; l'archiviazione viene effettuata appunto su disco anziché su nastro magnetico; l'addetto alla sicurezza può vedere le immagini in qualunque posto, su qualunque Pc; la ricerca di particolari sequenze video all'interno degli archivi è enormemente facilitata; il video digitalizzato consente l'impiego di software di analisi per l'individuazione automatica delle persone, la lettura delle targhe, la segnalazione di bagagli incustoditi ecc. L'evoluzione della videosorveglianza è iniziata e sta continuando grazie a una salutare iniezione di tecnologie provenienti dal mondo dell'informatica e dal relativo tessuto imprenditoriale, estremamente dinamico. È di estrazione informatica la svedese Axis, società che ha svolto un ruolo pionieristico in questo campo; e appartengono al mondo del software alcune delle recenti novità che promettono di accrescere ulteriormente le potenzialità della videosorveglianza IP, come la disponibilità gratuita della versione base del prodotto XProtect Go (un Video Management Software) della danese Milestone, o il software di analisi video realizzato dalla californiana Vitamin D, basato su principi totalmente nuovi.
Le aziende operanti nel settore della videosorveglianza IP sono attivamente impegnate nella messa a punto di standard che consentano l'interoperabilità tra prodotti di diversi costruttori. Due sono le associazioni che perseguono questo obiettivo: Onvif (Open Network Video Interface Forum) e Psia (Physical Security Interoperability Alliance). Il comitato direttivo di Onvif include Axis, Bosch, Panasonic, Siemens e Sony; tra i membri di Psia sono invece comprese Cisco, GE Security, Honeywell, Ibm e Texas Instruments. L'attività dei due organismi è recentemente confluita in un comitato tecnico costituitosi nell'ambito di Iec, incaricato di mettere a punto uno standard ufficiale.

Possibili sviluppi
Appare ragionevole ipotizzare che questa evoluzione possa influenzare tutto il settore della building automation per gli edifici commerciali e industriali. L'infrastruttura di videosorveglianza IP potrebbe attrarre a sé applicazioni come il controllo degli accessi, gli allarmi antincendio ecc. Il nuovo concetto di Physical Security Information Management intende appunto riunire la videosorveglianza e il controllo degli accessi (compresa l'attività del personale di guardia agli ingressi dell'edificio) in un unico ambito di natura IT. Ma questa eventuale convergenza potrebbe avere anche basi tecnologiche. Già oggi sono disponibili telecamere IP dotate di ingressi per sensori, che nelle applicazioni video sono utilizzati - ad esempio - per iniziare e terminare la registrazione delle immagini; attivando la memorizzazione solo quando si verificano gli eventi di interesse, si riduce lo spazio di archiviazione su disco. Evidentemente gli stessi sensori e la stessa rete Ethernet potrebbero essere utilizzati anche per rilevare e gestire eventi che non riguardano le riprese video. Inoltre le telecamere potrebbero essere utilizzate per rilevare le condizioni di illuminazione di un ambiente e in teoria - tramite appositi software di analisi video - anche la presenza di persone, l'apertura/chiusura di porte e finestre ecc. Tutti questi dati, evidentemente, potrebbero essere utilizzati per la gestione dell'illuminazione e della climatizzazione. Il settore della domotica e della building automation, dunque, è in evoluzione. Il mercato sembra essere avviato verso una maggiore apertura, che potrà forse portare nuove opportunità.

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