La tecnologia giusta: né troppa, né troppo poca

LA PAROLA A... HARRY SIM –

Una gamma di strumenti per adeguare le apparecchiature di controllo del processo manifatturiero dimostra che non servono le tecnologie più sofisticate per offrire la risposta giusta alle esigenze del mercato.

Cypress Enviroystems è un’azienda relativamente nuova nel panorama dell’alta tecnologia. Nasce nel 2006 dall’incontro tra T.J. Rodgers, uno dei più vulcanici protagonisti del mondo dei semiconduttori, e Harry Sim, manager con una lunga esperienza nel marketing e nelle strategie applicate ai settori industriali più avanzati. L’obiettivo della società è chiaro: offrire soluzioni per ridurre i costi e aumentare l’efficienza di fabbriche, impianti manifatturieri ed edifici, senza stravolgerne i flussi operativi e senza rivoluzionarne la struttura. Si tratta di studiare il modo per prendere un “vecchio” stabilimento e aggiornarlo alle tecnologie moderne evitando di cambiarne radicalmente gli impianti e senza interventi troppo invasivi. Le proposte di Cypress Enviroystems sono un esempio di un modo nuovo di affrontare il mercato: usare l’elettronica necessaria, senza esagerare, per affrontare un problema reale. Perché quello che conta non è il livello di sofisticazione della tecnologia impiegata ma piuttosto l’efficacia della soluzione proposta, come spiega Harry Sim, Ceo di Cypress Enviroystems.

Qual è, dalla sua esperienza, la ricetta per il successo di un’applicazione elettronica?

La tecnologia è importante, certamente, ma è il marketing a fare la differenza. Bisogna capire il mercato, identificare un’esigenza e trovare la risposta giusta, capace di creare valore aggiunto con il minimo sforzo. A questo punto ci si può accorgere che non serve (anzi, può essere addirittura controproducente) utilizzare le tecnologie più avanzate. È importante invece realizzare un’implementazione in linea con le aspettative: soluzioni semplici, facili da applicare, poco costose ma che funzionano davvero. Detto così, sembra una banalità. Invece troppo spesso oggi si corre il rischio di voler utilizzare a tutti i costi tecnologie super-sofisticate, solo perché sono disponibili. Certo, magari nel mercato dell'elettronica di consumo è fondamentale impiegare chip sempre più densi, più miniaturizzati e più potenti per realizzare gadget sempre nuovi. Ci sono però tantissimi altri segmenti in cui questo non è necessario: nel settore industriale, per esempio.

Qualche esempio, per capire meglio di cosa stiamo parlando?

L’esempio migliore siamo proprio noi, Cypress Enviroystems. La nostra offerta di prodotto parte da una constatazione molto semplice: molte fabbriche e stabilimenti utilizzano contatori meccanici, manometri, sistemi elettromeccanici per processi manifatturieri di vitale importanza. Apparecchiature vecchie, molte volte causa di inefficienza, difficili da inserire in un sistema di gestione. Una soluzione potrebbe essere prendere tutti gli strumenti meccanici o elettromeccanici, buttarli via e sostituirli con complessi apparecchi microelettronici intelligenti. Questo significherebbe buttare all'aria un'intera fabbrica, cambiarne radicalmente il modo di funzionare. Un investimento massiccio che inizierebbe a dare i suoi frutti solo in tempi molto lunghi. Costi enormi, difficili da giustificare. Un cambiamento tecnologico di questo tipo, inoltre, sconvolge tutti i flussi operativi con possibili conseguenze sulla qualità del prodotto finale. La nostra proposta è molto più semplice: lasciamo al loro posto gli strumenti che ci sono, non cambiamo il vecchio manometro o il contatore meccanico ad ago. Troviamo semplicemente il modo di gestirlo meglio, grazie all’elettronica.

Come è possibile?

Abbiamo proposte diverse. Nel caso dei classici strumenti con indice ad ago mobile, montiamo sull’indicatore meccanico una specie di “lettore ottico”. Un sistema elettronico che legge l’indicazione dello strumento, la trasforma in un dato digitale e la trasmette a una centrale di controllo, usando una rete wireless, senza fili. Non obblighiamo nessuno a buttare via ciò che è già installato in fabbrica. Non fermiamo la produzione per costosissimi e lunghissimi aggiornamenti delle apparecchiature. Facciamo la cosa più semplice del mondo. Mettiamo un occhio elettronico intelligente su ogni singolo strumentino da controllare: così aggiorniamo lo stabilimento, permettiamo il controllo remoto e automatizzato del processo, aumentiamo l’efficienza. Insomma, otteniamo esattamente l’obiettivo che ci eravamo prefissati, con dei cambiamenti minimi.

Quali sono i componenti base di questa soluzione?

Nulla di fantascientifico, e anche qui sta il bello. Le tecnologie di base sono piuttosto standard: sistemi per la lettura ottica, reti di trasmissione wireless. Nulla di eccessivamente complesso. Perché, me lo lasci dire ancora una volta, la tecnologia non è il fine, ma solo un mezzo. L’accoglienza da parte dei nostri clienti è entusiastica: loro hanno il problema di ammodernare gli impianti, devono farlo se vogliono rimanere competitivi, consumando meno energia, aumentando la produttività. Non possono però permettersi il lusso di sperimentare soluzioni troppo sofisticate, costose e magari non del tutto consolidate. Noi offriamo del reale valore aggiunto. Inoltre, i nostri prodotti ci permettono di realizzare un margine relativamente buono. Perché non offriamo solo tecnologia allo stato puro: piuttosto vendiamo un’idea brillante, implementata a regola d’arte.

A quali strumenti si adatta un approccio di questo tipo?

Tantissimi. Abbiamo iniziato con i contatori e i manometri, ma stiamo realizzando una gamma completa di “complementi elettronici” che rendono digitali e automatizzabili misure di perdita di pressione di vapore, di temperatura di processo. Il denominatore comune è sempre lo stesso: non obblighiamo nessuno a installare ragnatele di fili elettrici, a rompere sigilli, a modificare processi. Ci inseriamo in punta di piedi.

A chi avete proposto le vostre soluzioni?

Abbiamo clienti molto sofisticati, soprattutto negli Stati Uniti, ma ora anche in Europa e Asia. Produttori di semiconduttori, per esempio, che non possono fermare gli stabilimenti e hanno bisogno di monitorare con estrema precisione i processi. Società farmaceutiche che devono aggiornare le linee di produzione senza stravolgerne il funzionamento. Pensiamo noi a tutto, dall'installazione alla manutenzione, grazie a una rete molto efficiente. I nostri clienti ci dicono che il ritorno dell’investimento è rapidissimo, addirittura inferiore a un anno. Stiamo molto attenti al servizio, al marketing, alla gestione del rapporto con il cliente. Perché siamo, è vero, una società di alta tecnologia. Ma non è questo quello che conta. Siamo soprattutto un fornitore di soluzioni per l’industria: offriamo la possibilità di rilevare dati, gestire i processi manifatturieri. E per far questo sfruttiamo la tecnologia, ma senza esagerare. Ed è questo il segreto del successo. Avere un’idea brillante, implementarla con i mezzi adeguati: né troppi né troppo pochi. Perché solo così si garantisce il valore aggiunto al cliente e il giusto profitto al fornitore.

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