Rinnovabili in frenata nel 2025: cala la nuova capacità installata

rinnovabili Anie

Le rinnovabili in Italia segnano una battuta d’arresto nel 2025, interrompendo un ciclo di crescita durato quattro anni. Le nuove installazioni si fermano a 6,2 GW, in calo dell’8,2% rispetto al 2024. A incidere è soprattutto la frenata del fotovoltaico, che negli ultimi anni aveva trainato la transizione energetica nazionale.

Rinnovabili e fotovoltaico: un rallentamento inatteso

Il fotovoltaico resta il pilastro del sistema, con 5.621 MW di nuova potenza installata. Tuttavia, il dato segna una contrazione dell’8% su base annua. Solo l’accelerazione dell’ultimo trimestre, con oltre un terzo delle installazioni totali, ha evitato un bilancio ancora più negativo.

Al contrario, eolico e idroelettrico continuano a mostrare segnali di debolezza. L’eolico si ferma a 563 MW (-8%), mentre l’idroelettrico registra appena 22 MW (-22%). Numeri che appaiono limitati se confrontati con le potenzialità ancora inespresse, soprattutto in ambito offshore.

Qualche segnale positivo arriva invece dagli interventi sugli impianti esistenti. Le attività di repowering crescono del 16%, trainate in particolare dalle bioenergie, a conferma di un mercato che punta sempre più sull’ottimizzazione dell’esistente.

Il peso delle norme e degli iter autorizzativi

Il risultato del 2025 riflette scelte e dinamiche accumulate negli anni. Iter autorizzativi complessi, tempi lunghi di connessione e accesso agli incentivi continuano a rallentare lo sviluppo. A questo si aggiunge una stratificazione normativa che ha generato incertezza tra gli operatori.

Bonus, decreti e meccanismi di supporto si sono susseguiti senza una visione stabile. Il risultato è un contesto in cui gli investimenti faticano a concretizzarsi, nonostante il potenziale del settore resti elevato.

Secondo Andrea Cristini, presidente di Anie Rinnovabili, le fonti rinnovabili rappresentano oggi «la soluzione più sostenibile ed efficace» per contrastare il caro energia, aggravato anche dalle tensioni geopolitiche e dall’aumento del prezzo del gas. Tuttavia, senza stabilità normativa, il rischio è quello di frenare ulteriormente gli investimenti.

Produzione elettrica e mix energetico

Nel 2025 le rinnovabili coprono il 41,1% della domanda elettrica nazionale, in leggero calo rispetto al 42% del 2024. La produzione complessiva si attesta a circa 128 TWh su una richiesta totale di 311,3 TWh.

Il fotovoltaico cresce del 25,1% grazie alla nuova capacità installata, raggiungendo 44,3 TWh. In calo invece tutte le altre fonti: l’eolico (-3,3%), l’idroelettrico (-21,2%), penalizzato da condizioni meteo sfavorevoli, e il geotermico (-0,3%). Le bioenergie restano stabili.

Il dato evidenzia la necessità di un mix più equilibrato. La dipendenza da poche tecnologie espone infatti il sistema a variabili climatiche e produttive difficilmente prevedibili.

Obiettivi 2030 e sfide future

A fine 2025, la capacità complessiva installata da rinnovabili in Italia raggiunge 83,5 GW distribuiti su oltre 2,1 milioni di impianti. Ma il traguardo fissato dal PNIEC è molto più ambizioso: 131 GW entro il 2030, pari a un incremento del 57% in cinque anni.

Per centrare l’obiettivo sarà necessario accelerare. Servono iter più rapidi, strumenti di supporto chiari e una strategia industriale che favorisca anche lo sviluppo di tecnologie europee.

Il mercato, intanto, manda segnali contrastanti. Da un lato cresce l’interesse per accumuli e repowering. Dall’altro, le fonti fossili continuano a determinare il prezzo dell’energia per circa il 70% delle ore annue, mantenendo elevata la volatilità dei costi.

In questo scenario, il ruolo delle rinnovabili resta centrale. Ma senza un cambio di passo deciso, il rischio è che la transizione energetica perda slancio proprio nel momento più critico.

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