Poco confortante il futuro dei chip

Malcolm Penn, fondatore e Ceo di Future Horizons, ritiene che il 2017 possa definirsi un terzo anno di calo per l’industria globale dei semiconduttori. All’uditorio del seminario sulle previsioni autunnali legate all’industria, infatti, Penn ha dichiarato che il 2016 si trovava già orientato verso una perdita dell’1% e che l’instabilità politica ed economica, d’altra parte, avrebbe continuato a frenare la fiducia nei confronti del mercato e la conseguente ripresa. Per il quinto anno consecutivo, quindi, il mercato dei semiconduttori non sarebbe riuscito a risollevarsi: fatta eccezione per la ripresa dimostrata anno su anno nel 2010, dopo il crollo del 2009 successivo alla crisi di Lehman Brothers (avvenuta alla fine del 2008), il mercato dei chip sarebbe rimasto infatti sostanzialmente piatto. Tra il 2011 e il 2016 si starebbe sviluppando mediamente a un tasso annuo dell’1,7%, mentre l’industria sarebbe concentrata nelle mani di un numero relativamente ristretto di grandi produttori, che limiterebbero i loro investimenti in capacità produttiva, anche a fini speculativi. Sempre secondo le parole di Penn, i circuiti integrati appaiono onnipresenti nella società attuale e pertanto il mercato dei chip è legato a doppio filo con l’andamento generale dell’economia, che sembra essere andato alla deriva per svariati anni. Per il 2017, la stessa fonte prevede uno spread che dovrebbe attestarsi fra un 2,8% di crescita sul lato rialzista e un calo del 5% sul lato ribassista. Senza un’applicazione capace di sostituire il mercato poco brillante di Pc, tablet e smartphone, quindi, l’anno prossimo dovrebbe riconfermarsi simile ai precedenti, quindi non entusiasmante. Perché si avveri la previsione rialzista, servirebbe una spinta decisa all’economia globale; ma con le incertezze dovute alla Brexit in Europa, alla guerra in Medio Oriente e alla nuova presidenza degli Stati Uniti, questa ipotesi sembra difficilmente realizzabile, ha concluso Penn, aggiungendo infine che il persistente ottimismo verso l’anno a venire, regolarmente seguito da smentite al ribasso, si sta dimostrando monotono e inefficace.

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