L’Europa dell’Est traina la crescita della distribuzione

MERCATO DISTRIBUZIONE –

L’Europa dell’est guida la ripresa della distribuzione dei semiconduttori: Steinberger, presidente dell’associazione Dmass, prevede che il 2012 possa chiudere con risultati di fatturato simili a quelli dello scorso anno.

Come previsto, il mercato europeo dei semiconduttori difficilmente potrebbe tornare a toccare i livelli da record del primo trimestre del 2011: nonostante la Dmass (Distributors' and Manufacturers' Association of Semiconductor Specialists) abbia riportato il quarto più alto trimestre della propria storia, con vendite per 1,54 miliardi di euro, rispetto a quel periodo si infatti è registrato comunque un calo, pari al 15%. La notizia positiva, tuttavia, è che ci si sta riprendendo, come dimostra la crescita sequenziale del 14% ottenuta rispetto agli ultimi tre mesi dell'anno scorso, sicché Georg Steinberger, presidente dell'associazione, ha stimato che il 2012 potrebbe forse pareggiare complessivamente le vendite del 2011.
La situazione, d'altra parte, varia molto a seconda delle aree geografiche: a motivo dei processi di delocalizzazione della produzione, ancora in atto, l'Europa dell'est si è sviluppata totalmente del 6,6%, escludendo la Russia, e quest'ultima ha ottenuto comunque un +4,4%, mentre tutte le aree dell'Europa occidentale hanno subito, su base annua, una perdita attestatasi tra il 9,1% della Spagna e il 27,8% dell'Austria. La Germania ha infatti perduto il 18,6%, scendendo a 522 milioni di euro, mentre i mercati di Italia, Regno Unito e Francia sono calati rispettivamente del 24,9%, del 15,9% e del 12,1%, arrivando a valere 150, 122 e 115 milioni; le regioni del Nord, inclusi i Paesi baltici, hanno perso il 21,5%, scendendo a 150 milioni. Quanto ai prodotti, infine, gli unici ad aver manifestato una crescita annua sono stati i Led ad alta luminosità; tutti gli altri prodotti optoelettronici e le Dram, invece, hanno registrato un calo tra il -2,2% delle Mpu e il -27,8% degli accoppiatori; ricordando solo i principali gruppi di prodotto, si osserva infatti come gli analogici, i Mos Micro, i dispositivi logici programmabili e i dispositivi di potenza abbiano perso rispettivamente il 16,5%, il 17,8%, il 10,9% e il 19,5%, scendendo a 436, 319, 145 e 152 milioni di euro.

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