L’editoriale di Ottobre 2012

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La festa dell’innovazione italiana

Un appuntamento ormai consolidato e tradizionale, la serata di gala per l'innovazione organizzata da questa rivista. Lo scorso 27 settembre, presso il Museo della Scienza e della Tecnologia di Milano, si sono riuniti circa 150 protagonisti dell'elettronica made in Italy per premiare i prodotti microelettronici più innovativi dello scorso anno.  Questa volta c'è stata una novità. La serata è stata introdotta da Aldo Romano, che fino alla scorsa primavera è stato presidente e amministratore delegato per l'Italia di STMicroelectronics, società con cui ha lavorato per 47 anni. A Romano ho posto alcune domande. Si può fare innovazione, in Italia? E si può produrre alta tecnologia, nel Bel Paese? La risposta, pur con qualche piccolo distinguo, è stata decisamente positiva. Non solo si può, ma si deve fare innovazione. Ed esistono le condizioni per farlo, in Italia. Romano ha citato l'eccellenza della nostra accademia, la disponibilità di ragazzi svegli e pronti a rimboccarsi le maniche, l'esistenza di un bagaglio di know-how invidiabile e che fa la differenza, rispetto ai Paesi emergenti dell'estremo oriente. E si può, anzi si deve, fare produzione ad alta tecnologia, in Italia. Perché, secondo Romano, la produzione e la ricerca devono andare avanti mano nella mano per portare a risultati concreti, riproducibili, capaci di creare ricchezza industriale. Certo, in Italia non ha senso fabbricare tecnologie mature, dove la competizione si combatte solo continuando a diminuire i costi. Ha molto senso però che gli stabilimenti collaborino con i laboratori dove si studiano le soluzioni più avanzate, creando un'integrazione virtuosa che riduce i tempi di sviluppo e crea i presupposti per realizzare prodotti davvero concorrenziali e al top delle prestazioni. Sono stati citati alcuni esempi di successo. Pochi sapevano, per esempio, che la televisione digitale è nata grazie a un'idea tutta italiana. I primi chip per la decodifica Mpeg (mattoncino indispensabile per le trasmissioni digitali) vedono la luce in casa della STMicroelectronics ad Agrate e, quasi per caso, vengono presentati alla RCA negli ormai lontani anni 80. Nella sua chiacchierata, Romano ha fatto chiaramente intendere che l'Italia ha ancora delle chance per competere. Certo, bisogna rimboccarsi le maniche. Ed è un po' questo il senso della nostra serata di premiazione all'innovazione. Romano ha ricevuto, in quell'occasione, un più che meritato premio alla carriera. Ma poi sul palco sono stati presentate le soluzioni migliori e più avanzate: quelle scelte dai nostri lettori e da una giuria di esperti e destinate a dare una grossa mano alla capacità competitiva del mondo dell'elettronica. Anche di quella made in Italy. Perché no?

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