L’editoriale di Novembre 2010

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Cosa abbiamo imparato dalla crisi?

In questo mese di novembre apre i battenti, a Monaco di Baviera, Electronica 2010. Certamente la più importante manifestazione fieristica mondiale dedicata all'elettronica. Un appuntamento da non perdere, soprattutto quest'anno. Già, perché il 2010 segna l'uscita da una crisi profonda, lunga e strutturale. Quali lezioni abbiamo imparato dalla crisi? È il tema di una tavola rotonda che si terrà in occasione dell'apertura ufficiale di Electronica e a cui partecipano grossi calibri, personaggi come gli amministratori delegati di STMicrolectronics, Freescale, Infineon ed Nxp. Sono curioso di sentire cosa diranno. Perché la crisi non sembra avere insegnato molto al nostro settore. I produttori di chip hanno il fiato corto e si sono fatti cogliere assolutamente impreparati da un mercato che ha iniziato a correre molto più rapidamente e prima del previsto. E oggi si lamentano di non riuscire a soddisfare le esigenze del mercato, di non riuscire a produrre tutti i chip che potrebbero vendere (limitando, quindi, la ripresa). I governi continuano a parlare di innovazione come motore trainante dell'economia ma poi, al momento opportuno, si “dimenticano” di investire o non riescono a trovare fondi adeguati.

Tutto come prima quindi. O no? In effetti qualcosa è cambiato, anche in Europa. Si sono fatte strada alcune società o persone brillanti che sono riusciti a portare avanti applicazioni nuove, creando dal nulla mercati assolutamente imprevisti ma con un buon potenziale di crescita. La crisi ha aguzzato l'ingegno: non però di chi per sopravvivere ha saputo solo tagliare i costi, ridurre le spese e far girare al minimo le fabbriche. Piuttosto, invece, ha favorito alcune piccole realtà che si sono rimboccate le maniche e hanno sperimentato cose nuove, o grandi società che hanno saputo agire con spirito imprenditoriale e senza guardare solo ai risultati economici di breve periodo.

Anche in Italia esistono poli di eccellenza e di creatività di questo tipo. Penso, per esempio, alle innumerevoli iniziative nate attorno alla Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa. Lì c'è un centro di primissimo ordine sulla robotica. Lì si sta studiando come la microelettronica possa interagire con la medicina avanzata per migliorare il nostro livello di qualità della vita. Oppure penso alla creatività che ha fatto nascere, ai piedi dell'Etna, iNemo: una piattaforma che integra una  combinazione di sensori Mems e un microcontrollore, oltre ad algoritmi avanzati. Sviluppata a Catania nei laboratori applicativi della ST, serve per misurare fino a dieci grandezze fisiche contemporaneamente e rappresenta il sistema sensoriale evoluto dei robot più sofisticati.

Insomma, la crisi ha insegnato che chi si ferma è perduto. Chi sa indovinare la direzione giusta e si muove per tempo, invece, può avere successo. Ed è proprio con questo spirito che si deve visitare Electronica, quest'anno. Per farsi venire l'idea giusta, per scovare l'applicazione nuova che permetterà di uscire indenni dalla prossima crisi (forse già nel 2012?).

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