L’editoriale di Dicembre 2011

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Alla ribalta i primi chip per l’energy harvesting

La nuova frontiera del risparmio energetico? Va sotto il nome di “energy harvesting” cioè la capacità di catturare l'energia già presente e dispersa nell'ambiente. Si tratta di sfruttare il calore, l'energia cinetica proveniente dal movimento, le innumerevoli sorgenti RF che ci circondano. Insomma raccogliere ciò che già esiste intorno a noi. È questo il significato letterale del verbo harvest: mietere, raccogliere. Utilizzarlo per generare la corrente e la tensione necessarie per alimentare piccoli sistemi elettronici. Evitare gli sprechi. I vantaggi sono enormi. Non si genera CO2, non si inquina. Soprattutto si possono ideare applicazioni che durano all'infinito senza assistenza, senza che sia necessario sostituire o ricaricare la batteria.
Le applicazioni sono evidentemente moltissime. Che bello se non si dovessero mai cambiare le batterie di dispositivi medici impiantabili come i pace-maker! E come sarebbe più semplice il monitoraggio degli edifici se i sensori potessero essere “annegati” nel cemento armato per sempre, capaci di autoalimentarsi! Finora l'energy harvesting era sempre stato poco più che una curiosità da laboratorio. Una promettente tecnologia futuribile e futuristica. Oggi fanno capolino sul mercato i primi prodotti. Per esempio, una nuova memoria EEPROM da 16 Kbit. Oltre a disporre di una interfaccia convenzionale, ne ha anche una a radiofrequenza che non serve solo a ricevere e trasmettere dati wireless. Può anche catturare l'energia RF generata dalle infinite apparecchiature RFID che si trovano ovunque. La nostra memorietta, avvicinata a un lettore RFID (come quelli usati nei supermercati) utilizza le onde radio disperse nell'ambiente per generare corrente e tensione che, tramite un piedino ad hoc, vengono rese disponibili per alimentare apparecchiature di vario tipo. Certo, le potenze in gioco sono ridotte. Ma è già un importante primo passo avanti. Un prodottino interessante: il capostipite di una serie (speriamo lunga) di dispositivi da tenere sott'occhio perché possono aprire la strada ad applicazioni nuove e innovative.
Il risparmio energetico è uno dei principali crucci del nostro mondo, ed è una molla formidabile per l'innovazione. Quale miglior risparmio che utilizzare in modo efficiente l'energia altrimenti sprecata? Un suggerimento ai progettisti: date una seria occhiata alle opportunità di sfruttare le tecniche di energy harvesting per le vostre applicazioni. Certo, è ancora un po' presto ma qualche dispositivo interessante comincia a essere in commercio.

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