Le aziende fabless di circuiti integrati dominano il mercato

AZIENDE –

Le aziende statunitensi ricoprono le prime posizioni nelle classifiche di fornitori fabless di circuiti integrati.

Nella classifica dei fornitori fabless di circuiti integrati, 8 fra i primi 10 posti, e 12 fra i primi 25 sono occupati da aziende statunitensi. Insieme, poi, i primi 25 hanno contribuito per l'80% ai 64,9 miliardi di dollari ricavati l'anno scorso dalle vendite di Ic da parte di aziende fabless, guadagnando 4 punti percentuali rispetto al 2010. Come si nota dalle informazioni pubblicate da IC Insights, il 2010 è stato infatti il primo anno in cui il tasso di sviluppo delle vendite totali delle aziende fabless di Ic, pari al 27%, non ha superato quello del mercato complessivo dei circuiti integrati, pari invece al 33%; ma i fornitori fabless si sono rifatti nel 2011, quando il loro fatturato è aumentato del 4%, a fronte di una crescita del solo 1% per il mercato totale degli Ic. Più in generale, poi, 15 delle top 25 aziende fabless hanno anche oltrepassato la soglia del 4% di crescita, tanto che otto di esse hanno registrato uno sviluppo a due cifre.

Tra tutte, la migliore dell'anno è stata la cinese Spreadtrum, fornitrice di processori a banda base e trasmettitori-ricevitori di tipologia Cmos Rf altamente integrati per applicazioni wireless, che ha destinato oltre il 90% delle proprie vendite al mercato cinese e che, nella classifica delle aziende fabless di Ic, è salita dalla sessantasettesima posizione detenuta nel 2009 alla diciassettesima nel 2011, con un salto impressionante. Non promette, invece, la situazione di ST-Ericsson, come Spreadtrum coinvolta nell'ambito dei cellulari, che a differenza di questa ha assistito invece nel 2011 a un ulteriore calo di vendite, pari al 28%, dopo la perdita del 9% già subita nel 2010. Complessivamente, poi, le 8 aziende fabless che, fra le prime 25, hanno ottenuto uno sviluppo a due cifre hanno insieme riportato vendite per 20,1 miliardi di dollari, il 29% in più rispetto ai 15,6 miliardi del 2010; queste otto, infatti, hanno aumentato le proprie vendite di 4,5 miliardi, mentre nel 2010 le avevano aumentate di soli 2,4 miliardi.

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