La microelettronica torna a crescere

Il mercato italiano della microelettronica torna a crescere e lo fa con numeri importanti: +24% nel primo semestre 2010 - nel confronto con il medesimo periodo dell'anno precedente - per un valore di fatturato di circa 540 milioni di euro. All'interno del dato nazionale totale il canale della distribuzione, che incide per oltre il 70%, ha riportato la crescita più sostenuta con una variazione del 40%. Decisamente più contenute le variazioni nella componente legata ai clienti diretti, che peraltro aveva sofferto meno nel 2009. Il rapporto tra ordinato e fatturato rimane sempre molto alto, circa 1,2 per la distribuzione e 1,92 per gli Oem. Per quanto riguarda i settori finali i clienti industriali coprono oltre il 60% dello share nazionale, mentre il secondo mercato di riferimento resta l'automotive con il 19%. Nei primi sei mesi del 2010 il settore industriale recupera oltre il 30% sul 2009 e anche l'auto si comporta bene con un +17%.

Il quadro emerge dalla rilevazione di mercato presentata il 20 luglio 2010 presso la Sala Assemblee di Intesa Sanpaolo a Milano dall'Associazione Nazionale Componenti Elettronici aderente ad ANIE (Federazione Nazionale Imprese Elettrotecniche ed Elettroniche) e da Assodel (Associazione Nazionale della Distribuzione Elettronica).

“Negli anni l'Italia ha perso alcuni importanti settori industriali clienti dell'industria dei componenti elettronici, malgrado ciò esistono ancora forti aree di domanda in comparti come l'automotive, l'automazione industriale e gli elettrodomestici - ha detto Pierluigi Biondi, Presidente Associazione Nazionale Componenti Elettronici-ANIE. Per queste ragioni innanzitutto, superata la crisi, dobbiamo essere uniti nel cercare di stimolare questi settori, affinché possano ripartire mantenendo la produzione nel nostro Paese e continuando ad alimentare la domanda interna.”
“La situazione resta delicata
- ha aggiunto Silvio Baronchelli, Direttore Assodel - in quanto l'esplosione della domanda di componenti ha un contrappeso nella saturazione della capacità produttiva che causa shortage e allungamenti esponenziali dei tempi di consegna. Uno scenario che accompagna i profondi cambiamenti che da qualche tempo avvengono all'interno della supply chain nei ruoli e nelle caratteristiche dei suoi componenti”.

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