Il rapporto USTR atteso nelle prossime ore può attivare la Fase 2 della Section 232 e modificare le aliquote sui chip importati da Taiwan, Corea del Sud e Giappone. Dall'entrata in vigore del Proclama 11002 a gennaio alla sentenza della Corte Suprema, il quadro tariffario è già cambiato tre volte in tre mesi. Per la filiera elettronica italiana, orientarsi non è più un esercizio teorico.
Il dazio Section 232: cos’è e cosa colpisce davvero
Dal 15 gennaio 2026, l’importazione negli Stati Uniti di semiconduttori ad alte prestazioni ha subito un aumento strutturale dei costi. Con il Proclama 11002, emanato il 14 gennaio 2026 ai sensi della Section 232 del Trade Expansion Act del 1962, l’amministrazione statunitense ha imposto un dazio addizionale del 25% su una categoria mirata di semiconduttori logici avanzati, sulle apparecchiature per la loro produzione e sui prodotti derivati. La base giuridica è la sicurezza nazionale, invocata a seguito di un’indagine del Dipartimento del Commercio che ha evidenziato la vulnerabilità della filiera americana rispetto alla concentrazione produttiva in Asia orientale.
A differenza di interventi passati, la misura è chirurgica: il testo del proclama cita esplicitamente, nell’annex tecnico, i chip della serie NVIDIA H200 e le AMD Instinct MI325X come prodotti in scope, definiti attraverso parametri tecnici precisi relativi alla densità di interconnessione e alla banda HBM. Non si tratta di un dazio generalizzato sulla componentistica elettronica, ma di una misura che punta al cuore dell’infrastruttura AI, cioè quei processori ad alta larghezza di banda di memoria che alimentano i datacenter di addestramento e inferenza su scala globale.
Le esenzioni esistono, ma sono vincolate all’uso finale certificato. Sono esclusi dal dazio i chip destinati a datacenter statunitensi con carichi superiori a 100 MW, le attività di ricerca e sviluppo condotte negli USA, le startup, le riparazioni, le applicazioni consumer non legate ai datacenter — come gaming, PC, visualizzazione professionale e automotive — nonché le applicazioni industriali civili e il settore pubblico. Chi importa deve documentare la destinazione d’uso e classificare correttamente la merce secondo i codici HTSUS aggiornati. Per ogni 100.000 dollari di valore doganale di chip in scope non esenti, il costo aggiuntivo è di 25.000 dollari; il drawback doganale non è applicabile ai dazi raccolti in base a questo proclama.
Il caos giuridico: dalla Corte Suprema alla Section 122
Il quadro è stato scosso il 20 febbraio 2026, quando la Corte Suprema degli Stati Uniti, nel caso Learning Resources, Inc. v. Trump, ha stabilito che l’uso dell’IEEPA per imporre dazi commerciali è incostituzionale in assenza di un nesso razionale con un’emergenza specifica. Il governo federale dovrà restituire circa 166 miliardi di dollari prelevati da oltre 330.000 imprese.
In risposta immediata, la Casa Bianca ha attivato la Section 122 del Trade Act del 1974, imponendo una surcharge universale del 10% in vigore dal 24 febbraio 2026. Il 22 febbraio la surcharge è stata annunciata al 15% — il massimo consentito dalla norma — con effetto per 150 giorni, fino al 24 luglio 2026. Al 25 marzo 2026, tuttavia, l’implementazione formale dell’aliquota al 15% da parte di CBP (la U.S. Customs and Border Protection, ovvero l'Agenzia delle Dogane e della Protezione delle Frontiere degli Stati Uniti) non risultava ancora completata, a causa di problemi di compatibilità con alcuni accordi bilaterali già in vigore. È fondamentale notare che i dazi Section 232 sui semiconduttori rimangono indipendenti e pienamente in vigore: i prodotti già soggetti al 25% Section 232 sono esclusi dalla surcharge Section 122, con i due regimi che non si sommano sullo stesso prodotto.
La frattura con la Cina e il modello Taiwan
Il commercio con Pechino, intanto, ha raggiunto il punto di rottura. Le tariffe reciproche si attestano al 145% lato USA e al 125% lato cinese (ne abbiamo già parlato in un recente articolo), configurando una frattura commerciale pressoché totale che esclude la Cina da qualunque accordo bilaterale.
Taiwan ha invece percorso una strada diversa. Secondo quanto riportato dal Financial Times, la Casa Bianca ha raggiunto un accordo commerciale con l’isola che riduce i dazi sulle importazioni dal 20% al 15%, condizionato a un impegno delle aziende taiwanesi a investire 250 miliardi di dollari nell’industria americana dei semiconduttori. Le società che costruiranno nuovi impianti negli USA potranno importare chip avanzati esenti da dazi Section 232 in quantità pari a 2,5 volte la capacità produttiva pianificata durante il periodo di costruzione; per gli impianti già operativi, il coefficiente scende a 1,5 volte. È un modello di esenzione condizionata al reshoring che potrebbe diventare il modello ideale per accordi analoghi con Corea del Sud e Giappone.
Scadenze urgenti: il rapporto del 14 aprile e la scadenza di luglio
Per i responsabili del procurement, due date concentrano l’attenzione nelle prossime settimane. Il 14 aprile 2026, l’USTR e il Segretario al Commercio presenteranno al Presidente un rapporto sull’esito delle trattative bilaterali in corso: questo documento potrebbe attivare la Fase 2 dell’azione tariffaria Section 232, con possibili variazioni delle aliquote per le importazioni da Taiwan, Corea del Sud e Giappone. Il successivo appuntamento è il 1° luglio 2026, entro cui il Dipartimento del Commercio dovrà aggiornare il Presidente sul mercato dei chip per datacenter, con possibili modifiche al regime tariffario in vigore.
Impatto per l’industria elettronica italiana
Per l’industria elettronica italiana, che nel primo semestre 2025 aveva aumentato l’export verso gli USA del 12%, pianificare i costi è diventato un esercizio di difficile prevedibilità: i dazi al 25% sui semiconduttori AI restano, mentre le nuove tariffe Section 122 aggiungono un ulteriore strato di incertezza per i prodotti finiti. I dazi diretti sui chip avanzati si sommano agli effetti a cascata sulla componentistica passiva: Panasonic ha già annunciato rincari sui condensatori POSCAP con effetto dal 1° febbraio 2026, mentre le MLCC ad alta temperatura per il decoupling delle GPU AI segnano incrementi del 45% anno su anno.
La pressione non riguarda solo il costo di approvvigionamento, ma anche la classificazione doganale dei prodotti finiti che incorporano chip in scope, la gestione dei contratti di fornitura in fase di rinnovo e la verifica dell’uso finale per accedere alle esenzioni. In un contesto in cui le regole cambiano con cadenza ravvicinata e due scadenze critiche si addensano entro luglio, la capacità di monitorare l’evoluzione normativa in tempo reale si conferma come competenza operativa imprescindibile per procurement manager e responsabili R&D.
APPROFONDISCI
I dazi Section 232 non nascono nel vuoto: sono la risposta politica di Washington a vulnerabilità strutturali della supply chain che il conflitto nel Golfo ha reso improvvisamente visibili. Per capire cosa protegge — e cosa non può proteggere — questa architettura tariffaria, vale la pena leggere gli approfondimenti che abbiamo dedicato alle materie prime critiche nelle ultime settimane.
Hormuz: la stretta sul silicio è il punto di partenza: spiega perché trentatré chilometri di stretto condizionano la produzione di chip avanzati a Taiwan, Corea del Sud e in Europa — gli stessi paesi al centro delle trattative tariffarie di domani.
La dipendenza dell'industria dei semiconduttori dall'elio — il gas criogenico indispensabile nei sistemi di litografia EUV — è al centro di Guerra del Golfo, l'elio e il nodo criogenico: una vulnerabilità che nessuna tariffa Section 232 può compensare nel breve periodo.
Guerra del Golfo, crisi dello zolfo racconta invece come il blocco di Hormuz abbia interrotto i flussi di zolfo e SF6 verso le fonderie asiatiche — reagenti di processo che entrano direttamente nella fabbricazione dei wafer di silicio.
Infine, TSMC: record a marzo. La crisi Hormuz non si vede ancora nei numeri è l'ultimo tassello: il primo rendiconto mensile interamente prodotto durante la crisi. Il 16 aprile TSMC pubblica i risultati completi del Q1 — sarà allora che l'impatto reale sui costi si materializzerà nei margini.



