Efficienza energetica ed eco-design

AMBIENTE –

Occuparsi di efficienza energetica significa porre la questione di come realizzare un’economia a basso consumo energetico, più sicura, più competitiva e più sostenibile.

Occuparsi di efficienza energetica significa porre la questione di come realizzare un'economia a basso consumo energetico, più sicura, più competitiva e più sostenibile. Proprio per questo motivo è necessario fare il punto sullo stato attuale degli studi effettuati e delle normative derivanti dalla direttiva EuP e dalla nuova direttiva ErP ampliata. La direttiva EuP (Eco-Design of Energy using Products, ossia "progettazione eco-compatibile di prodotti che consumano energia") (2005/32/EC) è entrata in vigore nell'Unione Europea (EU) l'11 agosto del 2005 ed è stata trasposta dagli stati membri in legge nazionale l'11 agosto del 2007. Il Parlamento Europeo ha accettato la proposta della Commissione Europea per un'estensione della direttiva al fine di includere tutti i prodotti connessi all'energia (ErP, Energy related Products). Questa nuova direttiva, 2009/125/EC ha sostituito la 2005/32/EC a novembre del 2009. La direttiva stessa costituisce un quadro normativo che intende definire il contesto legale delle cosiddette "misure di implementazione" e non impone alcun obbligo sull'industria. Tuttavia, nuove misure, sviluppate per uno specifico gruppo di prodotti, arriveranno sotto forma di normative europee influendo su una vasta gamma di prodotti (le prime misure sono entrate in vigore a gennaio del 2009 e attualmente rientrano nella direttiva oltre dieci gruppi di prodotti). Come conseguenza di ciò, la direttiva basata su un approccio di "eco-design" sta avendo un impatto significativo sulla fase di progettazione di tantissimi prodotti.

Obiettivi e ambito
Gli obblighi che derivano da questa direttiva pongono una maggiore attenzione sulla fase di progettazione dei prodotti, poiché questo è un passaggio determinante nella scelta dei materiali da utilizzare per creare un prodotto. La direttiva non si riferisce ai mezzi di trasporto (aeroplani, autoveicoli ecc.), ma a parte ciò l'ambito di applicazione era deliberatamente molto vasto e interessava i prodotti che in uso dipendono, generano, trasformano o misurano l'energia (qualsiasi tipo di energia: elettricità, combustibili fossili o fonti rinnovabili): boiler, computer, televisori, ventole industriali, lampadine e così via. L'ottimizzazione della progettazione dei prodotti consentirebbe un risparmio significativo, sia a livello energetico sia a livello di risorse utilizzate. L'estensione dell'ambito di applicazione ai prodotti connessi all'energia a novembre del 2009 ha permesso finalmente di regolamentare questi prodotti.

Come nascono le misure di implementazione?
Prima di attuare una misura di implementazione relativamente a un particolare settore di prodotti (ad esempio i boiler), è necessario prendere in considerazione particolari criteri e determinare se sussistono effettivamente dei vantaggi e la necessità di adottare l'eventuale misura di implementazione. Un settore di prodotti deve rappresentare un volume significativo di vendite e commercio: indicativamente più di 200.000 unità all'anno nell'UE; deve avere un impatto ambientale significativo; deve possedere un ottimo potenziale di miglioramento.
Inoltre, le misure di implementazione non devono avere un "impatto particolarmente negativo" su prezzi e prestazioni dei prodotti, oppure sulla competitività dell'industria nell'Unione Europea. Dopo aver preso in considerazione tutti gli elementi appena menzionati, la Commissione Europea (CE) potrebbe anche decidere di non introdurre alcuna misura di implementazione. Ciò potrebbe verificarsi nel caso in cui la CE creda che il settore stia già effettuando dei buoni progressi a livello ambientale, grazie ad autoregolamentazione e obiettivi autonomi atti a ridurre il consumo di energia

Quali obblighi derivano dalle misure di implementazione?
Una normativa tipica che deriva dalla direttiva Eco-design comprende tre elementi.
1) Requisiti specifici: obiettivi numerici che devono essere soddisfatti prima che il prodotto possa essere immesso sul mercato. Obiettivi comuni: il consumo massimo di energia in fase di scarico o l'efficienza minima in fase di carico. Questi obiettivi generalmente diventano più complessi con il tempo e spesso sono legati al requisito che richiede di etichettare i prodotti della direttiva Energy Labelling permettendo ai consumatori di prendere una decisione informata.
2) Requisiti generici: requisiti non quantitativi, quale la divulgazione all'utente finale di informazioni sui parametri rilevanti delle prestazioni ambientali dei prodotti (ad es. rumore, classificazione ecc.)
3) Valutazione di conformità: requisito che comporta la valutazione di conformità dei prodotti in base ai criteri stabiliti, in modo formale e apposizione del marchio CE.
In pratica, un accordo volontario includerebbe i primi due elementi appena menzionati e i produttori, generalmente, dovrebbero fornire una prova di conformità a una terza parte indipendente, al fine di dimostrare alla Commissione che lo schema sia efficace.

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