Pechino media tra Iran e Houthi per proteggere le rotte del Mar Rosso
Il 17 settembre Reuters ha rivelato che la Cina ha chiesto privatamente a Teheran di contenere gli Houthi dopo un appello dell'Arabia Saudita, in seguito all'avanzata del gruppo sciita lungo la costa del Mar Rosso e attorno allo stretto di Bab el-Mandeb. Riad si è rivolta a Pechino temendo per la sicurezza delle proprie esportazioni petrolifere e delle rotte commerciali; la Cina, pur mantenendo pubblicamente un linguaggio improntato alla moderazione, ha fatto pressione su Teheran senza tuttavia minacciare ritorsioni economiche esplicite. La Cina resta il principale acquirente del greggio iraniano, con oltre l'80% delle esportazioni marittime di Teheran nel 2025, una leva che gli osservatori indicano come l'unica realmente in grado di incidere sul comportamento degli Houthi.
L'episodio si innesta direttamente sull'asse Hormuz-Mar Rosso già al centro del cluster: alla chiusura pressoché totale dello stretto di Hormuz durante il conflitto in corso si affianca ora un secondo fronte, quello del Bab el-Mandeb, che espone ulteriormente le rotte marittime su cui transitano anche i flussi di componentistica elettronica tra Asia, Golfo ed Europa.
Il vertice Xi-Trump: delegazione, terre rare e tregua tariffaria sul tavolo
Washington e Pechino stanno definendo la delegazione di imprenditori cinesi che accompagnerà Xi Jinping nella visita di Stato del 23-24 settembre, la prima alla Casa Bianca in un decennio per il presidente cinese. Secondo fonti citate da Reuters, tra i nomi in discussione figurano dirigenti di BYD, CATL e Xiaomi, aziende già inserite in liste di controllo del Pentagono per presunti legami con l'apparato militare cinese. Gli obiettivi statunitensi per il vertice includono un accordo su un Board of Trade bilaterale, l'ottenimento di nuove licenze all'export di terre rare per le aziende americane e la proroga della tregua tariffaria raggiunta lo scorso ottobre in Corea del Sud; le aspettative sul risultato concreto restano comunque contenute.
La Casa Bianca ha reso pubblico il 18 settembre l'itinerario ufficiale della visita, secondo cui Xi Jinping e la moglie Peng Liyuan atterreranno alla Joint Base Andrews, alle porte di Washington, in apertura di un programma che prevede sessioni bilaterali con Donald Trump (Bloomberg). Sul tavolo, insieme ai dossier su Taiwan e sui dazi, restano i controlli all'export di chip avanzati e il nodo dei materiali critici, entrambi centrali per la filiera dei semiconduttori. Resta sullo sfondo la vicenda, riportata sempre da Reuters agli inizi di settembre, dei fornitori cinesi che continuano a trattenere spedizioni di ittrio, fosfuro di indio e tungsteno verso clienti statunitensi anche in presenza di licenze già approvate: un nodo che Washington intende sollevare direttamente nel colloquio del 24.
Memoria, corsa alla produzione su suolo americano: SK Hynix tratta con Intel, Solidigm valuta l'upstate New York
Sul fronte industriale, la notizia più rilevante della settimana riguarda la memoria. Reuters ha riportato che SK Hynix è in trattative con Intel per produrre per la prima volta memorie su suolo statunitense, con due ipotesi allo studio: l'affitto di spazio nello stabilimento Intel in Ohio, il cui avvio è stato più volte rinviato, oppure una joint venture che potrebbe coinvolgere anche grandi società cloud interessate a garantirsi forniture future. Nessun accordo è stato ancora finalizzato e SK Hynix ha precisato di non aver definito intese con controparti specifiche.
Parallelamente, secondo TipRanks, Solidigm, controllata statunitense di SK Hynix nata dall'acquisizione della divisione NAND di Intel, starebbe valutando la costruzione di un nuovo stabilimento NAND negli Stati Uniti, con l'area di Upstate New York tra le sedi candidate. L'operazione ridurrebbe la dipendenza di Solidigm dall'impianto di Dalian, in Cina, e limiterebbe l'esposizione a eventuali restrizioni USA sull'export di apparecchiature di produzione verso la Cina. Il mercato della memoria resta fortemente concentrato: Samsung, SK Hynix e Micron rappresentano insieme circa l'88% dei ricavi mondiali da DRAM nel secondo trimestre 2026, con SK Hynix leader nell'HBM al 50% di quota.
CXMT accelera: dal DRAM di quinta generazione all'ingresso nel NAND
Il produttore cinese ChangXin Memory Technologies (CXMT) ha comunicato di aver raggiunto la produzione di massa di DRAM di quinta generazione, con un fatturato del primo semestre 2026 salito dell'873,64% su base annua a 150,31 miliardi di yuan (22,4 miliardi di dollari), intensificando la concorrenza diretta con Samsung, SK Hynix e Micron. Lo riporta Benzinga, precisando che la quota di CXMT sui ricavi mondiali da DRAM è salita al 9,5% nel secondo trimestre, dal 7,6% del trimestre precedente.
Il produttore cinese starebbe inoltre preparando l'ingresso nel segmento NAND: secondo Reuters, CXMT ha avviato una linea di ricerca e sviluppo dedicata in un nuovo stabilimento di Pechino e ha già discusso il progetto con potenziali clienti, tra cui una startup di intelligenza artificiale. Non è ancora chiaro quando la linea entrerà in funzione né se l'azienda intenda passare alla produzione commerciale su larga scala; resta il fatto che un secondo grande fornitore domestico cinese, accanto a YMTC, aumenterebbe la pressione competitiva su Micron, SanDisk e sulla stessa SK Hynix attraverso Solidigm, in un mercato NAND in cui la domanda resta tesa e TrendForce non prevede un allentamento dell'offerta prima della seconda metà del 2027.
Agenda
23 settembre: arrivo di Xi Jinping alla Joint Base Andrews, apertura della visita di Stato a Washington. 24 settembre: incontro alla Casa Bianca tra Xi Jinping e Donald Trump, con i controlli all'export di chip avanzati e le licenze sulle terre rare tra i temi al centro del colloquio. 30 settembre: pubblicazione dei risultati del quarto trimestre fiscale di Micron, primo test di mercato dopo le notizie su SK Hynix, Solidigm e CXMT.



