In un quadro di crescita debole per l’industria manifatturiera italiana, i settori dell’Elettrotecnica e dell’Elettronica rappresentati da ANIE Confindustria confermano una dinamica in controtendenza, consolidando il proprio ruolo strategico all’interno dell’economia industriale italiana.
Un’industria in ritardo, ma non i settori ANIE
Nel 2025 il manifatturiero nazionale ha registrato una flessione dei volumi di produzione pari allo 0,5%, in linea con un contesto di domanda interna cauta e con incertezze sui mercati esteri. In questo panorama, i comparti Elettrotecnica ed Elettronica si distinguono con una crescita complessiva dell’1,8% nei volumi di produzione industriale e dell’1,9% nel fatturato, risultati che li collocano ben oltre la media del sistema industriale. All’interno di questa dinamica, l’Elettrotecnica cresce del 1,5%, mentre l’Elettronica registra un avanzamento più marcato, pari al 2,7%, a sottolineare come la componente fortemente tecnologica sia tra i principali motori di espansione.
Il ruolo delle transizioni energetica e digitale
La nota congiunturale trimestrale elaborata dal Centro Studi di ANIE evidenzia che la crescita dei settori rappresentati dalla Federazione è sostenuta in larga misura dalla domanda di tecnologie legate alle transizioni energetica e digitale. A trainare l’andamento complessivo è soprattutto il mercato interno, che nel 2025 ha mostrato un incremento dell’ordine del 3,1%, con un forte ricorso a soluzioni per la gestione dell’energia, l’automazione industriale, l’efficienza nei sistemi di potenza e l’integrazione digitale negli edifici e nelle infrastrutture. Questo significa, sul piano concreto, un’attività progettuale più intensa sui sistemi di power conversion, controllo motore, automazione di processo, domotica e sicurezza, con implicazioni dirette per architetti elettronici, progettisti hardware e team R&D impegnati su temi quali EMC, dissipazione termica e affidabilità di lungo periodo.
I primi mesi del 2026: segnali di continuità
Se il 2025 è stato l’anno in cui ANIE ha tenuto il passo rispetto a un contesto di mercato debole, i primi mesi del 2026 confermano una traiettoria positiva, con la produzione industriale dei settori ANIE in crescita del 2,4% su base annua. Un dato che, pur non indicando una “ripresa esplosiva”, segnala una domanda strutturale piuttosto stabile per componenti e sistemi elettronici e elettrotecnici, in particolare laddove la tecnologia sia abilitante per efficienza energetica, sicurezza, automazione e Industria 4.0/5.0. Per i progettisti, ciò si traduce in un ambiente che premia standard consolidati – come quelli legati alle reti di energia, alla sicurezza elettrica, alla comunicazione industriale e alla gestione dei dati – ma che richiede anche una maggiore attenzione alla catena del valore, alla resilienza della supply chain e alla gestione dei costi a fronte di pressioni sui prezzi e su logistica e materiali.
Implicazioni per il design e la supply chain
Dal punto di vista progettistico, il mantenimento di una dinamica positiva in un contesto di debolezza generale suggerisce che molte delle scelte di investimento industriali continuano a passare per sistemi elettronici e componenti elettrotecnici, con un’enfasi crescente su densità di potenza, efficienza termica e compatibilità con scenari di produzione automatizzata e connessa. Questo comporta un interesse rinnovato per soluzioni integrate, moduli di potenza, driver e controllori in grado di ridurre complessità di layout PCB, contenere i tempi di messa in servizio e limitare la superficie complessiva di impianti e macchinari. Sul fronte organizzativo, la maggiore dipendenza dalle tecnologie a supporto delle transizioni energetica e digitale impone un’attenzione costante alle fonti di fornitura, agli standard di sicurezza e certificazione e alla gestione del rischio geopolitico, elementi che incidono direttamente sulla scelta di componenti, architetture di sistema e localizzazione delle attività di assemblaggio.
Cosa resta sul tavolo per i protagonisti tecnologici
“Il quadro che emerge dalla nostra analisi – dichiara Renato Martire, Vice Presidente ANIE con delega al Servizio Studi – restituisce l’immagine di un sistema industriale che, pur operando in un contesto caratterizzato da forti discontinuità, continua a mostrare solidità e capacità di adattamento. I settori ANIE hanno chiuso il 2025 con risultati positivi e i primi mesi del 2026 confermano questa traiettoria, con una crescita della produzione industriale del 2,4% su base annua. Si tratta di un segnale importante, che conferma il ruolo sempre più strategico delle tecnologie legate alle transizioni nel sostenere la domanda industriale e orientare gli investimenti. Allo stesso tempo – conclude Martire – l’incremento dei costi e le persistenti tensioni lungo le filiere globali rendono necessario rafforzare le politiche industriali, sostenendo gli investimenti in innovazione e creando condizioni più favorevoli alla crescita e alla capacità di competere.”



