Repubblica Ceca: la Silicon Valley d’Europa

MERCATI –

Un’ottima posizione logistica al centro dell’Europa, una forza lavoro competente e a basso costo, una lunga tradizione nell’industria elettronica hanno creato un ambiente particolarmente favorevole agli investimenti stranieri.


L'innovazione non è certo nuova alla Repubblica Ceca. Università e imprenditori locali hanno per lungo tempo avuto successo in ambito hi-tech. Quello che è nuovo è che la Repubblica Ceca è oggi riconosciuta come centro profittevole di innovazione tecnologica, come area di riferimento per lo sviluppo tecnologico e come luogo particolarmente favorevole per gli investimenti stranieri.
Lo hanno spiegato Martin Říman, Ministro dell'industria e del commercio del governo della Repubblica Ceca, e Alexandra Rudyöarová, Direttore di CzechInvest, l'agenzia locale dedicata al supporto degli investimenti esteri, nello speach di apertura del convegno dedicato alle tendenze della progettazione elettronica, organizzato da Future Horizons alla fine dello scorso anno a Praga. Entrambi hanno voluto sottolineare l'importante ruolo svolto oggi dall'elettronica all'interno della Repubblica Ceca, presentando il Paese come luogo ideale per l'industria microelettronica, grazie ad un mix unico fatto di una forza lavoro a basso costo e tecnicamente preparata, di programmi e di incentivi a favore degli investimenti, e soprattutto di una lunga e consolidata tradizione nel settore delle tecnologie elettroniche.

Una lunga tradizione nell'elettronica

Il settore elettronico nella Repubblica Ceca è basato sulla lunga tradizione e sulle estese competenze degli occupati. La prime produzioni di prodotti elettronici nell'attuale Repubblica Ceca, e in precedenza in Cecoslovacchia, risalgono infatti all'inizio del ventesimo secolo. Società locali come il gruppo Tesla, incominciarono a sviluppare e a produrre una vasta gamma di prodotti elettronici, che spaziavano dai motori elettrici all'elettronica di consumo, fino ai semiconduttori, ben prima dell'arrivo degli investitori stranieri, avvenuto solo verso la fine del millennio. La tradizione nazionale del settore, insieme ad un elevato livello di educazione e alla locazione strategica hanno poi permesso di attrarre numerosi investitori stranieri nel settore elettronico.
La competitività del Paese, la convenienza ad investire sul territorio, il favorevole clima del business, sono stati confermati dalle analisi di società di ricerca come Ernst & Young che, in una recente indagine, ha posizionato la Repubblica Ceca al settimo posto tra i Paesi che a livello mondiale risultano più interessanti in termini di capacità di attrarre investimenti.

Gli investimenti nell'hi-tech

Negli ultimi anni la Repubblica Ceca ha infatti dato il benvenuto a numerosi investitori in diversi settori dell'industria elettronica. Il settore consumer, ad esempio, è cresciuto rapidamente in seguito al boom degli investimenti nei display piatti, che si sono concretizzati con la presenza in loco di produttori del calibro di Panasonic, Hitachi, Foxconn e Benq. Importante anche la crescita che si è registrata nel settore automotive, che ha attratto un significativo numero di fornitori tra cui Siemens, Bosch, Tyco e Kostal. Inoltre, oltre un terzo dei computer provenienti dall'area del centro Europa sono oggi prodotti proprio nella Repubblica Ceca da società come Foxconn e Asus. Flextronics e ON Semiconductor rappresentano invece un ottimo esempio di come il know-how locale in alcuni specifici settori possa essere utilizzato sia per la produzione hi-tech che per le attività di ricerca e sviluppo. La crescita dinamica dell'industria elettronica e le significative referenze da parte degli investitori, stanno a dimostrazione dell'importante ruolo occupato dalla Repubblica Ceca. E tutto questo anche grazie al supporto di CzechInvest l'agenzia locale per lo sviluppo del business, che è in grado fornire agli investitori stranieri un supporto di primo livello durante il periodo decisionale e dell'implementazione dei processi, soprattutto per quanto riguarda la scelta della location migliore, le informazioni necessarie, l'identificazione dei fornitori ecc.
La Repubblica Ceca offre un solido background per l'industria elettronica non solo in termini di clima favorevole agli investimenti, di infrastrutture e di costi competitivi. Gli elevati livelli di istruzione tecnica, con una delle più elevate percentuali di laureati in materie tecniche, insieme ad una lunga esperienza nella R&S, hanno portato infatti alla costituzione di un pool di ricercatori, che hanno convinto numerose società non solo a realizzare impianti produttivi, ma anche a utilizzare i centri locali di ricerca e sviluppo.

I casi di successo

Tra le più importanti aziende da tempo presenti nella Repubblica Ceca vanno sicuramente citati i casi di Honeywell, Flextronics e Siemens. Honeywell ha scelto di stabilirsi sul territorio nel 1993, fondando a Praga un laboratorio che attualmente impiega 30 ingegneri attivi nel controllo di processo, mentre nel 2003 ha stabilito a Brno un centro globale di progettazione che attualmente occupa oltre 400 ricercatori che operano in stretta cooperazione con le università locali. Inoltre, nel 2006 Honeywell Areospace ha aperto a Praga un centro globale con oltre 160 specialisti a supporto di tutta l'area Emea.
Anche uno dei maggiori fornitori di Ems come Flextronics ha deciso di aprire un centro a Brno, che è poi diventato uno dei maggior centri di R&S, che impiega oggi 60 progettisti elettronici che sviluppano hardware e software embedded per applicazioni nelle comunicazioni, con una forte focalizzazione su Gms, Umts e Voip. Oltre a Flextronics sono comunque presenti in loco i maggiori contract manufacturer del settore: Foxconn, ad esempio, ha investito localmente oltre 60 milioni di dollari, e attraverso 4.000 addetti produce ogni mese oltre 1 milione di apparati per clienti come HP e Cisco; Celestica ha investito invece nel 1999 ben 70 milioni di dollari in un plant nella Moravia del Sud che assembla Pcb, e nel 2001 si è ulteriormente espansa con l'acquisizione della sede locale della francese Sagem, dando oggi lavoro nella Repubblica Ceca a 3.000 persone.
Uno dei maggiori investitori stranieri rimane comunque Siemens, presente in loco fin dal 1994 con la produzione di motori elettrici a induzione a bassa tensione, che con i suoi 14.000 occupati è presente con diversi centri di R&S. Tra questi il più importante è forse quello della divisione VDO dedicata all'automotive, nato alla fine del 2006, che impiega 50 specialisti che sviluppano sensori per l'industria dell'auto.

Gli investimenti nella componentistica elettronica

Tra i maggiori investimenti stranieri nel settore della componentistica elettronica sono invece da citare i casi di AVX, Alps e Vishay. AVX che produce circa un quarto della produzione mondiale di condensatori chip al tantalio, sviluppa la maggior parte di questi componenti proprio nella Repubblica Ceca, dove si è stabilita fin dal 1992, nella città di Lanskroun, caratterizzata da una forte tradizione nell'ambito dei condensatori che risale al 1943 e alla produzione da parte di Tesla condensatori al tantalio. Oggi Avx, presente anche con un plant a Uherske Hradiste, dà lavoro a oltre 3500 addetti. Anche la giapponese Alps è presente nella Repubblica Ceca dal 1995 attraverso una fabbrica con 900 addetti a Boskovice nella Moravia del Sud. La sua produzione comprende modulatori, tastiere, sintonizzatori Tv e Lnb. Nel 2006 Alps ha aperto anche un centro di R&S dove svolge attività di ricerca. È invece presente fin dal 1991 anche Vishay che ha investito a livello locale oltre 100 milioni di dollari in 5 stabilimenti posizionati nell'area boema in cui dà lavoro a 1750 lavoratori. Nella Repubblica Ceca Vishay produce componenti passivi, in particolare resistori e condensatori che vengono consegnati ai maggiori clienti che producono in loco, per un fatturato totale realizzato sul territorio di oltre 92 milioni di euro.

L'eccellenza nella produzione di semiconduttori

È difficile trovare un Paese in Europa con una così vecchia tradizione nell'industria dei semiconduttori; le prime produzioni locali di semiconduttori sono infatti datate al gli inizi del 1950. Durante la seconda metà del ventesimo secolo la Repubblica Ceca è stata tra forze dominati del blocco dell'est, soprattutto nel settore dei semiconduttori di potenza, grazie ad un importante produttore come CKD Polovodice sito nella capitale. Un altro centro di fondamentale importanza per l'industria dei semiconduttori era Roznov nella regione Moravia-Silesia, dove aveva sede Tesla Roznov che all'inizio degli anni 90 dava lavoro ad oltre 8.500 persone.
Il cambiamento di regime, avvenuto all'inizio degli anni 90 e la conseguente transizione economica, hanno fortemente influenzato l'industria ceca dei semiconduttori, portando a significative ristrutturazioni. Il forte know-how presente a livello locale, unito all'influsso positivo degli investimenti stranieri, hanno permesso all'industria di mantenere la sua posizione dominante tra i Paesi europei.
Oggi sono presenti localmente i maggiori produttori del settore. Le attività sul territorio di ON semiconductor rappresentano un perfetto esempio di come attraverso la cooperazione, una società multinazionale possa beneficiare del potenziale locale. La fabbrica di ON, sita a Roznov risale addirittura al 1950 e la sua storia è strettamente collegata a quella di Tezla Roznov, acquistata da Motorola. Oggi ON occupa oltre 1.300 addetti che si dedicano alla produzione di wafer in diametro da 100-150 mm e una vasta gamma di circuiti integrati analogici bipolari. Il campo d'applicazione degli IC prodotti da ON sul territorio ceco comprende amplificatori, alimentatori, stabilizzatori di tensione e controllori di tensione. Tra i principali clienti dei dispositivi realizzati in questo plant ci sono Sony e Microsoft che li utilizzano nelle proprie console di gioco.
Con una storia che risale ad oltre 50 anni fa Polovodice produce una vasta gamma di dispositivi di potenza che comprende diodi, tiristori, moduli di potenza, convertitori, ecc. La società possiede un forte dipartimento di R&S e ha tra i suoi clienti aziende come ABB e International Rectifier. Un'altra azienda locale di particolare interesse, fondata nel 1997 a Zasova vicino a Roznov, è la Arsil Crystal che produce arsenic-doped silicon single crystal in diametro di 4,5 e 6” che vengono utilizzati in tutto il mondo.

Il ruolo della ricerca

Da segnalare anche l'elevato numero di centri di Ricerca & Sviluppo presenti sul territorio. Primo tra tutti quello di STMicroelectronics, che ha messo le prime basi nella Repubblica Ceca nel 2003 aprendo un centro di R&S a Praga che in paio di anni è diventato il più grande centro per la progettazione di IC nell'area Cee. In questo centro praghese vengono sviluppati circuiti analogici e mixed signal per applicazioni automotive, consumer e telecom per clienti come Nokia o Siemens VDO.
Anche Ami Semiconductor ha scelto nel 2002 di progettare nella Repubblica Ceca acquisendo i laboratori di progettazione europei di Alcatel. Uno di questi è stato impiantato a Brno nel 1995 e, anche grazie al supporto di CzechInvest, oggi il centro impiega 55 progettisti impegnati nello sviluppo di circuiti integrati analogici e a segnali misti e ospita anche un laboratorio di test. Da segnalare anche il centro R&S di ON Semiconductor aperto nel 1994 che oggi impiega oltre 100 persone. Tra le altre società straniere che hanno scelto di fare ricerca nella repubblica ceca c'è, oltre a S3 che dal 1998 opera con una team locale dotato di elevate capacità per SoC complessi mixed signal e nell'ambiente dell'Eda, anche Freescale che, raccogliendo l'eredità di Motorola, utilizza dal 2004 un centro di R&S a Roznov con un team di 100 specialisti che operano nell'ambito del controllo motore, del software embedded, della connettività, dei prodotti analogici, supportando i clienti del settore automotive, industriale e consumer.
Ma non sono solo stranieri i principali centri di ricerca presenti sul territorio. Asicentrum, è infatti il tipico esempio di come la tradizione e le competenze locali abbiamo portato ad un successo commerciale anche nel campo dell'hi-tech. Fondato nel 1992 è cresciuto fino a diventare uno dei centri più rispettati del settore con oltre 40 ingegneri. L'acquisizione da parte della svizzera EM Microelectronic, avvenuta nel 2001, ha ulteriormente incrementato le competenze nella progettazione di IC ultra low power e ultra voltage, e oggi il centro si occupa sviluppare chip nell'area dell'Rfid, dei micro ultra low power, delle smart card e dei driver lcd. Da segnalare anche la presenza di CertiCon, fondato nel 1996 a Praga e Plzen, che opera nelle applicazioni critiche e nelle ricerca applicata nel campo dell'intelligenza artificiale, progettando per società come Vitratron, un produttore di pacemaker, e Teradyne, produttore di sistemi Ate. Senza dimenticare Cedo, un altra società locale fondata nel 1994 a Brno, che lavora come subcontractor per terze parti con uno staff di ingegneri che sviluppano librerie di core in tecnologia avanzata Cmos.

Talenti e incentivi

Tutto questo sta a dimostrare come la Repubblica Ceca sia in grado di offrire un livello superiore di formazione ed educazione tecnica, grazie al supporto di un significativo numero di università tecniche distribuite in tutta l'area. La Repubblica Ceca ha più di 73.000 studenti universitari, di cui la maggior parte orientati agli studi tecnologici, e più di 9.000 laureati entrano ogni anno a far parte della forza lavoro locale. Oltre alle università il sistema educativo ceco presenta una serie di laboratori qualificati e scuole specializzate ecc. A conferma del grado superiore di istruzione delle università locali, il fatto che la squadra robotizzata di calcio RoBohemia, realizzata dal dipartimento di controllo, misura e strumentazione dell'Università Tecnologica di Brno, abbia per ben due volte vinto il campionato europeo.

Ma non sono solo i talenti a interessare le società estere. La Repubblica Ceca offre infatti anche una serie di forme di supporto per progetti di alta qualità, in particolare nell'ambito dell'industria aerospaziale. Una opzione è di beneficiare di uno schema di incentivazioni realizzato per supportare sia i nuovi investimenti che i business già operativi, l'altra opzione è di utilizzare un appropriato programma basato sui fondi strutturali europei. Gli incentivi agli investimenti prevedono diverse forme come gli incentivi alla tassazione, il supporto alla creazione di nuovi posti di lavoro, il supporto in termini di partecipazioni alle spese in attività di formazione, il supporto alla creazione di infrastrutture. CzechInvest ha inoltre implementato e gestisce un programma di sviluppo che negli ultimi 5 anni ha continuamente migliorato la competitività dei fornitori cechi di elettronica, attraverso un benchmark rispetto agli standard di performance di primo livello e facilitando lo sviluppo di skill e competenze.

Un futuro roseo per il mercato elettronico ceco

I numeri del settore elettronico sono nella Repubblica Ceca consolidati da EIA, l'associazione locale di riferimento che ha stimato per il 2007 un mercato di oltre 15 miliardi di euro, che offre lavoro a circa 200.000 addetti e che costituisce quasi il 16% dell'intera produzione industriale locale.
Il settore, che a partire dalla seconda metà degli anni 90, ha incominciato a registrare crescite importanti grazie alla crescita del consumo domestico ma anche a quella dell'export, ha beneficiato in modo significativo dal 2004 dell'ingresso della Repubblica Ceca all'interno dell'Unione Europea. Sembra realistico supporre che, alla luce di alcune considerazioni, entro il 2010 il fatturato realizzato dal settore hi-tech possa continuare a crescere a un tasso medio annuo compreso tra il 5 e il 10%.

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