A Fieramilanocity la cinquantesima edizione di Smau

FIERE –

Ad aprire la manifestazione il 23 ottobre è stato il convegno ‘Startup, innovazione e imprese: le Regioni protagoniste’

Un momento di sintesi e confronto tra gli Assessorati alle Attività produttive delle principali regioni italiane e le rispettive strategie di supporto alle imprese, in chiave di innovazione e sviluppo, anche in vista della nuova programmazione dei fondi strutturali comunitari: questo ha rappresentato il convegno inaugurale di Smau, 'Startup, innovazione e imprese: le Regioni protagoniste', che ha dato il via alla cinquantesima edizione della tre giorni dedicata alle tecnologie digitali, in programma a Fieramilanocity fino al 25 ottobre.
Al centro del dibattito è stato il mondo delle startup e della ricerca industriale nel nostro Paese, che, insieme alle più innovative Regioni Italiane, tra cui Regione Calabria, Campania, Emilia-Romagna, Lombardia, Piemonte, Puglia, Toscana, Veneto, sono i protagonisti della nuova area Ibx - Innovazione per il Business Expo.
Aruba, Avaya, Cisco, Dell, Fujitsu, Huawei, Ibm, Infor, Intel, Lenovo, Microsoft, NetApp, Polycom, Salesforce, Sap, TeamSystem, Telecom Italia, Vodafone, Wacom e Zucchetti sono invece i nomi dei principali player che quest'anno animano il salone.
Nell'aprire la manifestazione, Pierantonio Macola, amministratore delegato di Smau, ha evidenziato il ruolo centrale dell'imprenditore per il rilancio dell'Italia: "L'innovazione che può e deve fare il bene del nostro Paese è quella che parte dagli imprenditori che hanno idee, progetti e li mettono a disposizione del territorio in cui vivono, quella degli imprenditori che allevano talenti e hanno la visione del futuro. Da loro si deve partire, dalle loro esigenze, dall'ascolto e dalla capacità di parlare la loro lingua. Non ci sono altre strade se si spera davvero di avere una declinazione concreta di progetti come l'Agenda Digitale".

L'idea alla base di Smau è operare sull'ecosistema che circonda l'imprenditore e creare un punto di incontro tra Pubblica Amministrazione, Regioni, Associazioni di categoria, Aziende Ict che vendono innovazione e imprese.
Di startup ha parlato Alvise Biffi, presidente Piccola Impresa Assolombarda e vicepresidente Assolombarda: "Quello tra startup e industria è un matrimonio perfetto; il nostro tessuto industriale è composto prevalentemente di piccole e medie imprese che hanno sì il vantaggio della flessibilità ma soffrono della loro dimensione sul mercato globale. Attraverso le nuove tecnologie, però, possono confrontarsi anche con colossi da decine di migliaia di addetti, raggiungere un mercato mondiale di 7 miliardi di consumatori, sviluppando nicchie di eccellenza che facciano leva sull'innovatività dell'industria italiana. Per accedere a questo mercato servono spinta all'innovazione, entusiasmo, competenze tecniche e familiarità con le tecnologie". Allo stesso modo, le Regioni sono un partner fondamentale grazie al loro "ruolo guida per le imprese e alla conoscenza delle eccellenze del territorio". Le regioni sono anche il canale attraverso cui drenare risorse fondamentali, come gli 87 miliardi di euro messi a disposizione dall'Ue con i fondi strutturali 2014-2020".
Andrea Rangone, Coordinatore Osservatori Ict&Management, School of Management Politecnico di Milano, ha evidenziato come l'Italia sia il Paese a cui spettano più fondi dopo Polonia e Spagna, ma ne utilizzi solo il 40,27%: "Fanno peggio solo Bulgaria e Romania. I più bravi ne utilizzano il 70%. Per l'Italia raggiungere questa percentuale significherebbe drenare 8,5 miliardi di euro, 17 miliardi se utilizzasse tutti i fondi disponibili. In realtà la situazione italiana è a macchia di leopardo. Ci sono regioni che hanno già raggiunto il 70% dello sfruttamento delle risorse, altre sono ferme al 20%. La mappa delle startup ricalca questo divario: si concentrano, infatti, soprattutto in Lombardia e nel Lazio".

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