Lunga vita all’analogico

I circuiti lineari (o analogici) rappresentano il ponte tra il mondo analogico e la microelettronica digitale utilizzata nei prodotti consumer, nelle comunicazioni, nei computer, nell'automotive, negli strumenti medicali e in quelli per l'automazione. E Linear Technology, società fondata nel 1981, è senza dubbio leader in questo settore, con un'offerta che spazia dagli amplificatori high-end, ai riferimenti di tensione, dai regolatori lineari ai caricabatterie, e che comprende oltre 7.500 prodotti. Si tratta di prodotti che si avvalgono delle più avanzate tecnologie di fabbricazione e che competono sul mercato per prestazioni, funzionalità, qualità e affidabilità. Co-fondatore dell'azienda è Robert H. Swanson, che dal 2005 ricopre la carica di Executive Chairman, ma che in passato è stato Ceo e Presidente di Linear e che ha ricoperto in precedenza diverse cariche in National Semiconductor. In occasione di un recente incontro con la stampa italiana abbiamo avuto la possibilità di parlare con Bob dei progetti futuri della sua azienda, delle prospettive del settore e delle opportunità presenti sul mercato europeo.

Prima di tutto Bob, un bilancio di questi trent'anni di presenza di Linear Technology sul mercato.
Ho fondato Linear Technology nel 1981 insieme ad altri soci con l'obiettivo di farne un'azienda leader nell'analogico ad alte prestazioni, e non posso quindi che essere soddisfatto, nel constatare che oggi Linear è tra i leader indiscussi del settore, e soprattutto che in questi trent'anni di presenza sul mercato si è dimostrata tra le società “analogiche” più profittevoli e capace di comportarsi meglio del mercato, anche in momenti particolarmente critici come l'attuale. Nel corso di questi anni, siamo riusciti a quotare Linear in borsa, a entrare nello S&P e a superare il miliardo di dollari di fatturato. Credo che uno dei motivi della nostra costante crescita sia l'aver saputo nel corso degli anni adattarci ai cambiamenti del mercato, diversificando i settori finali di riferimento, e soprattutto nell'essere usciti, dopo la pesante crisi del 2001, da business poco profittevoli riposizionandoci su altri mercati. Abbiamo infatti ridotto al minimo la nostra presenza nell'ambito del consumer, o per meglio dire, del cellulare, e abbiamo invece incrementato la nostra presenza nell'industriale, nel militare e nell'automotive.

Parliamo invece dell'ultimo periodo. Come avete reagito alla crisi?
Come tutti siamo stati impattati fortemente dalla crisi nell'ultimo anno, ma fortunatamente il peggio sembra essere alle spalle, come conferma il trimestre che si è appena concluso (ndr: terzo trimestre del 2009) in cui le vendite sono finalmente tornate a crescere, registrando un incremento sul quarter precedente del 14%. Nel mese di settembre, in particolare, abbiamo notato un notevole aumento degli ordinativi provenienti dai clienti dell'industriale e dell'automotive. Certo, siamo ancora ben al di sotto dei livelli di fatturato dello scorso anno, e bisogna procedere con cautela, perché gli effetti finanziari della crisi si faranno sentire ancora a lungo, ma credo che si tratti comunque di un primo positivo segnale di un'inversione di tendenza. A differenza di alcuni nostri competitor che hanno chiuso le fabbriche e cancellato i contratti in outsourcing, abbiamo scelto invece di mantenere intatta la nostra capacità produttiva anche in tutto il periodo recessivo. Per questo ci troviamo oggi nella posizione ideale per soddisfare una domanda in aumento. I prodotti dei nostri competitor hanno tempi di consegna di sei, dieci, anche trenta settimane in alcuni casi, mentre tutta la nostra gamma di prodotto è disponibile al massimo in quattro settimane dall'ordine. A contribuire a questi lead time particolarmente ridotti c'è la nostra capacità di fare "praticamente tutto ciò che vendiamo" controllando tutte le fasi produttive, e la nostra “Die Bank, dove vengono custoditi i prodotti sotto forma di wafer già testato pronti per il package e la consegna al cliente.

Quali sono le aree di business più importanti per Linear in termini di mercati, applicazioni e tecnologie?
A livello geografico non possiamo nascondere che la produzione, e di conseguenza l'acquisto della componentistica, avviene per la maggior parte in Asia, area da cui proviene ben il 40% degli ordinativi. Bisogna però sempre tenere in considerazione il fatto che invece il 70% del business si crea ad Occidente, dove ancora avviene il grosso della progettazione. Per quanto riguarda i settori applicativi dei nostri prodotti il ruolo di riferimento spetta all'industriale, seguito da networking e infrastrutture di comunicazione e dall'automotive. La nostra gamma di prodotto è per la maggior parte dedicata al power management mentre la parte restante è equamente divisa tra prodotti mixed signal e quelli per il condizionamento del segnale. Stiamo comunque verificando una crescita più marcata per i prodotti analogici standard rispetto agli application specific.

Dove sono da ricercarsi a suo avviso le opportunità per i prodotti analogici?
Sono assolutamente convinto che le avversità siano sempre di stimolo e che questa crisi economica mondiale un lato positivo ce l'abbia, ovvero quello di stimolare l'innovazione. Oggi più che mai i nostri clienti hanno la necessità di differenziare i propri prodotti e la loro prima preoccupazione è di poter portare sul mercato un prodotto innovativo, in tempi brevi e a un costo competitivo: E i nostri prodotti sono quelli che possono davvero fare la differenza. Per questo vedo per Linear all'orizzonte nuove opportunità ad esempio nella banda larga, sia wired che wireless, nel pilotaggio dei Led in applicazioni di illuminazione generale o per il backlighting degli Lcd, nei dispositivi analogici ad alte prestazioni utilizzati dal'industria dell'auto, nel power management all'interno dei veicoli ibridi, nelle applicazioni industriali per la riduzione dei consumi energetici.

Che importanza riveste per Linear l'Europa e in che settori vede le migliori opportunità?
Il mercato europeo è sostanzialmente basato sul segmento industriale che per noi rappresenta oltre il 55% del mercato, ed è su questo settore che stiamo puntando. L'industriale è un mercato molto differenziato, in cui si convivono settori applicativi diversi, che spaziano dall'automazione all'energie, dal T&M alla sicurezza. Quello dell'automazione è certamente il segmento più importante; è settore che ha molte potenzialità e lo dimostra il fatto che, pur essendo stato pesantemente impattato dalla crisi, abbia già incominciato un trend in ripresa. La cosa più interessante è che nelle applicazioni di automazione industriale sta sempre più aumentando il contenuto di elettronica. Anche nell'ambito delle apparecchiature di test e misura vediamo delle enormi potenzialità a livello europeo; si tratta di un settore in grado di apprezzare la qualità delle nostre soluzioni analogiche come importante fattore di differenziazione. Credo però che le opportunità più interessanti a lungo termine siano da ricercarsi dal segmento delle fonti di energia rinnovabili; basta pensare ai supercondensatori, alle celle solari, alle fuel cell, piuttosto che alle batterie thinfilm o all'energy harvesting.

Avete già delle soluzioni disponibili da proporre a questo mercato?
Per salvare, ma soprattutto per conservare l'energia, sono necessarie delle soluzioni analogiche. Per questo stiamo da circa un anno e mezzo lavorando alla realizzazione del primo circuito integrato alimentato da un generatore termo-elettrico, che dovrebbe essere rilasciato entro la fine dell'anno. L'energia sarà raccolta da fonti di calore sprecate da processi industriali, da pannelli solari, da motori a combustione interna, da movimento e vibrazioni. Al primo dispositivo seguirà un'intera famiglia di prodotti, che trarranno energia da queste e altre fonti.

Anche il segmento dell'auto riveste ruolo importante nelle vostre strategie.
Entro il 2012 il 15% del costo di un autoveicolo sarà costituito dall'elettronica utilizzata in applicazioni di telematica, infotainment, sicurezza, efficienza dei consumi. L'automotive non può che rivestire un ruolo importante nelle nostre strategie. Quello dell'auto è un ambiente severo, dove si verificano fluttuazioni di tensione ed escursioni di temperatura, dove sono in gioco livelli elevati di potenza, dove bisogna tenere in considerazione gli aspetti termici, dove gli spazi sono limitati e i pesi vanno ridotti, dove sono indispensabili prestazioni, precisione e affidabilità. Tutto questo crea delle forti barriere d'ingresso alla concorrenza e gioca invece a nostro favore. L'impegno di Linear nello sviluppo di prodotti dedicati al settore automotive è fortissimo e da diverso tempo collaboriamo con i principali Oem del settore che sono in grado di apprezzare la qualità e l'affidabilità dei nostri prodotti, che superano anche le più esigenti aspettative. Stiamo lavorando da tempo anche allo sviluppo di soluzioni per la gestione della potenza nei veicoli ibridi. Un esempio interessante in questo senso è un circuito di monitoraggio delle batterie multicella altamente integrato indicato per applicazioni ricaricabili ad alta potenza quali i veicoli elettrici e ibridi, gli scooter, le motociclette, che già oggi fa parte del sistema di gestione delle batterie Li-Ion presente nella Mistubishi iMiEV, la prima vettura elettrica prodotta in volumi in Giappone.

Qual è a suo avviso il prodotto di maggior successo lanciato sul mercato da Linear?
Credo che i prodotti µModule siano uno tra gli esempi più interessanti
della nostra capacità di sviluppare prodotti innovativi e di successo.
Abbiamo introdotto il primo µModule nel 2006 e già oggi fanno parte di
questa famiglia oltre 25 prodotti. Si tratta di una soluzione analogica
completa sotto forma di circuito integrato, che in questi anni è stata
ampliamente apprezzata dai clienti soprattutto per la facilità e la
semplicità di utilizzo. A dimostrazione il fatto che le vendite dei
dispositivi µModule abbiano registrato in questi tre anni un trend di
crescita elevato e costante.

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento
Inserisci il tuo nome