L’editoriale di Maggio 2011!

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Spinte internazionali e difficoltà d’interpretazione

L'uscita dalla crisi, soprattutto per il mercato dell'elettronica, lo sappiamo, non è stata priva di difficoltà. Il terribile mese di marzo è ormai passato, anche se gli strascichi delle tragedie consumate (o inaugurate) in quel periodo non si sono ancora spenti del tutto. Dal Nordafrica e dal Giappone non arrivano ancora, ormai allo scorcio di aprile, notizie risolutive sulle crisi politiche e ambientali che in quelle aree si stanno consumando. Il ridimensionamento generale delle presenze commerciali e produttive europee nei paesi nordafricani, così come i contraccolpi che terremoto e tsunami hanno esercitato sulle capacità produttive giapponesi lasciano comunque con un senso di acuta preoccupazione (notizia recente è la cancellazione degli ordini da parte di Mitsubishi Electric in relazione alla fornitura di dispositivi laser per la lavorazione dei pcb, che è stata spostata nelle migliori aspettative a novembre, se non nei primi mesi del 2012, proprio a causa della chiusura dell'impianto di Renesas Electronics).
E dire che proprio l'internazionalizzazione degli ordini è stato il motore della ripresa dell'elettronica nel nostro Paese, così come confermato dai recenti dati ANIE sul settore. Il canale estero, i nuovi mercati di sbocco e la ripresa globale del settore stanno infatti alla base di quel momento virtuoso che abbiamo vissuto tra la seconda metà del 2010 e i primi mesi del 2011.
I dati al riguardo parlano chiaro: per il settore dell'elettronica (non citerò il caso dell'elettrotecnica, nel complesso ben più in salute rispetto al nostro comparto) i dati relativi al fatturato di febbraio hanno conosciuto, rispetto al valore del febbraio 2010, una crescita importante, il 14% in più. Lo stesso dicasi del giro d'affari - considerando la media dei due primi mesi dell'anno - che si è attestato su una crescita del 18,2%. Non così bene è tuttavia andata la produzione industriale nel suo complesso: -12%, a cui fa eco il rallentamento sensibile del portafoglio ordini nei primi due mesi del 2011, che si è attestato sul un valore di -0,3%.
Si tratta naturalmente di dati relativi al periodo antecedente il conflitto in Libia e che ha preceduto il disastro giapponese, quindi le valutazioni restano parziali.
Un fatto certo è che - come ha fatto osservare Guidalberto Guidi, presidente di Confindustria ANIE - chiave di volta essenziale affinché i valori positivi si mantengano anche per i mesi a venire è la spinta dell'esportazione, una molla che muove un mercato altrimenti poco attivo sul fronte interno.
Che gli scenari internazionali siano tutto fuorché chiari e che le tendenze contrastino a seconda delle aree geografiche non è un mistero per nessuno, rendendo difficile capire dove sia più conveniente pianificare le attività di esportazione. Il prossimo appuntamento di Norimberga (SMT/HYBRID/ PACKAGING 2011) sarà motivo per chiarire almeno in parte una situazione complessa, poi vedremo il da farsi. Tanto, ormai, siamo abituati a navigare a vista.

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