La transizione digitale ed energetica sta cambiando il modo in cui imprese e filiere industriali guardano ai componenti elettronici. Tecnologie come intelligenza artificiale, edge computing, automazione industriale e smart energy, infatti, non possono esistere senza una base hardware adeguata. In questo scenario, osserva Christian Reinwald, Head of Product Management & Marketing presso reichelt elektronik, la componentistica smette di essere un semplice elemento di costo e diventa un fattore abilitante, capace di determinare tempi, qualità e competitività dei progetti.
Componenti elettronici e procurement: da acquisto tattico a scelta strategica
Per anni l’approvvigionamento è stato guidato quasi esclusivamente dal prezzo. Oggi, invece, la domanda è più frammentata e sofisticata. Le aziende cercano sensori evoluti, microcontrollori ottimizzati per l’elaborazione locale dei dati, alimentatori ad alta efficienza e soluzioni conformi a normative ambientali sempre più stringenti. A questo si aggiunge la necessità di gestire volumi flessibili: piccoli lotti per la prototipazione rapida si alternano a picchi improvvisi quando un progetto entra in produzione.
Secondo Reinwald, questa complessità rende il procurement una funzione strategica. I dati di mercato lo confermano: molte imprese dell’elettrotecnica segnalano difficoltà di approvvigionamento, con effetti diretti su costi e time-to-market. Anche il ritardo di un singolo componente può bloccare intere linee di sviluppo. Da qui l’esigenza di distributori capaci di affiancare i clienti con competenza tecnica e visione di lungo periodo, superando la logica del semplice catalogo.
Dalla transizione energetica all’industria digitale
I segnali che arrivano dal mercato europeo parlano chiaro. La crescita dell’edge computing e dell’automazione industriale sta trainando una domanda di sistemi sempre più complessi, che richiedono microcontrollori avanzati, moduli wireless, elettronica di potenza e hardware per l’IIoT. In Italia, il comparto tecnologico mostra una resilienza superiore rispetto alla manifattura nel suo complesso, proprio grazie agli investimenti nei segmenti a maggiore contenuto elettronico.
In questo contesto, la transizione energetica e digitale si traduce in esigenze concrete. Mobilità elettrica, smart grid e intelligenza artificiale richiedono componenti specifici, affidabili e facilmente integrabili. Per Reinwald, la variabilità della domanda non è più un fenomeno episodico, ma un trend strutturale che impone flessibilità e supporto lungo tutto il ciclo di vita del prodotto, dalla fase di test alla scalabilità industriale.
La conclusione è netta: l’elettronica non è più un accessorio. I componenti sono i mattoni invisibili su cui si costruisce il nuovo ecosistema digitale-energetico. Ed è proprio da qui che passa oggi la competitività delle imprese.



