Cinque previsioni per il futuro della robotica

I robot godono di una reputazione contraddittoria presso i media. Aspirano la polvere dalle nostre case, ci consegnano la pizza a domicilio, ma poi ci rubano il lavoro e minacciano di conquistare il mondo. Dopo cent'anni di romanzi di fantascienza e spettacoli televisivi, i robot restano un controverso problema per il mondo tecnologico: sono destinati a salvare il pianeta o condannati a distruggerlo? Ma quanta di questa retorica corrisponde alla realtà? Con più di 8,6 milioni di robot esistenti e il campo della robotica recentemente definitocome "l'industria in più rapida crescita in tutto il mondo", ci chiediamo sempre più spesso che volto assumerà il futuro guidato dai robot. I robot sono da temere o da accogliere? E poi la domanda più importante: cos'è effettivamente un robot? Dobbiamo considerare gli aspirapolveri automatici e le casse dei self-service come parte della nuova rivoluzione robotica o sono semplicemente esempi di un Internet of Things in costante espansione? Nel tentativo di rispondere ad alcune di queste domande, noi di element14 abbiamo condotto un’analisi della robotica più rivoluzionaria, che interessa ospedali, officine e anche postazioni di lavoro. Da questa analisi, abbiamo delineato cinque predizioni chiave che ci aspettiamo emergano nel corso dei prossimi cinque anni, le sfide principali che esse presentano all'industria e le aree chiave da considerare quando si tratta del futuro della robotica.

1. I progettisti scaleranno il picco dell'inquietanza

Il cosiddetto "picco dell'inquietanza" si riferisce ad un'ipotesi estetica, che afferma che quando le caratteristiche di un robot si presentano e si muovono in maniera simile ma non identica a quella di un essere naturale, la risposta da parte dell'uomo è di disagio e addirittura di repulsione. Di conseguenza, la produzione robotica è concentrata molto più sullo sviluppo di macchine autonome, che non sui robot umanoidi più tradizionali. Mentre sembra improbabile che gli esseri umani potranno mai superare la valle dell'inquietanza, la verità è che l'estetica umanoide è sempre più di vitale importanza per il successo di molti progetti futuri di robotica. Con i robot che sostituiscono sempre più spesso i lavoratori in una varietà di servizi e contesti sociali (ospedali, case di cura, ecc.), la necessità di caratteristiche antropomorfe diventa sempre più importante. Come sostiene il tecnologo sociale Sherry Turkle "un volto robotico è un facilitatore; ci incoraggia a immaginare che i robot possano sostituirsi a noi e che noi possiamo metterci in loro". Sulla base di questa crescente domanda di robot "realistici", è sempre più importante che gli sviluppatori superino l'effetto del picco dell'imperturbanza. Crediamo che gli ingegneri robotici tenderanno a puntare sempre più agli sviluppi di semi-umanoidi, che mantengono la forma tradizionale della macchina, vantando al tempo stesso caratteristiche umane di base, che ricordano i cartoni animati. Tra gli esempi più recenti consideriamo Baxter, un robot appena lanciato dalla Rethink Robotics, società con sede a Boston. Mentre il corpo di Baxter resta il caratteristico braccio di una linea di produzione, la sua interfaccia è stata dotata di due occhi da cartone animato, sensibili al movimento. Queste caratteristiche forniscono un'identità sufficiente a premere i "pulsanti darwiniani" necessari per favorire l'interazione, senza essere sufficientemente umane per scatenare l'effetto picco dell'imperturbanza. Tali modelli costituiranno probabilmente il futuro della robotica destinata al grande pubblico.

2. L’IoT porterà i robot dal settore funzionale a quello sociale

Attualmente la maggior parte dei robot che si interfacciano con i consumatori sono progettati per eseguire attività puramente funzionali. Dai droni per le consegne aeree fino all'aspirapolvere Roomba, la stragrande maggioranza dei robot sono puramente programmati per servire, non per comunicare. Nel corso dei prossimi cinque anni, si prevede che questa relazione inizierà ad evolversi, con applicazioni di assistente personale, come il Siri di Apple, che sta già abituando i consumatori all'idea di parlare di dispositivi in modo naturale. Mentre questo complesso software di riconoscimento vocale è ora in corso di adozione in tutto il settore della robotica, ci aspettiamo di assistere a un rapido abbandono delle macchine funzionali, destinate ad evolvere in "compagni" sociali. Già nel 2015 abbiamo assistito al lancio di numerosi robot sociali. Il mese scorso, RoboKind ha lanciato Milo, un compagno robotico progettato per aiutare i bambini con autismo a sviluppare le loro abilità sociali. Quest'anno abbiamo assistitoanche alla raccolta di oltre 2,2 milioni di dollari tramite il sito di crowdfunding Indiegogo per lo sviluppo di JIBO, un "aiutante" autonomo per l'ambiente domestico. Mentre questi sviluppi possono sembrare opere di fantascienza, l'ascesa dell'IoT ha permesso alla robotica di consumo di diventare rapidamente una realtà. Con quasi 25 miliardi di dispositivi connessi in tutto il mondo, i robot come Jibo sono ora in grado di funzionare in un contesto sociale a seguito delle loro interazioni con i vari dispositivi collegati che li circondano. Quanti più elementi (e in ultima battuta robot) si aggiungono a queste reti, tanto più intelligenti diventeranno queste macchine.

3. L'intelligenza sarà regolata

Il mese scorso Stephen Hawking ha conquistato i titoli dei giornali dopo avere polemicamente affermato che lo sviluppo dell'Intelligenza Artificiale potrebbe significare "la fine del genere umano". Mentre molti appassionati di tecnologia liquideranno queste parole come un semplice allarmismo luddista, la verità è che il professor Hawking non è solo nelle sue preoccupazioni. Infatti, sia Bill Gates sia Elon Musk - personaggi che è difficile ascrivere alla categoria dei luddisti tecnologici - hanno concordato con l'affermazione, sostenendo che l'IA può essere "la più grande minaccia esistenziale" che l'umanità sarà chiamata ad affrontare. A causa di queste preoccupazioni, c'è un movimento crescente di professionisti della tecnologia che chiede che lo sviluppo della robotica dell'IA sia sempre più regolamentata. Nel 2009, l'Associazione per l'Avanzamento della Intelligenza Artificiale ha tenuto la sua prima conferenza per discutere se i robot saranno mai in grado di raggiungere un grado pericoloso di autonomia. Più di recente, Demis Hassabis, fondatore del progetto segreto di Google Deep Mind sulle IA, ha incontrato numerosi ricercatori e professionisti dell'industria, per mettere a punto una "Magna Charta per l'IA". Secondo un portavoce di Google, questo documento è stato progettato per dare maggiore consistenza all'etica in materia di IA, facendo in modo in ultima analisi che i timori di Stephen Hawking non trovino mai realizzazione. Anche se non possiamo sapere con certezza come sarà realizzato questo regolamento, vale a dire attraverso l'intervento del governo o con la collaborazione del settore, è chiaro è che l'intelligenza artificiale si rivelerà un significativo punto di contesa nel corso dei prossimi cinque anni.

4. I droni saranno spoliticizzati

Un settore della robotica che ha goduto di vasto interesse negli ultimi anni è stata l'adozione di "droni" nel settore del consumo e industriale. Originariamente sviluppati per l'impiego in applicazioni militari, i droni si sono rivelati un argomento molto politicizzato e controverso nell'ambito dei media mainstream. Eppure, nonostante questa polemica, negli ultimi sei mesi si è assistito a una più ampia adozione da parte del mercato destinato ai consumatori, con droni radiocomandati utilizzati in diversi campi, dal birdwatching ai giocattoli di fascia alta per bambini. Al tempo stesso, molte aziende hanno cominciato a considerare l'utilizzo dei droni per migliorare l'efficienza nelle loro varie catene di approvvigionamento e anche nei sistemi di consegna a domicilio. Mentre molte di queste applicazioni sono in realtà poco più di trovate pubblicitarie, la verità è che i droni senza pilota sono già in uso in taluni ambiti della vita reale, spesso con risultati estremamente positivi. Dalla fornitura degli antibiotici agli ospedali sull'Himalaya sino alla consegna di libri di testo universitari agli studenti di Sydney, i droni sono ben più di un esercizio di PR. Poichè l'impiego diventa sempre più ampio, ci aspettiamo che i droni perderanno ben presto la loro connotazione politica all'interno del paesaggio dei consumatori. Mentre la loro difficile regolamentazione e le applicazioni militari originali possono rivelarsi questioni complesse da superare, i potenziali benefici della consegna senza presenza di personale e un numero crescente di applicazioni supereranno rapidamente tali preoccupazioni.

5. L'hardware a basso costo guiderà la robotica di consumo

Sopra ogni altra cosa, la principale forza motrice della robotica di consumo sarà la riduzione dei costi dei singoli componenti hardware. In parte, questa riduzione è guidata dalla popolarità degli smartphone, che contengono già con molti componenti robotici comuni (telecamere, sensori, riconoscimento vocale), prodotti in massa per l'utilizzo nei telefoni cellulari. Di conseguenza, l'idea di avere un robot personale non è più il sogno di qualche super ricco, ma è destinata a diventare ben presto realtà per le persone di tutto il mondo. Inoltre, secondo la ricerca di Dmitry Grishin, capo di Grishin Robotics, il più grande fondo di venture capital del mondo dedicato esclusivamente ai robot, il futuro della robotica è sostenuto anche dalla crescente popolarità dell'elettronica a basso costo, come il Raspberry PI e la piattaforma open source Arduino. Questi componenti a basso costo hanno portato a una rivitalizzazione del movimento casa robotica, con gli appassionati in grado di costruire i propri dispositivi autonomi a un prezzo bassissimo.
Mentre le riduzione dei costi favoriscono l'accesso alla robotica da parte di un pubblico più ampio, ci aspettiamo di assistere a un significativo aumento del numero di start-up impegnate sul fronte della robotica nei prossimi cinque anni. Allo stesso tempo, però, i circuiti a basso costo non saranno necessariamente sufficienti per spingere questo movimento. A oggi un aspetto problematico resta quello dell'alimentazione adeguata per questi robot domestici, dato che molti di loro hanno ancora un rapporto peso-potenza decisamente sfavorevole. Purtroppo, se la legge di Moore ha contribuito a ridurre significativamente le dimensioni e il costo dei circuiti interni, batterie e motori hanno ancora una lunga strada da percorrere per rendere la robotica di consumo una realtà.

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