Il mercato dei chip di sicurezza per l'automotive entra in una nuova fase di maturità. Nel 2025 il fatturato globale ha superato i 470 milioni di dollari e, secondo Precedence Research, è destinato a raggiungere oltre 2,1 miliardi di dollari entro il 2035, con un tasso di crescita annuo composto del 16,31%. Una dinamica che riflette l’evoluzione profonda dell’auto, sempre più definita dal software, connessa alle reti e quindi esposta a rischi informatici crescenti.
La ricerca di Precedence Research sottolinea come la sicurezza hardware stia diventando un requisito strutturale per i costruttori. I chip Secure Element vengono infatti integrati per proteggere identità digitali, comunicazioni di bordo e scambi di dati con infrastrutture esterne. Un ruolo che diventa ancora più centrale con la diffusione dei veicoli elettrici, dove l’autenticazione sicura è essenziale nei sistemi di gestione delle batterie e nelle infrastrutture di ricarica.
Chip di sicurezza per l'automotive, tra normative e minacce informatiche
A spingere il mercato contribuiscono anche le normative sulla cyber security dei veicoli, sempre più severe a livello globale. Le case automobilistiche sono chiamate a garantire la protezione dei dati degli utenti, la sicurezza delle funzioni critiche e l’integrità degli aggiornamenti software over-the-air. In questo scenario, i chip di sicurezza basati su hardware rappresentano una risposta concreta, perché consentono di gestire chiavi crittografiche e certificati digitali in ambienti isolati e resistenti alle manomissioni.
Dal punto di vista dei segmenti, nel 2025 hanno dominato i chip con elementi di sicurezza dedicati, che detengono oltre il 45% del mercato. Le autovetture restano il principale ambito applicativo, con più del 50% della domanda, trainate da infotainment connesso, telematica avanzata e chiavi digitali. La connettività sicura e la telematica guidano anche il segmento applicativo, mentre le soluzioni esclusivamente hardware coprono oltre la metà del mercato.
Dall’Asia-Pacifico al Nord America, una crescita globale
L’Asia-Pacifico guida il mercato con una quota del 40%, grazie a un ecosistema di semiconduttori consolidato e a un’elevata produzione di veicoli. Qui operano player chiave come Infineon, STMicroelectronics, Qualcomm e Renesas, sostenuti anche da politiche pubbliche a favore della mobilità intelligente. Il Nord America, invece, è l’area a più rapida crescita, con un cagr stimato tra il 18% e il 22% fino al 2035, spinto da veicoli elettrici, ADAS e piattaforme software-defined.
Tra gli sviluppi recenti, Precedence Research segnala l’ampliamento, nel marzo 2025, del programma di certificazione delle chiavi digitali del Car Connectivity Consortium. L’estensione alle tecnologie Bluetooth LE e Ultra-Wideband rafforza l’interoperabilità e apre nuove opportunità per l’adozione di chip di sicurezza automotive certificati, confermando come la protezione hardware sia ormai un pilastro della mobilità del futuro.



