Il mercato europeo dei microprocessori sta crescendo. Secondo Precedence Research, nel 2025 ha raggiunto 29,04 miliardi di dollari. Entro il 2035 potrebbe arrivare a 50,55 miliardi. La crescita prevista è quindi del 5,7% annuo tra il 2026 e il 2035.
A sostenere questa evoluzione sono soprattutto tre fattori. Da un lato, c’è l’espansione dell’automotive. Dall’altro, avanza l’automazione industriale. Infine, aumentano le iniziative sostenute dai governi europei per rafforzare la sovranità nel settore dei semiconduttori.
Per l’industria elettronica, il tema è strategico. Una disponibilità più stabile di microprocessori e semiconduttori può infatti ridurre la dipendenza dalle importazioni. Allo stesso tempo, può favorire lo sviluppo locale di infrastrutture per il cloud e l’intelligenza artificiale.
Microprocessori tra industria e automotive
L’automotive rappresenta uno dei principali motori della domanda europea. La diffusione dei veicoli elettrici e delle tecnologie per la guida autonoma aumenta infatti il fabbisogno di microprocessori e chip specializzati.
Ma il settore industriale ha un ruolo altrettanto importante. L’avanzamento dell’automazione richiede dispositivi capaci di supportare sistemi connessi, Internet of Things e applicazioni Industry 4.0. In questo scenario, l’Europa punta anche sulle proprie competenze nei semiconduttori di potenza e nelle tecnologie per le apparecchiature di produzione.
Secondo Precedence Research, il segmento RISC è il principale tra le tecnologie considerate. Nel 2025 rappresentava il 32,6% del mercato europeo. Le architetture RISC, comprese ARM e RISC-V, trovano spazio nei settori automotive e industriale. Inoltre, contribuiscono agli obiettivi di efficienza energetica e di maggiore indipendenza tecnologica.
Segue il CISC, con una quota del 24,8%. Questa tecnologia mantiene un ruolo importante nei sistemi industriali legacy, nei server aziendali e nelle workstation. L’ASIC rappresentava invece il 18,9%. Il suo impiego è particolarmente rilevante nell’automotive, nell’automazione industriale e nelle telecomunicazioni.
Dall’elettronica all’edge AI
Anche la distribuzione per applicazione mostra un mercato diversificato. Gli smartphone rappresentavano il 29,2% nel 2025. Il segmento dei pc seguiva con il 21,8%. I server, invece, raggiungevano il 17,1%.
Per progettisti e design engineer, tuttavia, la crescita dei server assume un significato particolare. Queste infrastrutture supportano infatti la trasformazione digitale e l’automazione industriale. Inoltre, devono rispettare i requisiti europei in materia di efficienza energetica.
Parallelamente, cresce l’importanza dell’edge AI. L’elaborazione direttamente sui dispositivi richiede microprocessori sempre più efficienti. Questo vale per i dispositivi connessi, ma anche per sistemi industriali e applicazioni automotive.
La sostenibilità rappresenta un ulteriore elemento di pressione. L’Europa sta introducendo normative ambientali rigorose. Di conseguenza, anche la produzione dei chip è spinta verso processi più sostenibili.
La sfida, quindi, non riguarda soltanto la capacità produttiva. Occorre sviluppare un ecosistema in grado di sostenere automotive, fabbriche intelligenti, IoT, intelligenza artificiale e infrastrutture digitali. In questa prospettiva, la crescita del mercato europeo dei microprocessori diventa anche un indicatore della capacità dell’industria continentale di rafforzare la propria autonomia tecnologica.




