Stelvio: un’evoluzione che dura da 60 anni

AZIENDE –

In uno scenario in continua evoluzione, Stelvio ha saputo adeguare la propria produzione di componenti elettromeccanici passando da un’offerta di dispositivi commodities a una serie di soluzioni customizzate, e riorganizzare le proprie attività delocalizzando ma mantenendo salde le radici locali.


Fondata dalla famiglia Chiapponi nel 1946, Stelvio spa è oggi riconosciuta a livello mondiale come produttore di primaria importanza di componenti elettromeccanici per l'elettronica industriale. Partita infatti come piccola azienda impegnata nella produzione di minuterie metalliche, oggi Stelvio si propone sul mercato come un vero e proprio gruppo. La società opera infatti in Italia, su un'unità produttiva di circa 15.000 mq con sede ad Oggiono, in cui sono occupati oltre 130 addetti; è inoltre presente in Ungheria, attraverso la controllata Sime che occupa circa 100 addetti e, da un paio d'anni, anche in Romania. Fanno parte del gruppo anche società dedicate alla commercializzazione dei prodotti: tra queste l'italiana Elettromeccanica ECC e la francese Sofidis. Le attività del gruppo spaziano dunque dalla progettazione alla ricerca & sviluppo, dalla produzione fino al marketing e alle vendite, mentre l'offerta di prodotto attualmente comprende morsetti e connettori per circuito stampato, portafusibili, interruttori, microinterruttori e pulsantiere, sensori a tecnologia Reed, prese e spine, ed è completata da una serie di interessanti prodotti custom. La produzione Stelvio si rivolge al vasto mercato dell'elettronica industriale, spaziando dall'automazione alla sicurezza, dagli elettrodomestici al lighting. Questo, in estrema sintesi, è oggi il gruppo Stelvio, arrivato a questo posizionamento a seguito di un lungo processo evolutivo, come ci ha spiegato Massimo Stucchi che, in qualità di Direttore Generale, è dal 2005 alla guida dell'azienda.

Una storia di successo

Abbiamo ripercorso i momenti più importanti che hanno caratterizzato gli oltre sessant'anni di storia del gruppo. Partita come contoterzista nella tranceria di minuterie metalliche, Stelvio si è negli anni evoluta fino ad arrivare alla produzione di prodotti propri. “Quello in cui opera oggi Stelvio è uno scenario totalmente differente da quello del passato, in cui si poteva beneficiare di una situazione di mercato più che florida, sostenuta dalla presenza di importanti commesse provenienti dai grossi produttori di televisori”. Con il progressivo cambiamento che ha portato alle più moderne tecnologie Lcd e plasma, anche la produzione dell'azienda si è evoluta: “Ci sono stati enormi cambiamenti dal punto di vista dell'offerta di prodotto; siamo infatti passati da una produzione totalmente dedicata al settore del televisore a un portafoglio di prodotti diversificato. A causa della variazione tecnologica e della scomparsa delle produzioni europee di televisori dal nostro paese, si è deciso progressivamente di uscire da questo mercato e dal 2006 la presenza di Stelvio nel settore si è praticamente azzerata. In questo modo abbiamo potuto concentrarci su un tipo di produzione totalmente differente, che comprende connettori, morsetti per circuito stampato, portafusibili e più recentemente anche sottosistemi; da circa un paio d'anni abbiamo infatti implementato la produzione di una nuova linea di sensori di sicurezza e industriali”. I punti di forza e le motivazioni che hanno contribuito al successo di Stelvio, sono da ricercarsi da una parte nella capacità dimostrata negli anni dall'azienda di completare la propria offerta basata su prodotti standard con prodotti realizzati in base alle specifiche progettuali del cliente, dall'altra nella verticalizzazione e nel conseguente totale controllo produttivo. Tutti i processi vengono infatti realizzati internamente all'azienda, dove vengono convogliate le materie prime, effettuata la tranciatura e i trattamenti galvanici delle parti metalliche, così come lo stampaggio delle parti plastiche. Contemporaneamente vengono costruite le attrezzature e le macchine per l'assemblaggio. Sempre all'interno viene realizzato l'assemblaggio automatizzato, grazie a un parco macchine innovativo, e il controllo dei prodotti finiti. “Dalla progettazione dei dispositivi alla produzione dei macchinari, gestiamo in completa autonomia la fabbricazione dei nostri prodotti. Si tratta di un modello che ci ha permesso non solo di realizzare prodotti di indiscussa qualità, ma anche di poterli commercializzare a un prezzo competitivo”.
Questa filosofia produttiva sta però subendo un'evoluzione: “Non credo siano necessari cambiamenti sostanziali, ma ritengo sia importante trovare un giusto compromesso a questa situazione. Sono infatti convinto che oggi sia indispensabile una maggiore razionalizzazione, che ci viene imposta dalla velocità del mercato in cui operiamo. Una razionalizzazione dei processi che dovrebbe portarci a mantenere all'interno solo quelle attività che realmente sono necessarie e che aggiungono valore, supportati invece per le attività non 'core business' da fornitori esterni, mantenendo comunque il controllo diretto di tutti i processi”. Una strategia questa che non va a contrastare con una politica produttiva basata da sempre sulla massima qualità, come dimostra una produzione totalmente certificata Iso 9001, Vision 2000 e Iso 14001-1996.

Diversificazione e delocalizzazione

In un'ottica di diversificazione della produzione, Stelvio, che dal 1992 è presente con attività produttive in Ungheria, ha acquisito nel 2005 la partecipazione in un'azienda tedesca, la società STG Gunther, detentrice di un importante marchio di sensori a tecnologia Reed, e di conseguenza la possibilità di produrre in Romania. “Abbiamo pensato non solo a ricercare nuove tipologie di prodotto, ma anche nuove applicazioni. I sensori commodities che produciamo in Romania sono sviluppati principalmente per le applicazioni della sicurezza, mentre i sensori custom si rivolgono alle più diverse applicazioni, dal bianco all'automotive, fino al civile”. Quella che a un primo sguardo può sembrare una tendenza alla delocalizzazione è in realtà un processo attuato in modo differente: “Abbiamo deciso di spostare alcune produzioni a basso contenuto tecnologico all'estero nell'ottica di seguire i nostri grossi clienti nel loro processo di delocalizzazione produttiva. Per questo motivo abbiamo scelto di andare a produrre in Ungheria e in Romania, ma lo abbiamo fatto attraverso una presenza diretta e non scegliendo di lavorare con i terzisti locali”. Detto questo si conferma la volontà di Stelvio di continuare a produrre nel nostro Paese: “La nostra missione è di rimanere legati al territorio lecchese. Vogliamo continuare ad essere un'azienda che produce in Italia, con una produzione sempre più automatizzata, che ci garantirà una maggior competitività. La proprietà ha investito per anni nella crescita dell'azienda, anche in periodi di forte criticità e, a maggior ragione, continua a farlo anche oggi. Negli ultimi anni abbiamo incrementato l'organizzazione, inserendo nuove figure dedicate ad attività di marketing, con l'obiettivo di migliorare la nostra presenza sui mercati finali, anche attraverso strategie di demand creation”.

Creare la domanda del mercato

Un punto importante delle attuali strategie di Stelvio sta infatti nello sviluppare ulteriormente la propria presenza in nuove aree di mercato. “Per quanto riguarda la vendita dei nostri prodotti seguiamo due direttrici complementari. Da una parte la vendita indiretta, con la commercializzazione che passa attraverso una serie di organizzazioni distributive internazionali, dall'altra le vendite dirette ai grossi clienti Oem, che hanno la necessità di un rapporto diretto con il produttore. Per quanto riguarda la distribuzione, a livello mondiale beneficiamo di solide partnership con importanti società locali presenti nelle maggiori aree mondiali, con cui operiamo con contratti in esclusiva. In quest'ottica rientra anche la partnership che da lungo tempo ci lega a ECC Elettromeccanica, società che dallo scorso anno è di proprietà del gruppo, e che attraverso uno staff di circa 25 persone svolge attività commerciale e distributiva sul territorio nazionale. Applicando il classico concetto dell'80-20% abbiamo negli ultimi anni demandato alla distribuzione un significativo numero di clienti di piccole e medie dimensioni, che altrimenti non saremmo stati in grado di seguire nel modo adeguato. La crescita della domanda, sia da parte della distribuzione che degli Oem, ha dato ragione a questa filosofia”.

Un futuro in evoluzione

Il futuro di Stelvio si basa su una gamma di prodotti in continua evoluzione: “Oggi il giro d'affari è sostanzialmente stabile: nella seconda parte dello scorso anno abbiamo registrato una stabilizzazione delle vendite effettuate dalla distribuzione, mentre i clienti Oem hanno dimostrato un migliore andamento e una domanda che per i nostri prodotti ha tenuto bene. Credo che l'evoluzione della nostra gamma di prodotto sia un fattore fondamentale per la nostra futura crescita e che, oggi, la scommessa sia di guardare a quelli che saranno i prodotti nuovi per il nostro futuro. Proprio a questo stiamo lavorando, con l'obiettivo di offrire al mercato qualcosa che vada oltre la semplice commodity”.

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