Servizio globale

LA PAROLA A... VITTORIO PISTORIO –

Aiutare il cliente a vincere la competizione sul proprio mercato è l’obiettivo che si pone Future Electronics che da sempre fa del servizio, offerto a livello globale, uno dei suoi punti di forza.

Figlio d’arte, dopo una laurea negli Stati Uniti in economia e commercio, Vittorio Pistorio approda al mondo dell’elettronica entrando in STMicroelectronics dove, negli anni, ha ricoperto diversi incarichi e fatto esperienze internazionali, seguendo la distribuzione nel sud asiatico e successivamente operando in casa madre a Ginevra, da dove ha seguito la distribuzione nei paesi dell’est europeo. Dopo altre esperienze, Pistorio è poi rientrato nell’elettronica approdando in Future Electronics direttamente nella sede centrale dell’azienda di Montreal, dove si è occupato nello specifico di sviluppare il canale distributivo nordamericano di STMicroelectronics. All’inizio del 2013 Pistorio è rientrato in Italia, assumendo il ruolo di country manager di Future Electronics, con l’obiettivo di sviluppare ulteriormente il mercato italiano per il colosso della distribuzione canadese. Fondata nel 1968, Future è una delle aziende più rispettate e innovative nel panorama industriale contemporaneo. Con sede a Montreal e 169 filiali operative in 42 paesi in tutto il mondo, Future, come ci ha confermato lo stesso Pistorio, deve tutta la sua straordinaria fama all'eccellente qualità dei servizi forniti e allo sviluppo di soluzioni efficaci e complete per la catena di distribuzione a livello globale. Il successo dell'azienda si deve anche all'impegno nel mantenere solidi rapporti di partnership sia con i fornitori che con i clienti, oltre che alle sue competenze tecniche in tutte le fasi del ciclo di progettazione e produzione.

Quali sono i punti di forza e di differenziazione di Future nel mercato della distribuzione?

Credo che il nostro principale punto di forza, che ci ha sempre differenziato dalla competizione, sia la capacità di servizio. Da sempre Future ha puntato tutto sul servizio, per soddisfare al meglio ogni esigenza dei clienti, tanto che oggi, grazie al livello di servizi in generale più elevato del settore, tra cui spiccano programmi e processi specifici per i clienti e il supporto all'e-commerce globale, la missione dell'azienda può essere riassunta nello slogan “Delight the Customer”. Posso confermare che la strada intrapresa dal fondatore è stata quella giusta, perché oggi sul mercato, oltre al prezzo la vera differenza la fa il servizio, e in questo siamo assolutamente leader.
Un altro punto di forza è sicuramente rappresentato dall’essere un’azienda realmente integrata a livello globale: grazie a una infrastruttura IT che fornisce disponibilità e accesso all'inventario in tempo reale, consentendo l'integrazione completa delle attività di produzione, vendita e marketing in tutto il mondo, siamo decisamente il miglior partner per un cliente che ha necessità di tipo globale.

Come è cambiata suo avviso la distribuzione negli ultimi anni?

Se in passato la distribuzione rappresentava per i fornitori di semiconduttori un partner commerciale, oggi le case madri, non avendo più né magazzini né presenza commerciale e tecnica sul territorio, trovano nella distribuzione un partner fondamentale e imprescindibile, che li rappresenta in tutto e per tutto sul territorio. Un partner non solo commerciale, ma anche logistico, finanziario e tecnico, in grado di fornire magazzino, servizio, consulenza e di costituire l’anello di congiunzione tra il fornitore di semiconduttori e il cliente finale. La distribuzione inoltre, garantendo al mercato la presenza di tecnici competenti, in grado di aiutare i clienti nello sviluppo delle applicazioni, svolge per conto della casa madre un’importante attività di demand creation, che forse rappresenta il maggior valor aggiunto che la distribuzione può offrire.

Come vi siete strutturati e organizzati per soddisfare le diverse esigenze dei diversi mercati in cui operate?

Negli ultimi anni Future si è strutturata in modo specifico per supportare alcuni mercati verticali ritenuti più promettenti, organizzandosi in quattro divisioni: la ormai storica divisione Future Lighting Solutions, che fornisce componenti di illuminazione Led e servizi di assistenza per i progettisti di soluzioni di illuminazione; Future Energy Solutions, che offre componenti, progettazioni e soluzioni di sistema alle aziende che operano nel settore dell'energia; Future Connectivity Solutions, che ha l’obiettivo di supportare l’attuale domanda di connettività in ogni settore applicativo; Future Power Solutions che offre competenze specialistiche e qualificate nel campo della potenza.

Ha citato il settore dell’illuminazione. Come vi muovete in questo particolare mercato?

Per oltre dieci anni Future è stata l’unica ad avere l’esclusiva con Philips Lumileds e questo ci ha portato a diventare il principale fornitore di componenti di illuminazione Led e di servizi di assistenza per i progettisti di soluzioni di illuminazione e gli Oem interessati a trarre vantaggio dalla tecnologia di illuminazione a stato solido.
L’esperienza maturata da Future Lighting Solutions in questo settore non solo ha permesso di supportare il settore del lighting con risorse, programmi, partner, soluzioni e supporto logistico all’avanguardia, ma anche di utilizzare un approccio diverso e differenziato in base alle diverse necessità: da una parte supportando chi ha solo bisogno del componente Led, dall'altra chi invece necessita di una soluzione finita e completa, una tendenza questa sempre più sentita che in pochi sono in grado di soddisfare.

Ci sono altri mercati che a suo avviso hanno potenzialità interessanti?

Penso sicuramente all’energia e in particolare alle rinnovabili, un mercato che non ha ancora espresso appieno le sue potenzialità, ma di fondamentale importanza perché legato alle importanti problematiche di risparmio energetico. Ma penso anche, più in generale, al settore analogico, un mercato in forte crescita, caratterizzato da un’elevata complessità e dalla possibilità di sviluppare soluzioni creative, e all’Internet of Thing che sta oggi fortemente stimolando la domanda di connettività.

Parliamo invece di mercato italiano.
Qual è il suo punto di vista?

Il mercato italiano negli ultimi anni è molto cambiato, soprattutto dal punto di vista demografico. Le grandi aziende sono quasi totalmente scomparse e sono rimate solo realtà piccole e medie, sicuramente molto interessanti per la distribuzione.
Si tratta di un mercato che sta vivendo una fase di profonda difficoltà. Fortunatamente esiste ancora un certo numero di imprese, che essendosi assicurate buoni sbocchi commerciali nei mercati internazionali, riescono ancora a investire e a produrre anche in Italia, mentre le realtà più piccole, se sono troppo vincolate al mercato italiano, si trovano oggi in una fase di enorme sofferenza.

Quali sono a suo avviso i motivi di tutto questo?

Credo che il principale problema dell’Italia sia quello di una dirigenza politica che in passato non è mai stata in grado di creare opportunità per le nostre imprese. A questo si aggiungono enormi problemi di tipo strutturale e una burocrazia che frena gli investimenti e ogni possibile sviluppo, non permettendo alle nostre aziende di essere competitive sui mercati esteri. Negli Usa oggi il principale problema delle aziende è di come essere sempre più competitive sul mercato: in Italia le aziende devono invece lottare quotidianamente per la sopravvivenza. La mancanza di una politica industriale e di investimenti in ricerca & sviluppo hanno poi ulteriormente penalizzato il settore elettronico in cui operiamo, facendoci perdere sempre più terreno.

Come avete reagito alla crisi che ha colpito il mercato negli ultimi anni?

Negli ultimi anni la pesante crisi che ha colpito l’economia globale ha costretto molti distributori a tagliare qualsiasi tipo di investimento. Future Electronics, invece, grazie alla possibilità offerte dall’essere un’azienda privata, si è potuta permettere scelte diverse e, andando in controtendenza, ha continuato a investire, in magazzino e persone, superando così anche i momenti più difficili.

Il peggio quindi è passato?

Dal punto di vista di Future Electronics la situazione è positiva e stiamo preformando molto bene sia a livello globale che locale. I dati della distribuzione italiana stimano per il 2013 una crescita del mercato italiano di circa il 3%: come Future realizzeremo un incremento di fatturato significativo, nell’ordine del 20%. Questo grazie al buon andamento di molti settori industriali e di alcune specifiche applicazioni, come ad esempio quelle legate alla sicurezza, che ci hanno dato molte soddisfazioni e che ci rendono fiduciosi sull’andamento del 2014
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