Neanche il 2014 sarà l’anno della ripresa

Il manifatturiero deve tornare a crescere e per farlo bisogna ripartire dalla fabbrica: “portare lavoro in Italia si può a patto che le aziende che decidono di farlo non siano lasciate sole”. È questo il messaggio emerso all'annuale assemblea di Anie Confindustria che si è tenuta ieri a Milano, a cui hanno partecipato, oltre al Presidente di Anie Claudio Andrea Gemme, il sindaco di Milano Giuliano Pisapia e la Presidente di Expo 2015 Diana Bracco.

La relazione introduttiva del presidente Gemme ha posto l'accento sulla salute economica dei settori Anie che rimane purtroppo molto critica. I comparti rappresentati da Anie hanno infatti registrato nel 2013 una flessione del fatturato aggregato dell'11,8% e in un solo anno il fatturato è passato da 63 a 56 miliardi di euro, perdendo ben 7 miliardi di euro. Quasi tutti i comparti Anie hanno registrato un andamento negativo: le diminuzioni più accentuate sono quelle del settore dei componenti elettronici, che ha perso più dell'11%, quello delle tecnologie per la trasmissione di energia elettrica e quella dei cavi. Fra i comparti in controtendenza troviamo invece l'automazione industriale, che ha registrato un incremento annuo vicino al 4% e i sistemi di trasmissione movimento e potenza. In un quadro particolarmente difficile è pesato soprattutto l'impoverimento del mercato interno. Nel complesso la domanda nazionale di tecnologie ha infatti mostrato un calo del 5,5%. Uno scenario internazionale in costante rallentamento ha poi ulteriormente limitato la domanda estera. Le esportazioni dei settori Anie continuano ad essere penalizzate dalla fragilità della domanda dell'Unione Europea, a cui si rivolgono in prevalenza le esportazioni italiane. Tra i comparti che meglio si sono mossi sul fronte delle esportazioni ci sono la produzione di energia, l'illuminotecnica e gli apparecchi domestici professionali.

Spostando lo sguardo al 2014 le attese per i settori Anie si mantengono incerte: secondo i dati Istat nel primo quadrimestre del 2014 l'industria italiana delle tecnologie ha registrato nel confronto con il 2013 una crescita del fatturato limitata all'1%, penalizzata ancora una volta dalla domanda nazionale. Le imprese mostrano molta cautela sul possibile andamento dell'anno dichiarando comunque che il 2014 non sarà sicuramente l'anno della ripresa.

Tra le possibili soluzioni proposte dal presidente Gemme c'è dunque il rientro in patria dei siti produttivi precedentemente delocalizzati all'estero, un processo questo al centro di uno studio realizzato dalla Federazione che ha mostrato come tra i settori Anie, Est Europa e Cina sono le aree da cui le aziende stanno rientrando a causa di motivazioni che sono il minor controllo della qualità della produzione svolta all'estero, la necessità di vicinanza ai centri italiani di R&S e i più alti costi logistici.

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