Gli alti e bassi del mercato analogico

MERCATO SEMICONDUTTORI –

Le vendite globali dei dispositivi analogici sono rimaste praticamente piatte dal 2010 al 2011, chiudendo l’anno a 42,3 miliardi di dollari.

Nel 2011 il mercato dei circuiti integrati analogici ha assistito agli stessi alti e bassi visti dall'industria dei semiconduttori. Le vendite sono diminuite a causa di una domanda ridotta, sia da parte degli Usa che dell'Europa, motivata soprattutto dai timori creati dalla crisi del debito sovrano dell'euro. Allo stesso tempo le vendite del settore automobilistico si sono riprese in tutto il mondo a partire dal terzo trimestre del 2011, così come, verso la fine dell'anno, quelle dell'industria manifatturiera: questo dovrebbe provocare la spinta necessaria ai fornitori del mercato analogico già nella prima metà del 2012. Come risultato le vendite globali del mercato analogico sono rimaste praticamente piatte dal 2010 al 2011, chiudendo l'anno a 42,3 miliardi di dollari.

Leader assoluto nei circuiti integrati analogici, Texas Instruments ha concluso l'anno con una crescita nelle vendite limitata al 5%, che ha portato a un fatturato di 6,5 miliardi di dollari. Da segnalare un calo del 68% nei profitti rispetto al quarto trimestre dello scorso anno, dovuto a una debole domanda, ai costi di ristrutturazione connessi alla chiusura di due vecchi impianti da 150mm e ai costi associati all'acquisizione di National Semiconductor, società chiusa ufficialmente nel settembre 2011 e ribrandizzata come divisione “Silicon Valley Analog” di Texas Instruments. Gli utili per azione del quarto trimestre così, come il fatturato trimestrale, hanno comunque superato le aspettative degli analisti. Guardando al 2012, TI sembra essere comunque pronta a soddisfare la domanda dei clienti, supportata dalla più forte capacità produttiva attualmente disponibile nell'industria analogica.

STMicroelectronics, il maggior produttore di chip europeo, ha concluso invece il 2011 con un calo delle vendite del 3% rispetto all'anno precedente, arrivando a sfiorare i 4,2 miliardi di dollari nelle vendite di dispositivi analogici. Ad impattare su questi risultati le performance significativamente deboli di ST-Ericsson, ma anche la scarsa domanda proveniente dai clienti europei che ha caratterizzato la seconda metà dell'anno. La società ha registrato una perdita netta totale di 11 milioni di dollari nel quarto trimestre del 2011, rispetto all'utile netto di 219 milioni dell'anno prima. Questa debolezza è stata comunque compensata dalle forti vendite del segmento industriale.

Anche Analog Devices, il terzo maggior fornitore di IC analogici, ha visto diminuire i propri risultati nel quarto trimestre del 2011, in particolar modo nel mercato industriale e in quello della comunicazione; sono cresciute invece le vendite nel consumer e nel settore automobilistico. La società ha comunque dichiarato di avere chiuso il 2011 segnando un record sia in termini di fatturato complessivo, aumentato del 4% fino a raggiungere i 2,6 miliardi di dollari, che di redditività.

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